ho misurato gli attimi
la mattina
con cucchiaini da caffé
fondi del té
parlano di movimenti e sconvolgimenti
ho visto il tuo riflesso
nel vetro
dei negozi in strade vuote di gente
affollate di grida
tutte uguali
tutte uguali
ho assaggiato la monotonia del mondo
la sera
affacciata in finestre d'occhi
ed ho visto microcosmi dissonanti
nel battito d'un vecchio
ed ho visto super universi armonici
nel sorriso d'un bimbo
ho misurato gli istanti
con passi di fantasma
sussurrando parole che non ricordo
percependo il vento tra le dita del giorno
- i tuoi capelli sulle mie guance -
ho misurato la lontananza
con metri di silenzio
messaggi tracciati nel vento
ho misurato la mia vita
con tazze di tè,
fumanti, scure, chiare
verdi, nere, fredde, pensanti
ma nel dentro
c'è il fuori
e nel fuori c'è il dentro
un sorriso d'istante congelato
- il tuo viso e il mio -
decisioni, revisioni, dissoluzioni
evoluzioni
distanti armonie di vita
lunedì 13 maggio 2013
in un minuto c'è il tempo del mondo
e passiamo attimi tra decisioni e indecisioni
matasse di distrazioni
caotico divenire di sensi e folli perdizioni
in un minuto c'è il tempo
che ci osserva stiracchiato sul cuscino
arruffato dal sonno
in un minuto c'è che ci mescoliamo
mani e occhi
respiri ed elettrici scambi di pensieri
creazioni d'universi
- andiamo via
disperdendoci nel cammino
il passo distante da ciò che siamo
il respiro soffocato da ciò che saremo
il battito accelerato per ciò che vorremo -
in un minuto, dolce segreto,
c'è il nostro tempo
- demiurghi del nostro divenire -
giovedì 11 aprile 2013
http://www.youtube.com/watch?v=O1535i8k1S8
ti divorerò l'anima
all'ombra di silenzi sospirati
ti abbraccerò l'anima
al calare di notti stellate
e farò di attimi un infinito girare
solo
per poterti sfiorare
- prendi le mie mani
lascia che ti conduca
al di là della percezione
divenire di intenzioni
mutare di sensazioni
elettriche possessioni -
ti divorerò l'anima
all'ombra di silenzi sospirati
ti abbraccerò l'anima
al calare di notti stellate
e farò di attimi un infinito girare
solo
per poterti sfiorare
- prendi le mie mani
lascia che ti conduca
al di là della percezione
divenire di intenzioni
mutare di sensazioni
elettriche possessioni -
tace l'aria intorno
perché siamo energie unificate
scariche di elettricità
e sorrisi
e tacciono i venti
perché siamo muri di isolamento
dove nulla entra
tranne noi
- prendi le mie mani
ne fai corde a cui ti intrecci.
- prendi il mio sorriso
e nutrine l'anima tua.
- stringimi
divorami
assaporami.
silenzio attorno
un abbraccio vale più del mondo
silenzio
adesso
...
- vieni con me
verso distanze estese
visioni di futuri inattesi
vieni a nascondere i nostri sorrisi
verso splendide notti e sogni infiniti -
che resta tutto immobile
nell'attimo in cui mi accogli
tra le tue braccia
- e non ci sono parole
solo
mordersi l'anima -
http://www.youtube.com/watch?v=U662cA1u374
mercoledì 10 aprile 2013
http://www.youtube.com/watch?v=NOGMQ-ySqOY
Bruciami dentro
attimi sottesi all'infinito
estasi di elettricità
- le mie,
le tue
labbra -
Bruciami dentro
attimi sottesi all'infinito
estasi di elettricità
- le mie,
le tue
labbra -
venerdì 5 aprile 2013
Dispiegate nella notte
le intenzioni
sono mani tese
a carezzar le stelle
- voci di menti
ricongiunte -
E ci cospargiamo di cielo
nel divenire placido del mondo
sottesi, dunque,
- inevitabilmente -
a sfiorare energie dimenticate
incantate
rincorse
- ora -
risvegliate...
- Albeggia l'attimo della lontananza
ma il distacco non sarà crudele
perché siamo energie fuse
gioie perdute
esplosioni
ritrovate... -
le intenzioni
sono mani tese
a carezzar le stelle
- voci di menti
ricongiunte -
E ci cospargiamo di cielo
nel divenire placido del mondo
sottesi, dunque,
- inevitabilmente -
a sfiorare energie dimenticate
incantate
rincorse
- ora -
risvegliate...
- Albeggia l'attimo della lontananza
ma il distacco non sarà crudele
perché siamo energie fuse
gioie perdute
esplosioni
ritrovate... -
mercoledì 27 marzo 2013
Siamo costellazioni
ora spente
ora accese
siamo universi di percezione
distorsioni irreali
di finzioni reali
siamo morti
siamo vivi
siamo in attesa che il tempo ci parli
che lo spazio ci rapisca
siamo esplosioni
in continua evoluzione
infiniti giri di perdizione
infiniti slanci di devozione
siamo
irreali
impercettibili
sensazioni
- bruciamo di vita
all'alba del giorno -
ora spente
ora accese
siamo universi di percezione
distorsioni irreali
di finzioni reali
siamo morti
siamo vivi
siamo in attesa che il tempo ci parli
che lo spazio ci rapisca
siamo esplosioni
in continua evoluzione
infiniti giri di perdizione
infiniti slanci di devozione
siamo
irreali
impercettibili
sensazioni
- bruciamo di vita
all'alba del giorno -
giovedì 21 marzo 2013
di noia sono spintovetro contro l'aria,
arido sapore di terra, vedrò lambirmi dentro:
vuoto attorno, cosmico disciogliersi
di te, pallido ricordo sommerso.
annego idee nel fumo del momento,
istanti rubati, di labbra inesplorate
siamo fatti, inganno d'occhio
che al cuor non comanda.
poi d'improvviso, sciabordii all'infinito
dietro i tetti, la notte biancheggia di stelle
e una voce odo chiamare,
la morte, la vita
e tutto il resto.
di noia sono cullato
placido distendersi dell'intento,
contro muri di distanza scaglio il mio pensiero,
lento, morbido, sinuoso
e in un attimo è solo riposo.
- è tardi, muta il divenire
muta l'intento
ascolta la voce che ti chiama
vieni, dentro
mondi sconosciuti
a ubriacarci di respiri -
mercoledì 20 marzo 2013
lascia scorrere il sangue
al riposo dei venti notturni
arma le tue dita di caldi sussurri
affonda le tue mani in me...
che venga pure il giorno,
a rubarmi il tempo,
l'azzannerò coi denti
e i suoi raggi doro di sangue diverranno.
- bloccati nel tutto
inappetenti
a divorarci l'anima andiamo
oh, ma che venga la notte
e battaglia daremo -
sabato 12 maggio 2012
città irreale
di manti molli stendi nuvole nei cieli,
scivoli passi sui gradini di marmo
all'eterno tramonto io t'osservo.
città irreale
sotto foschie d'ombra
annebbi il sonno del viandante
respiro screziato d'ardesia e verde d'edera
-non c'è l'erica
non c'è il silenzio
solo voci e movimento -
città irreale
di lampioni e girovaghi
penetri distanze di tetti
e nel tuo abbraccio mi culli.
città irreale
stralci di te porto addosso,
ne faccio il cuscino del riposo.
incendi liquida il mattino
e io sempre ti amo,
perché di me
fai il tuo respiro...
- ramingo sorriso -
domenica 25 marzo 2012
Pagine in Holmes
Cos'è quella "cosa" che piace un po' a tutti, che non ha tempo e che ci tiene incollati su una comoda poltrona? No, non è la cioccolata calda in una sera d'inverno, non è un film avvincente, nè un Racconto della Cripta, ma se avete pensato a Sherlock Holmes, avete pensato giusto!
Ci vuole un'attenzione quasi reverenziale quando si "tocca" un personaggio letterario come questo, ci vuole competenza, ci vuole il Canone e un pizzico di fantasia. Nel tempo, tanti autori hanno messo mano alle atmosfere londinesi tanto care ai lettori di tutto il mondo, mischiando bene e a volte meno bene, ma comunque Sherlock ha sempre avuto la meglio. E non poteva essere diversamente.
Si può apprezzare l'attaccamento di autori della nostra epoca che decidono di cimentarsi in imprese di questo genere, il rischio è sempre di trovarsi con in mano un libro mediocre. E spesso è andata così.
Ma Sherlock, per quanto intoccabile, conserva ancora oggi quella leggerezza e precisione che tanto amiamo, e forse è così che aiuta autori-amanti nel cammino verso nuove storie, omaggi e quant'altro.
Probabilmente è così che Tracy Revels ha maturato l'idea di questo libro, Shadowfall. A novel of Sherlock Holmes, in uscita in Italia per Gargoyle Books.
Allora vediamo chi è questa scrittrice e dove ci porta con questa piccola avventura del caro investigatore.
Nata e cresciuta a Madison, Tracy Revels è professoressa di Storia e Cultura della Florida al Wofford College di Spartanburg (Carolina del Sud). A parte le pubblicazioni scientifiche di maggior rilievo, è l'autrice di Shadowfall - A Novel of Sherlock Holmes (2011) e del suo seguito, Shadowblood - A Novel of Sherlock Holmes.
Ma ora veniamo a noi, Sherlock Holmes e i Tesori di Londra!
Trama:
Dove sono finiti i corvi della Torre di Londra, la Pietra di Londra e il Cuore di San Giorgio, ovvero i principali tesori della capitale britannica di fine Ottocento? Esiste un collegamento tra questi furti e la raccapricciante serie di trafugamenti di cadaveri avvenuta nel Cimitero di Highgate? Alla Regina Vittoria e agli esponenti più importanti dell'establishment politico non resta che affidarsi a Sherlock Holmes. Ma e se questa volta il celebre investigatore non fosse del tutto estraneo a questa intricatissima vicenda? E se il suo infallibile metodo, basato sull'applicazione della logica e sull'osservazione quasi maniacale dei dettagli, non bastasse a risolvere il caso?
E cosa c'entrano con Sherlock il soprannaturale e la magia?
In una Londra costellata di mistero, Watson non può far altro che seguire il suo compagno e amico in un viaggio che avrà davvero dell'incredibile.
Tracy Revels segue fedelmente il Canone -sia mai!!! - ma ci mette davvero del suo, inserendo in questa breve avventura elementi del folklore britannico e non, regalandosi una carrellata di personaggi leggendari - da Jack il saltatore a Titania regina delle Fate di Sogno di una notte di mezza estate, dal Baron Samedi a Mary Laveau regina del vudù per eccellenza, fino a Ipazia d'Alessandria e alla temibile Morrigan - creando un pastiche fantastico che vi terrà davvero incollati al libro e che vi regalerà una nuova visione del grande detective come mai avremmo potuto immaginare.
Incuriositi? Se volete soddisfare la vostra sete, sul sito della Gargoyle Books avete la possibilità di scaricare in formato PDF il primo capitolo del libro di cui l'autrice non solo ha il merito di aver usato gli elementi canonici - appunto - con intelligenza, ma che ha anche saputo raccontare al lettore qualcosa in più su altri personaggi leggendari, mescolando il tutto in un cocktail davvero saporito!!!
Insomma, l'ho letto e mi sono divertita, l'ho tradotto e mi sono divertita... non mi resta che augurarvi buona lettura!!!
sabato 17 marzo 2012
mercoledì 14 marzo 2012
in un secondo distruggi cose
sei energia che esplode
e un solo tocco può accendere l'aria attorno
esplodi di sensazioni
e mordi la carne del mondo
e respiri vortici di energia
- sei energia
ineffabile
inafferrabile
incomprensibile -
solo percezione
dispersione di labbra e saliva
e sudore freddo lungo la schiena
- spacca il muro del silenzio
infrangi l'attimo di vuoto
e divieni potere tra le dita -
in un secondo l'occhio diventa penetrante
sei musica all'ennesima potenza
e un solo bacio può infuocare mondi.
- bruci dentro
incendi cose
e
persone -
sei energia che esplode
e un solo tocco può accendere l'aria attorno
esplodi di sensazioni
e mordi la carne del mondo
e respiri vortici di energia
- sei energia
ineffabile
inafferrabile
incomprensibile -
solo percezione
dispersione di labbra e saliva
e sudore freddo lungo la schiena
- spacca il muro del silenzio
infrangi l'attimo di vuoto
e divieni potere tra le dita -
in un secondo l'occhio diventa penetrante
sei musica all'ennesima potenza
e un solo bacio può infuocare mondi.
- bruci dentro
incendi cose
e
persone -
venerdì 9 marzo 2012
martedì 6 marzo 2012


saranno quei pomeriggi,
passati a raccogliere pezzi sparsi
di cose e vita,
a romperti dentro
a infrangere un attimo di quiete
distante.
prenderò l'armonia dell'attimo
e la manderò in loop
per percepire dove s'è creato quel graffio
l'imperfezione perfetta
su un disco appena ascoltato.
non avrò voglia di te,
ma ne avrò la mancanza
perché con un sorriso
hai raggiunto un angolo di mondo
insieme a me,
dentro di me.
sarà quella mancanza,
fragranza appena assaporata,
a renderti così unico,
anche solo un istante
anche solo per sfiorarti,
potrei correre a perdifiato
oltre ogni distanza immaginaria.
ma sarà tardi,
sempre troppo tardi...
e di te resterà
una sorridente mancanza
- E poi, un giorno, scivolano via cose
come sabbia
portata lontano dal vento della disillusione,
e, forse, non hai trovato niente
non hai scoperto niente
allora saprai
che ci vuole un oceano per non spezzarci dentro
cuore d'onde
e dopo aver sfiorato la tua schiena
finalmente saprò che io
avrò il mio -
giovedì 9 febbraio 2012

abbracciami,
stenditi su di me e baciami alle porte della notte
prendi l'attimo di stelle sulle nostre teste
fanne un sospiro e cospargine il mio corpo.
- perdo cognizione del tempo
distratta dal tuo ritmico respiro
dal tocco liscio dei tuoi fianchi -
mordi la luna,
e scaccia il sole.
fa che questa notte non finisca
che non sia già mattino,
quando di te resterà solo un soffio,
profumo sul cuscino.
- e sono pulsazioni
fremiti
battiti
denti
e ti morderò
ti mangerò l'anima -
gli amanti si stringono
in piccoli spazi, silenziosi
come gatti
sono fuochi nel buio
palpitanti scie,
meteore splendenti -
sabato 4 febbraio 2012
Cronache di una notte emersa...
Cose che vanno, cose che vengono.
Parte tutto da qui. Il resto sono tentativi, cambiamenti, ripensamenti, cose che si arrotolano su se stesse e mutano forma man mano che la via ti scorre sotto i piedi.
Un amico mi ha detto: La poesia mi mette in difficoltà, non so se la capisco, con la prosa, invece, non ho problemi.
La prosa.
La poesia.
Sono coperte, sciarpe di parole che ci avvolgiamo addosso senza un vero motivo preciso, forse solo col bisogno di... puntini di sospensione voluti, perché ognuno ha il suo.
Gioco con le parole da quando ho capito che potevo farlo, non c'è una data precisa e forse, a dirla tutta, non so nemmeno farlo veramente, ma non ha troppa importanza. Quello che mi interessa non è la perfezione, che comunque non esiste, quello che mi incuriosisce di questo gioco di rimandi, fatto di mutevoli sensazioni, musiche colori, è la connessione che si stabilisce tra vari piani, con la fantastica possibilità di non escluderne nessuno e di non escludere nessuna persona, regalando a chiunque lo voglia la condizione di poter percepire cose.
Ecco che divago... non so scrivere la poesia in prosa, caro amico! Ma voglio provarci e allora mi regalo questa cronaca di una notte emersa, dai versi slegati, dalle rime accantonate con forza, da quella parte di me che pulsa lì, tra una metafora e un versetto.
Guardavo la notte scivolare sotto le ruote della macchina con la mente fissa su un pensiero, che la strada sembrava un lento scorrere del tempo, un attraversare la mia mente fino ad arrivare alla consapevolezza che stavo pensando, che la mia mente stava formando immagini per comunicare.
Le macchine, i motorini, le vetrine dei negozi chiusi, le finestre accapannate, tutto sembrava potenzialmente far parte di un altro universo perché in quel momento io vagavo altrove e avevo raggiunto il centro del mio caos personale.
Visi, amici, persone incontrate in un istante. Cosa stava pensando il mio universo mentale?
La notte mi sembrava un mondo a parte, un piccolo microcosmo bloccato per un secondo nel tempo. Ecco, che strano concetto quello di associare a un frammento di tempo un'immagine, un'idea.
Quella notte, quella strada e un viso, non ha importanza quale, di chi, erano calore, viaggio, passione. Cose che vanno, cose che vengono. Immagini che emergono dalla mente.
E finalmente, mentre mi trovavo a percorrere le strade buie della città con la musica a farmi compagnia e la voglia di infilarmi sotto le coperte, arrivò una sensazione definita di apertura. Mi capita quando un'idea pian piano prende corpo laggiù da qualche parte nella mia biblioteca mentale. E' una sensazione strana, non si può definirla facilmente, ma era vera quanto il freddo pungente sulle guance.
La notte, la strada, il viso.
Calore, viaggio, passione.
Freddo e realtà.
"Quali connessioni ci sono tra queste cose? Perché le sto pensando?" mi domandai.
All'improvviso, parcheggiata l'auto e imboccata la via di casa verso il portone, mi accorsi anche del silenzio. Adesso era lui la colonna sonora del mio camminare verso le idee. Buffo, poi, come uno le sviluppi quasi sempre in momenti di solitudine.
Freddo e realtà, solitudine. Non è corretto, qualcosa non va in queste associazioni. Ma il bello è che si erano formate da sole. Descrivevano l'attimo e afferrarle era irresistibile.
Mi resi conto che pian piano stavo già tracciando un sentiero o, forse, che lo stavo percorrendo subito dopo averlo scoperto per caso.
L'inatteso era un'altra delle cose che bilanciavano l'equazione parole-sensazioni-immagini-emozioni. Raccolsi anche quella.
Il movente era semplice, la mia mente aveva deciso che quella notte voleva dirmi qualcosa, che voleva farmi riflettere. Su di me, probabilmente, come fosse essa stessa una creatura indipendente. "Fico", pensai, e mi lasciai portare per mano fino a immergermi in quello strano mondo di forme esotiche del ragionamento.
Mi ritrovai sommersa, boccheggiante, in debito d'ossigeno. Dovevo scartare qualcosa, per venirne a capo. Sembrava d'aver davanti un puzzle o un rompicapo che solo io potevo sciogliere. Ma, mi chiesi, una volta risolta la questione cosa ne avrei fatto?
Mi è sempre piaciuto scrivere, e in questi momenti è quasi una cosa istintiva, normale formalità, una sorta di Pensatoio alla Silente dove scaricarmi dei molti pensieri per lasciare spazio a quelli nuovi. Ma non solo. Se avessi scritto per me stessa e basta, non avrei usato le parole nel modo giusto, sarebbero rimaste lì, inutilizzate dagli altri.
Ma le parole generano immagini e viceversa, l'idea di far giocare gli altri con le mie parole e le rispettive immagini e sensazioni a esse associate era qualcosa di estremamente curioso.
Poetessa per caso, ecco cos'ero. Cosa sono... Vabbe', cosa vorrei essere.
L'ultima sigaretta prima di andare a letto, prima della tazza di tè caldo.
Riordinare le cose, scaricarle sulla carta-pensatoio e dormire più leggeri, in attesa di nuove cose.
Cose che vanno, cose che vengono.
Mi fu impossibile farne una storia, così, da quella notte emersi con questa cosa...
Stando buia e silenziosa
cala la notte suadente
il ricordo d'un volto
- intreccio di sguardi -
freddo tra le mani,
il mondo tutto intorno...
pensieri slegati
mi portano sul sentiero
dove tu mi appari,
misterioso
ma vero.
- ed emergo,
corpo nel silenzio,
e respiro a fondo,
assaporo pensieri
e gioco nell'alba di un nuovo giorno -

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