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sabato 12 maggio 2012


città irreale
di manti molli stendi nuvole nei cieli,
scivoli passi sui gradini di marmo
all'eterno tramonto io t'osservo.
città irreale
sotto foschie d'ombra
annebbi il sonno del viandante
respiro screziato d'ardesia e verde d'edera
-non c'è l'erica
non c'è il silenzio
solo voci e movimento -
città irreale
di lampioni e girovaghi
penetri distanze di tetti
e nel tuo abbraccio mi culli.
città irreale
stralci di te porto addosso,
ne faccio il cuscino del riposo.
incendi liquida il mattino
e io sempre ti amo,
perché di me
fai il tuo respiro...
- ramingo sorriso -

mercoledì 14 marzo 2012

in un secondo distruggi cose
sei energia che esplode
e un solo tocco può accendere l'aria attorno
esplodi di sensazioni
e mordi la carne del mondo
e respiri vortici di energia
- sei energia
ineffabile
inafferrabile
incomprensibile -
solo percezione
dispersione di labbra e saliva
e sudore freddo lungo la schiena

- spacca il muro del silenzio
infrangi l'attimo di vuoto
e divieni potere tra le dita -

in un secondo l'occhio diventa penetrante
sei musica all'ennesima potenza
e un solo bacio può infuocare mondi.

- bruci dentro
incendi cose
e
persone -

martedì 6 marzo 2012




saranno quei pomeriggi,
passati a raccogliere pezzi sparsi
di cose e vita,
a romperti dentro
a infrangere un attimo di quiete
distante.
prenderò l'armonia dell'attimo
e la manderò in loop
per percepire dove s'è creato quel graffio
l'imperfezione perfetta
su un disco appena ascoltato.
non avrò voglia di te,
ma ne avrò la mancanza
perché con un sorriso
hai raggiunto un angolo di mondo
insieme a me,
dentro di me.
sarà quella mancanza,
fragranza appena assaporata,
a renderti così unico,
anche solo un istante
anche solo per sfiorarti,
potrei correre a perdifiato
oltre ogni distanza immaginaria.
ma sarà tardi,
sempre troppo tardi...
e di te resterà
una sorridente mancanza

- E poi, un giorno, scivolano via cose
come sabbia
portata lontano dal vento della disillusione,
e, forse, non hai trovato niente
non hai scoperto niente
allora saprai
che ci vuole un oceano per non spezzarci dentro
cuore d'onde
e dopo aver sfiorato la tua schiena
finalmente saprò che io
avrò il mio -


giovedì 9 febbraio 2012


abbracciami,
stenditi su di me e baciami alle porte della notte
prendi l'attimo di stelle sulle nostre teste
fanne un sospiro e cospargine il mio corpo.

- perdo cognizione del tempo
distratta dal tuo ritmico respiro
dal tocco liscio dei tuoi fianchi -

mordi la luna,
e scaccia il sole.
fa che questa notte non finisca
che non sia già mattino,
quando di te resterà solo un soffio,
profumo sul cuscino.

- e sono pulsazioni
fremiti
battiti
denti
e ti morderò
ti mangerò l'anima -

gli amanti si stringono
in piccoli spazi, silenziosi
come gatti
sono fuochi nel buio
palpitanti scie,
meteore splendenti -

sabato 4 febbraio 2012

Cronache di una notte emersa...

Cose che vanno, cose che vengono.
Parte tutto da qui. Il resto sono tentativi, cambiamenti, ripensamenti, cose che si arrotolano su se stesse e mutano forma man mano che la via ti scorre sotto i piedi.
Un amico mi ha detto: La poesia mi mette in difficoltà, non so se la capisco, con la prosa, invece, non ho problemi.
La prosa.
La poesia.
Sono coperte, sciarpe di parole che ci avvolgiamo addosso senza un vero motivo preciso, forse solo col bisogno di... puntini di sospensione voluti, perché ognuno ha il suo.
Gioco con le parole da quando ho capito che potevo farlo, non c'è una data precisa e forse, a dirla tutta, non so nemmeno farlo veramente, ma non ha troppa importanza. Quello che mi interessa non è la perfezione, che comunque non esiste, quello che mi incuriosisce di questo gioco di rimandi, fatto di mutevoli sensazioni, musiche colori, è la connessione che si stabilisce tra vari piani, con la fantastica possibilità di non escluderne nessuno e di non escludere nessuna persona, regalando a chiunque lo voglia la condizione di poter percepire cose.
Ecco che divago... non so scrivere la poesia in prosa, caro amico! Ma voglio provarci e allora mi regalo questa cronaca di una notte emersa, dai versi slegati, dalle rime accantonate con forza, da quella parte di me che pulsa lì, tra una metafora e un versetto.


Guardavo la notte scivolare sotto le ruote della macchina con la mente fissa su un pensiero, che la strada sembrava un lento scorrere del tempo, un attraversare la mia mente fino ad arrivare alla consapevolezza che stavo pensando, che la mia mente stava formando immagini per comunicare.
Le macchine, i motorini, le vetrine dei negozi chiusi, le finestre accapannate, tutto sembrava potenzialmente far parte di un altro universo perché in quel momento io vagavo altrove e avevo raggiunto il centro del mio caos personale.
Visi, amici, persone incontrate in un istante. Cosa stava pensando il mio universo mentale?
La notte mi sembrava un mondo a parte, un piccolo microcosmo bloccato per un secondo nel tempo. Ecco, che strano concetto quello di associare a un frammento di tempo un'immagine, un'idea.
Quella notte, quella strada e un viso, non ha importanza quale, di chi, erano calore, viaggio, passione. Cose che vanno, cose che vengono. Immagini che emergono dalla mente.
E finalmente, mentre mi trovavo a percorrere le strade buie della città con la musica a farmi compagnia e la voglia di infilarmi sotto le coperte, arrivò una sensazione definita di apertura. Mi capita quando un'idea pian piano prende corpo laggiù da qualche parte nella mia biblioteca mentale. E' una sensazione strana, non si può definirla facilmente, ma era vera quanto il freddo pungente sulle guance.
La notte, la strada, il viso.
Calore, viaggio, passione.
Freddo e realtà.
"Quali connessioni ci sono tra queste cose? Perché le sto pensando?" mi domandai.
All'improvviso, parcheggiata l'auto e imboccata la via di casa verso il portone, mi accorsi anche del silenzio. Adesso era lui la colonna sonora del mio camminare verso le idee. Buffo, poi, come uno le sviluppi quasi sempre in momenti di solitudine.
Freddo e realtà, solitudine. Non è corretto, qualcosa non va in queste associazioni. Ma il bello è che si erano formate da sole. Descrivevano l'attimo e afferrarle era irresistibile.
Mi resi conto che pian piano stavo già tracciando un sentiero o, forse, che lo stavo percorrendo subito dopo averlo scoperto per caso.
L'inatteso era un'altra delle cose che bilanciavano l'equazione parole-sensazioni-immagini-emozioni. Raccolsi anche quella.
Il movente era semplice, la mia mente aveva deciso che quella notte voleva dirmi qualcosa, che voleva farmi riflettere. Su di me, probabilmente, come fosse essa stessa una creatura indipendente. "Fico", pensai, e mi lasciai portare per mano fino a immergermi in quello strano mondo di forme esotiche del ragionamento.
Mi ritrovai sommersa, boccheggiante, in debito d'ossigeno. Dovevo scartare qualcosa, per venirne a capo. Sembrava d'aver davanti un puzzle o un rompicapo che solo io potevo sciogliere. Ma, mi chiesi, una volta risolta la questione cosa ne avrei fatto?
Mi è sempre piaciuto scrivere, e in questi momenti è quasi una cosa istintiva, normale formalità, una sorta di Pensatoio alla Silente dove scaricarmi dei molti pensieri per lasciare spazio a quelli nuovi. Ma non solo. Se avessi scritto per me stessa e basta, non avrei usato le parole nel modo giusto, sarebbero rimaste lì, inutilizzate dagli altri.
Ma le parole generano immagini e viceversa, l'idea di far giocare gli altri con le mie parole e le rispettive immagini e sensazioni a esse associate era qualcosa di estremamente curioso.
Poetessa per caso, ecco cos'ero. Cosa sono... Vabbe', cosa vorrei essere.
L'ultima sigaretta prima di andare a letto, prima della tazza di tè caldo.
Riordinare le cose, scaricarle sulla carta-pensatoio e dormire più leggeri, in attesa di nuove cose.
Cose che vanno, cose che vengono.
Mi fu impossibile farne una storia, così, da quella notte emersi con questa cosa...

Stando buia e silenziosa
cala la notte suadente
il ricordo d'un volto
- intreccio di sguardi -
freddo tra le mani,
il mondo tutto intorno...
pensieri slegati
mi portano sul sentiero
dove tu mi appari,
misterioso
ma vero.
- ed emergo,
corpo nel silenzio,
e respiro a fondo,
assaporo pensieri
e gioco nell'alba di un nuovo giorno -


lunedì 30 gennaio 2012

il suo sguardo si posa sulla mia indecisione.
è la pausa mentre prendo fiato per pensare
- immaginario sogno -
amo passeggiare nei prati distesi, ho il senso della vita,
percezione di spazi.
e la sua schiena è una distesa
a cui mi aggrappo, in cui mi ritrovo.
- scivola dentro di me,
adesso.
chi può dire quanto la fame di te mi mantenga in vita?
chi può conoscere,
definire,
i tuoi contorni quando si mescolano con la mia pace interiore? -
sono dispersa in molti luoghi e di ognuno porto i sapori dentro
e il suo corpo l'ho assorbito,
negli odori, negli sguardi, nei sorrisi.
le mie ossa si sono rotte sotto la sua ritmica pressione
palpitanti attimi di evasione
ed è la mattina, quel momento di sospensione in cui mi perdo a guardare.
ora basta con falsi nomi, falsi gesti e definizioni
non ci sono confini
dove corro io
non ci sono strade
solo sensazioni.
il vento solletica le braccia, scuote le fronde là nella valle
scende il silenzio e lui arriva,
col suo manto di ombra a portarmi via il sonno
a rapire l'ultimo barlume di sole.
non ho più appigli, scacciati dall'impetuoso ondeggiare dei suoi passi
da quei sorrisi poco nascosti,
non ho più corde da afferrare, né alcun posto dove tornare
- dispersa nelle sensazioni -
nessuna scusa da inventare.

sono nuda, circondata,
sopraffatta.
chiudo gli occhi e finalmente vedo,
finalmente guardo.
granelli di vita scivolano nel vento
e sul mondo cala ora il silenzio.



martedì 24 gennaio 2012

sarò
dove si frangono pensieri
attimi di cristallo
immobili nell'attesa
- mani distese
i sensi all'erta -
sarai
dove si scatenano movimenti
lampi di emozioni
frenetici rapimenti di sensazioni
- freme il tocco
scorre
e incide
la mia schiena -

dove
sarò tempesta e tuono
lampi di me
invaderanno il silenzio
arriverò ovunque
?
arriverò
a te?

- inondami
delle tue mani
dei tuoi respiri,
uccidimi
e mangiami,
sarò il veleno della tua anima -

oh
sarò l'impetuosa onda
laggiù, lontana,
e navigherò la notte
- alito di vento -
e le mie mani
affonderanno nella tua carne
dove tu sei,
dietro muri di magico silenzio,
arriverò...
perché non rimane altro.

- e danzeremo
nella pianura delle luci,
evanescenti... -


giovedì 12 gennaio 2012

ci sono strade
fatte di terra e piedi
altre,
di pelle e soffici dita.

perdersi è lieve,
come il tocco d'una piuma
la tua mano scorre sul collo
- sorrisi nascondono mondi
sospiri liberano vibrazioni
dalle braccia, dalle mani
e tu sei lì -

perdersi è vita,
come la pioggia fresca
il tuo respiro mi avvolge
- devio il pensiero,
lo lascio allontanare per non fartelo sentire
per afferrarne un altro
e regalarti il mio sorriso migliore
e io sono lì,
e
altrove -

ci sono vagabondi
di direzioni invisibili
mari distanti
prati accoglienti.
ci sono viaggiatori
silenziosi esploratori
di albe stiracchiate
e notti insonni.
ci sono intrecci casuali
imperfezioni umane
di battiti uniti
per un frammento d'attimo,
ed è subito giorno.

- imperfetto l'istante
stropicciate le labbra nel baciarsi
distolgo lo sguardo
timida fuga da tutto
ma magnetico è l'odore, il tocco,
che mi riporta indietro
a ritrovare parole
a scoprire vita
a regalarti un sorriso -

ci sono strade
che non conosciamo
ci sono giochi
che inventiamo
e d'amore,
a volte,
ci inganniamo
imperfetti eppur magnetici
siamo soli di mondi lontani.




giovedì 15 dicembre 2011


- mi sfiora
il tuo calore
alle luci della notte
profili morbidi
si stringono,
sorrisi... -

e allora ci sarà tempo
quando il vento si stiracchierà al mattino
dopo la notte passata a graffiar stelle
e a miagolare a lune affaccendate.
e gli amanti perduti nel buio
s'illumineranno di vita
e mangeranno l'uno dell'altro,
ancora e ancora.

la notte,
il giorno,
l'universo e tutto il resto
risuoneranno dei loro sapori.

domenica 4 dicembre 2011




So dove ti nascondi,
disfi parole e intavoli mondi.
Oltre confini distesi sugli orizzonti,
spaziano pensieri come rivelazioni.
E tu,
sotteso all'infinito,
rifletti sciabordii d'onde immaginarie
di quei vaghi echi immortali
di noi,
di tocchi sopiti
tra le dita intrecciate nel buio.

- Brividi di te -

Altrove ti troverò,
altrove,
risciacquerò momenti
giù dalle braccia,
perderò visioni passate
di me,
scivoleranno nella spuma,
liberandomi,
librando in cieli multicolori.
Resterà il suono,
eco di cose stupefacenti,
voce del tempo.

- Brividi di te...
di me più nulla -




giovedì 24 novembre 2011

sei nei suoni della mia mente
sfogli l'anima del mondo
respiri in me
e corri
veloce
a perdifiato

spargo occhi sulle tue mani
sospiri sulle tue labbra
e notti strette
tra le mie braccia

martedì 15 novembre 2011


c'è un profondo silenzio
a volte
rintanato negli spiragli più nascosti...
quando il tuo respiro s'assopisce col mio
e si mescolano le carni

c'è un profondo silenzio
oggi
sparpagliato intorno al mio rumoreggiare
di pensieri e movimenti
di energia

- e ti morderò
ti assaporerò fino in fondo -

infrango il vuoto
spargo suoni
sospiro emozioni liquide
- e sono acqua
silenziosa -

lunedì 14 novembre 2011


battiti di notte
nel corpo vibrazioni
negli occhi immagini
- distorsioni di me -

e si allontana
distaccato
lo spirito,
evade dalla carne,
vola via.

luccicanti rintocchi sulla mia pelle
se ne va il giorno
al ritmo della musica
- e voglio dissetarmi solo di questo tocco
voglio vibrare fino a svenire
distaccarmi dalle reali cose
e infrangermi come l'onda -

fremono
le mie carni
le tue
- e niente più silenzio...

venerdì 4 novembre 2011


in posti dove non sai
i posti del mai
in luoghi di sospiri
fantastici magici tocchi
aldilà del buio
sconfinare

- ammassate sentimenti
e otterrete scoperte
inanellate attimi
e scoprirete vite -

in luoghi dove non sai
aldilà del buio
correre,
a perdifiato verso l'infinito

lunedì 31 ottobre 2011



sono la lama fredda
infrango mondi
momenti
cristallizzo attimi nel cuore dell'occhio
catturo venti
respiro terra
tendo all'infinito che non esiste
evaporo sospesa a fili di note
parole vuote
notti illuminate
-lampione di strada
piedi soffici
su terre inesplorate
mangio la vita-

sono il tocco che sfiora la tua schiena
quel pensiero leggero di piuma
che arriva distante
-scivolo via dalle tue dita
portandomi dietro il tuo respiro
il tuo tocco
svanisco nel tuo odore-

mercoledì 19 ottobre 2011



Sfiorami
dita di vuoto assorbono i miei respiri
sguardi di buio filtrano la mia pelle
- sei dentro di me
dannazione e memoria
ribellione e forza
energia...

Un sentiero di parole
scorre sotto di me,
fiume in piena la mia voce,
la mia anima,
si sparge con violenza sul mondo
- sei distante eppure ti sento
ti cerco nel tempo...

E sentirai il mio tuonare
sussurrare tra le foglie
ululare tra i rami

E sentirai il mio richiamo
profumo di attimi
scivolare sulla tua mano

E sparirò
energia nel vento.

lunedì 12 settembre 2011


passa il giorno
stende dita di luce sul cielo
allunga l'orizzonte
- infinito vuoto
in cui perdersi -
dalla finestra percepisco il moto attorno
- alberi sussurrano
le foglie al tramonto -
brulicano parole giù nella via
desideri, lamenti
respiri e passi
- amanti lontani
divisi da muri di stelle
e false parole,
ecco, così
scivolano le ore -

e la mia casa si riempie d'ombre
dure, sinuose
morte
- spiriti del giorno assopiti
nella notte rapiti -

desiderio
ti scaccio con un soffio,
stanotte,
perché sei l'ombra sulla luce
che un tempo avevo dentro.
pensiero
ti libero dalla mia stretta,
stanotte,
perché luce tornerà
a mangiare di me
tornerai
quando sarà passato il giorno.
- stormi,
lassù,
tutto intorno -




sabato 10 settembre 2011

deep down the ocean
- of my mind -
where your voice resounds
I beg the night won't pass
'cause the sunlight will take us apart

down by the garden
- of my body -
where your spirit runs free
I beg the day will end
and make us be


- I ask fire and wind
to bring your mind to me
'cause I'm your prisoner
and cannot live like this
I ask water and earth
you to feel me
'cause you're the impetuous soul
I cannot forget,
that I won't forgive... -


deep down the ocean
- where my heart is -
let your spirit come
let your body mingle with mine
let us shine

"Let us go then,
you and I... "


martedì 2 agosto 2011


stralci di te,
canto ubriaco nel vento...
raminga,
la mia mano lungo la tua schiena,
estasi di sospiri
riposi inattesi.
l'alba
e tu accarezzi il sonno
mentre affondo magnetici tocchi
nella carne del mondo
in te.

il mio amore è come il mare
e tu affondami
e navigherò nel vento e nell'onda,
naufrago di sofferenza
di tempo,
sospiro del vento.
il mio amore è di carne
e tu azzannami e mangiami
e mi dissanguerò nel silenzio e nel tramonto,
naufrago di sorrisi
e tramonti.

- ramingo
il tuo sorriso
nella tempesta
del mio mondo.
sommersa
di te -

lunedì 27 giugno 2011


ti porterò con me, dentro
e fuori mondi di soli
girando colori tra le dita, sopra
il cielo e le stelle infinite.
ti porterò dentro di me, con
le mani bagnate di sorrisi
mescolando sapori sulla pelle, sotto
lune e mari incantati.
ti porterò con me, dentro
e fuori la nostra vita
girando i colori tra i capelli, sopra
la terra e il vento sottile.
-tuonano
parole di sale
ruggiscono onde
sul finir del respiro,
e sarò lontano,
lontano nel tempo-