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domenica 25 marzo 2012

Pagine in Holmes



Cos'è quella "cosa" che piace un po' a tutti, che non ha tempo e che ci tiene incollati su una comoda poltrona? No, non è la cioccolata calda in una sera d'inverno, non è un film avvincente, nè un Racconto della Cripta, ma se avete pensato a Sherlock Holmes, avete pensato giusto!
Questo è sicuramente il suo anno. Tra il grande successo del primo film e l'enorme interesse scaturito dalla serie tv che ha visto di recente la luce con una seconda stagione, Sherlock macina ancora chilometri nel Tempo, arrivando a generazioni nuove e reinventandosi, pur mantenendo quel gusto e quell'amore per il vittorianesimo che sempre lo ha distinto e lo distinguerà e che nei secoli ha saputo far innamorare tanto e tanti.

 Ci vuole un'attenzione quasi reverenziale quando si "tocca" un personaggio letterario come questo, ci vuole competenza, ci vuole il Canone e un pizzico di fantasia. Nel tempo, tanti autori hanno messo mano alle atmosfere londinesi tanto care ai lettori di tutto il mondo, mischiando bene e a volte meno bene, ma comunque Sherlock ha sempre avuto la meglio. E non poteva essere diversamente.
Si può apprezzare l'attaccamento di autori della nostra epoca che decidono di cimentarsi in imprese di questo genere, il rischio è sempre di trovarsi con in mano un libro mediocre. E spesso è andata così.
Ma Sherlock, per quanto intoccabile, conserva ancora oggi quella leggerezza e precisione che tanto amiamo, e forse è così che aiuta autori-amanti nel cammino verso nuove storie, omaggi e quant'altro.

Probabilmente è così che Tracy Revels ha maturato l'idea di questo libro, Shadowfall. A novel of Sherlock Holmes, in uscita in Italia per Gargoyle Books.
Allora vediamo chi è questa scrittrice e dove ci porta con questa piccola avventura del caro investigatore.

Nata e cresciuta a Madison, Tracy Revels è professoressa di Storia e Cultura della Florida al Wofford College di Spartanburg (Carolina del Sud). A parte le pubblicazioni scientifiche di maggior rilievo, è l'autrice di Shadowfall - A Novel of Sherlock Holmes (2011) e del suo seguito, Shadowblood - A Novel of Sherlock Holmes.

Ma ora veniamo a noi, Sherlock Holmes e i Tesori di Londra!

Trama:
Dove sono finiti i corvi della Torre di Londra, la Pietra di Londra e il Cuore di San Giorgio, ovvero i principali tesori della capitale britannica di fine Ottocento? Esiste un collegamento tra questi furti e la raccapricciante serie di trafugamenti di cadaveri avvenuta nel Cimitero di Highgate? Alla Regina Vittoria e agli esponenti più importanti dell'establishment politico non resta che affidarsi a Sherlock Holmes. Ma e se questa volta il celebre investigatore non fosse del tutto estraneo a questa intricatissima vicenda? E se il suo infallibile metodo, basato sull'applicazione della logica e sull'osservazione quasi maniacale dei dettagli, non bastasse a risolvere il caso?
E cosa c'entrano con Sherlock il soprannaturale e la magia?
In una Londra costellata di mistero, Watson non può far altro che seguire il suo compagno e amico in un viaggio che avrà davvero dell'incredibile.

Tracy Revels segue fedelmente il Canone -sia mai!!! - ma ci mette davvero del suo, inserendo in questa breve avventura elementi del folklore britannico e non, regalandosi una carrellata di personaggi leggendari - da Jack il saltatore a Titania regina delle Fate di Sogno di una notte di mezza estate, dal Baron Samedi a Mary Laveau regina del vudù per eccellenza, fino a Ipazia d'Alessandria e alla temibile Morrigan - creando un pastiche fantastico che vi terrà davvero incollati al libro e che vi regalerà una nuova visione del grande detective come mai avremmo potuto immaginare.
Incuriositi? Se volete soddisfare la vostra sete, sul sito della Gargoyle Books avete la possibilità di scaricare in formato PDF il primo capitolo del libro di cui l'autrice non solo ha il merito di aver usato gli elementi canonici - appunto - con intelligenza, ma che ha anche saputo raccontare al lettore qualcosa in più su altri personaggi leggendari, mescolando il tutto in un cocktail davvero saporito!!!

Insomma, l'ho letto e mi sono divertita, l'ho tradotto e mi sono divertita... non mi resta che augurarvi buona lettura!!!




sabato 26 marzo 2011

Safe as houses!

Eccoci al nuovo appuntamento con House of Mystery, dove tutto è possibile!
Il volume 6 è uscito proprio questa settimana e come sempre è stato un piacere lavorarci su!
Non fatevelo scappare! :D

Buona lettura!










Questo invece è il terzo volume della nuova serie di Supergirl. Sì, lo so, è uscito la scorsa settimana... ma come al solito ogni tanto mi sfugge il mouse dietro ad altre cose e mi dimentico di postare aggiornamenti sul fronte lavorativo!
Che dire... lavorare a voci giovani come quella di Supergirl, di Stephanie Brown nei panni di Batgirl e di Fig, qui sopra (che non sarà una super eroina, ma di eroico qualcosa ce l'ha comunque), è interessante, impegnativo, divertente.

Ancora una volta, buona lettura a voi!

venerdì 4 marzo 2011

A proposito di Renfield...

Dopo un mese e poco più dall'uscita de Il Libro di Renfield si parla ancora di lui e del suo autore, Tim Lucas.

Dunque, è con piacere che vi segnalo queste due pagine a lui dedicate su Close-up.


Buona lettura!

giovedì 3 marzo 2011



ok, DMZ volume 9 è uscito da un po', ma l'appunto lo faccio solo ora perché solo oggi ho preso tra le mani il volume.

Dunque, con dispiacere, ma per amor di informazione, vorrei precisare che la traduzione è della sottoscritta! Come vedete capita di fare errori...

Detto ciò, vi lascio anche con alcune novità, sempre riguardo i miei lavori di traduzione.



Buona lettura!



Ecco il secondo volume di Outsiders: La notte più Profonda, spero di aver fatto un buon lavoro.

E per fine marzo attenzione attenzione, arriveranno anche Booster Gold tp2 e House of Mystery volume 6!

Stay tuned!

lunedì 31 gennaio 2011

News...
e, anche se con lieve ritardo, ecco qui due volumi usciti questo mese!
Buona lettura!

mercoledì 26 gennaio 2011

The Bookf or Renfield. A Gospel of Dracula.

Eccoci qui, 26 gennaio 2011... esce Il Libro di Renfield di Tim Lucas per la Gargoyle Books.

In questi mesi ho sparso qualche indizio, che ritroverete facilmente nel mio blog, scorrendo tra le etichette o semplicemente curiosando tra le pagine.

Ho pubblicato una sorta di Introduzione, a cui avevo lavorato a fine traduzione - un anno fa - e una specie di Commento, o forse è più corretto dire una Nota del Traduttore.
E' un piacere enorme poter vedere finalmente pubblicato questo lavoro. Certo spero che vada benone, per l'impegno di Tim Lucas, mio e della Gargoyle Books, che ancora ringrazio per il tempo, i consigli e l'ottima compagnia che mi hanno dato nei mesi di lavorazione. Un ringraziamento particolare va di sicuro ai miei professori della Master in Traduzione Specializzata che ho frequentato lo scorso anno alla Sapienza di Roma. Soprattutto al professor A. Gebbia che mi ha indirizzato verso la Gargoyle Books con entusiasmo e credendo in me. A tutti, ma proprio tutti, un ringraziamento speciale e sinceramente sentito!!! Vorrei ringraziare anche la cara prof.ssa I. Ranzato, è stata la prima a seguirmi nel mio percorso universitario con le mie tesi, quella triennale e quella specialistica, e ha contribuito in grossa parte a sviluppare il mio senso critico che spero migliorerà nel tempo, come spero lo faccia anche la mia capacità di traduttrice. Un abbraccio sincero!

Vorrei poter mandare una copia del libro a tutti quelli che mi hanno supportato, e sopportato, ma purtroppo non funziona così, dunque vi ricordo che se volete acquistare Il Libro di Renfield potete farlo anche comodamente da casa, con uno sconto del 10% se lo acquistate sul sito della Gargoyle Books!!!

ok, basta. :)

Buona lettura!!!

venerdì 14 gennaio 2011

Il Libro di Renfield, due chiacchiere su Tim Lucas.

Tempo fa avevo pubblicato le mie impressioni di traduttrice su questo bel romanzo di Lucas, ma avevo tralasciato le notizie sul suo autore.
Ora che Il Libro di Renfield sta per arrivare in libreria - l'uscita dovrebbe essere prevista per i 26 o il 27 gennaio, ma trovate informazioni più dettagliate sul sito della Gargoyle Books - mi sembra dovuto pubblicare una biografia dell'autore, dunque eccola qui. Spero sia interessante, non troppo noiosa, e che vi incuriosisca... soprattutto spero di non aver tralasciato nulla di importante!
Allego alcuni link:

Buona lettura e mi raccomando, cercate Il Libro di Renfield in libreria, fine mese!!!

Tim Lucas (30 maggio 1956).

Nato a Norwood, Ohio, trascorre parte della sua infanzia girando per le case dei parenti e vedendo la madre, vedova, solo nei weekend. Dopo aver pubblicato piccole cose, ancora giovanissimo diventa critico cinematografico e cartoonist per il giornale della Norwood High School, The Mirror. Comincia a scrivere seriamente all’età di quindici anni, quando le sue prime recensioni vengono pubblicate dalla rivista Cinefantastique. Per i dieci anni successivi quella resta la sua strada.

Sebbene non arrivi al diploma, nell’autunno del 1981 pubblica un saggio sulla rivista universitaria della Purdue University, la Modern Fiction Studies, il lavoro è uno studio su Anthony Burgess. L’articolo, The Old Shelley Games: Prometheus and Predestination in Burgess’ Works fu poi inserito nell’antologia Modern Critical Views: Anthony Burgess (1987), una raccolta dei migliori articoli sulle opere di Burgess.

Nel 1984 collabora con la rivista Video Times e inventa, per così dire, un nuovo modo di recensire i video, in particolare i cosiddetti “home video”. Focalizza l’attenzione su come i video vengono trattati dai nuovi mezzi di diffusione; col suo lavoro si guadagna la fiducia dell’editore della rivista che gli commissiona una serie di dodici libri-guida sui video, pubblicati poi da Signet Books nell’estate del 1985. Scrive le introduzioni di ogni volume: Movie Classics, Horror, Science Fiction & Fantasy e Mistery & Suspense le principali. I libri costituiscono la sua prima pubblicazione come autore, anche se verranno accreditati agli “Editore di Video Times”.

Nell’ottobre del 1985, Video Times pubblica la prima rubrica fissa di Lucas, Video Watchdog, che troverà poi spazio sull’Overview di Michael Nesmith, e sulle pagine di Fangoria, Gorezone, dove comparirà regolarmente dal 1988 al 1992. Dei suoi molti interventi verrà fatta una raccolta: The Video Watchdog Book (1992).

Nel giugno del 1990, Lucas lancia Video Watchdog come una rivista separata, diventando oggetto di culto per cineasti, registi e critici. Dal 2002 al 2006 la rivista vince il Rondo Hatton Classic Horror Award come Miglior Rivista.

martedì 28 dicembre 2010

Verso un nuovo anno...

Non si sa mai bene cosa ci si deve aspettare la notte tra il 31 e l'1... l'anno nuovo è una creatura bislacca, un bimbo che ancora non ha un volto definito ma che ci mette un attimo a crescere.
Dunque, con la stessa incertezza, faccio un piccolo annuncio, queste alcune delle uscite Planeta per il 2011... rimanendo tra quelle che sono le mie traduzioni! Appena saprò con più precisione, scriverò anche le date.

Buona lettura!




PS (Se comprerete o avete comprato House of Mystery volume 5 e vi prende lo sghiribizzo di vedere chi ha fatto la traduzione ebbene quella Elena Secchini sono io... ahimè hanno sbagliato il cognome... spero comunque che il lavoro finale sia per voi buono!)

mercoledì 8 dicembre 2010

I want you!

Sono lieta di annunciare l'uscita di questo splendido fumetto.
Uncle Sam, candidato agli Eisner Award, è la storia commovente di un'icona americana malandata, scritta dal premiato autore Steve Darnall (Empty Love Stories) e con le appassionanti e sensazionali immagini che i lettori si aspettavano da Alex Ross, acclamato artista di Kingdom Come e I Migliori Super-Eroi del Mondo.*

Provo un piacere particolare, perché questo fumetto ha segnato una nuova pagina nel mio campo lavorativo, è con lui che sono tornata a calcare la strada della traduzione di fumetti dopo un triste e lungo stop. Ma il piacere non è legato solo a questo fatto, puramente personale. Ho scoperto un grande disegnatore, e una storia che merita e fa riflettere.

Tutti conosciamo lo Zio Sam, ma forse non sappiamo molto della sua "storia" nell'arco del tempo. Sfogliando queste meravigliose pagine potrete scoprire qualcosa in più, proprio come è successo a me nel tradurlo. E' una storia appassionante, merita di essere letta con attenzione perché se lo Zio Sam è forse una delle icone americane più note, amate e "vecchie", ma per certi versi è ancora incredibilmente attuale. In questa storia Darnall tocca tante tematiche, tanti punti "oscuri" della storia americana. Andiamo dalla corruzione politica, alla tragedia degli indiani, alle guerre e via dicendo. Un paese che ha affrontato e continua ad affrontare molte contraddizioni. La cosa che stupisce è come queste tematiche, all'apparenza puramente americane, facciano invece parte della società mondiale, di tutti noi, insomma. Fa riflettere quando leggi e vedi un politico insultare gli elettori festanti sotto il palco, talmente assuefatti da non capire, da non rendersi conto, fa riflettere quando è l'essenza stessa di un paese, incarnato in Uncle Sam, a domandarsi se i cittadini, il popolo, in fondo non sia stato tradito dalla nazione. Un carosello di immagini e pensieri, un tuffo nella storia, appassionante, tenero ma insieme molto forte.
Da tenere negli scaffali!!! Potete trovarlo in fumetteria a partire dal 10 dicembre!


La casa del mistero...

Cambiamo totalmente genere!
House of Mystery, volume 5 "Gestione", disponibile in fumetteria dal 23 dicembre.

Non leggevo House of Mystery, lo confesso. Mi intrigava ma ehi, non si può leggere tutto... :D E invece ho tradotto questo bellissimo volume e mi ha letteralmente catturata.
Non sto a raccontarvi nulla, l'idea, per chi lo legge, la conoscete già, e se parlassi di questo volume in particolare vi rovinerei la sorpresa.
Tradurlo è stato divertente e stimolante, come sempre!!!
Allora se amate le stranezze, i personaggi talvolta inquietanti e queste atmosfere correte a comprarlo!




Tipi tosti!

E per la serie La Notte più Profonda ecco la Doom Patrol in tutto il suo splendore!!!
In fumetteria dal 10 dicembre.
Non mancate gente, che questi tipacci sono davvero davvero tosti e ve ne faranno vedere delle belle!!!


Buona lettura!



PS(Per ogni approfondimento potete cercare sul sito della Planeta DeAgostini. Traduzioni Elena Cecchini, Service italiano: BaoPublishing, Distribuzione: Alastor.)



*La seguente dicitura è stata ripresa dal sito della Planeta DeAgostini.

sabato 16 ottobre 2010

Nuvolette...

Girando su FacciaLibro mi sono ritrovata invitata a questo corso per editoria e traduzione del fumetto.
Ora, con davvero tutta l'umiltà del caso, io ci lavoro già in questo settore.
Mi piace e mi piacerebbe saperne sempre di più. Che poi se sei un traduttore o un aspirante tale è tutto normale, visto che a tradurre "cose" non finisci mai di scoprire "cose".

Così incuriosita dall'invito e riconoscendo qualche nome noto tra i docenti - Andrea Plazzi, Leonardo Rizzi, Marco Ficarra e i molti altri - sono andata sognante a fare un giro sul sito, QUESTO.
Insegnare a tradurre, in generale, non è cosa da poco. Bisogna avere passione e il "tocco magico". Sì, è così... i traduttori hanno una sensibilità particolare, spesso fastidiosa per la gente che li circonda e hanno un livello di sopportazione alla solitudine strano. Fondamentalmente puoi studiare una vita e rimanere una capra, distaccato, oppure puoi fare la spugna e scoprire scoprire, poi c'è quello/a che ha un qualcosa in più e, a parer mio, è il traduttore che soffre più di tutti.
Tradurre i fumetti è qualcosa di diverso, ma lo si fa da un bel po' di anni in Italia; per questo credo che questo e altri corsi simili, mirati a questo particolare settore della traduzione letteraria, siano davvero utili, coinvolgenti. Io non ho avuto mai la fortuna di poterne seguire uno, ho imparato alla vecchia maniera, sbagliando, e sto ancora imparando... sempre alla vecchia maniera: ascoltando, osservando, rubando sensibilità e dedizione, insomma: credendoci. Sono assolutamente all'inizio, anche se gli anni passano e nel mio caso tra poco entrerò nel 4° anno consecutivo, però nel mio piccolo posso dire di saperne qualcosina che non è poco!!!
Allora ai lettori che criticano senza ricordare che i congiuntivi esistono e ci son casi in cui siamo obbligati a usarli o che non sempre il traduttore viene capito, e che sono i lettori la nostra forza, be', a quelli che sanno solamente sputare sugli albi di fumetti "tradotti male" dico che forse non sanno cosa significhi fare questo lavoro e ringrazio ogni singola persona che dedica tempo a corsi come questo, non solo perché forma figure professionali specializzate, ma perché sensibilizza, pian piano, il pubblico, ricordandogli che dietro Superman e tanti tantissimi altri ci sono persone che lavorano seriamente e che questo lavoro andrebbe considerato per quello che è: un lavoro artigianale, difficile, minuzioso e soprattutto serio.

ah, quanto mi piacerebbe poter seguire questo corso!!!
Se ne avete la possibilità, se vi piacciono i fumetti, se amate la traduzione, allora fatevi questo regalo!!!

mercoledì 15 settembre 2010

Christopher Ransom e la sua "Casa".

The Birthing House, letteralmente La Casa delle Nascite, è il titolo originale di questo primo romanzo di Christopher Ransom, appena uscito in Italia col titolo La casa dei mai nati, edito da Rizzoli, Collana HD.

"Il matrimonio di Conrad e Joanna è in crisi. Lui è convinto che la colpa sia della vita frenetica che fanno a Los Angeles e della pressione a cui li sottopone il lavoro di lei, manager di una multinazionale. Conrad sogna di andare a vivere in campagna e appena gli si presenta l'occasione acquista, nel Wisconsin, un'antica casa che nell'Ottocento ospitava ragazze madri in procinto di partorire. Convince la moglie a seguirlo, ma ben presto Joanna accetta un incarico che la terrà lontana per due mesi. Solo nella grande villa ricca di memorie e di segreti, Conrad riceve dall'inquilino precedente un oggetto che appartiene alla casa: un album di fotografie color seppia dove, tra levatrici e ragazze incinte, Conrad riconosce senza ombra di dubbio Joanna, che lo fissa con uno sguardo pieno d'odio. E' l'inizio di un lungo incubo che, tra apparizioni, fantasmi, creature in carne e ossa e ossessioni, dà vita a uno dei thriller più inquietanti degli ultimi anni."

"Un debutto che ricorda Stephen King e Dan Simmons." Commenta così il Library Journal.
E' vero? Non saprei dire bene, non sono un'appassionata di nessuno dei due ma, ovviamente, li conosco. Come conosco bene anche il genere horror e il genere thriller che, devo dire, in questo romanzo si mescolano abbastanza bene, generando tra il protagonista e il lettore una sorta di microcosmo che assorbe e trascina tutto, risucchiandoci pagina dopo pagina.
Ransom ha di sicuro fatto un bell'omaggio ai due generi; dell'horror abbiamo molti elementi base: la casa, un album di foto, un segreto nascosto, la solitudine della mente e quella fisica, e altri particolari che non cito per non rovinarvi le sorprese sparse qui e lì... ovviamente c'è anche il sangue! E se il motto tanto caro a Stoker, col suo Renfield - sì, ne avevamo già parlato a proposito di un'altro libro - racchiude una grande verità, cioè "Il sangue è vita", parlando della Casa delle Nascite tutto ciò sembra ancor più vero se pensiamo che qui a spaventare è proprio questa vita pulsante, capace di attraversare i secoli e sopravvivere con una forza soprannaturale che ha tutto del paranormale. Così, se il momento della nascita è da sempre un momento di gioia, qui invece viene ribaltato il concetto, e con esso quello tipico degli horror: a far paura, dunque, non è più la morte ma la nascita. Se ci mettiamo poi una vecchia casa vittoriana come scenario allora il tutto sembra condito a puntino e lascia il campo agli elementi del thriller.
Forse meno distinguibili in partenza - l'attacco quasi non ci ricorda nessuno dei due generi - questi particolari si fanno più accentuati col progredire della storia. Ransom è molto bravo a seminarli, con parsimonia e con la giusta intensità, omaggiando dove può e ideando dove vuole. E allora compaiono i vicini di casa, storie raccontate a mezza bocca, piccoli segreti, sogni a occhi aperti e una carrellata di personaggi americani che sono un piccolo spaccato dei nostri giorni - il romanzo è stato scritto nel 2009 - ; il tutto condito da elementi del quotidiano.
A fare di questo romanzo un caso forse è il suo modo di essere pacato, ma profondamente fastidioso. Le donne, forse, lo affronteranno diversamente e, personalmente, mi domando ancora come l'autore sia riuscito a rendere così realistiche alcune tematiche, sensazioni e situazioni che solo una donna potrebbe descrivere in modo così crudo e pesante. C'è voluto coraggio, forse, o forse una gran dose di realismo. Ecco perché fa meno paura una scena di morte rispetto a un momento più intimo, in cui i personaggi dialogano di vita e prendono corpo inquietanti pensieri che portano il protagonista a cadere preda di un vortice disperato.
Non aggiungo molto di più, solo questo: ho lavorato alla traduzione di questo libro, insieme a Michele Foschini, l'ho letto e l'ho assorbito. Non sarà l'idea più originale del mondo, direte voi, ma se la vedete così, allora, quanti libri sono davvero originali? Un barlume invece io ce lo vedo, perché forse questa poca originalità va presa come omaggio, cosa che secondo me è voluta e molto ben fatta, e non va dimenticata invece l'abilità dell'autore e quella piccola, fastidiosa e ronzante idea di spaventare lasciando Morte a casa e chiamando sul palco, per una volta - forse la prima?!? - la signora Vita. Si legge bene, scorre veloce; anche se il finale è forse un punto debole della narrazione mi sento comunque di consigliare questo testo e di dargli un 6/5 come voto, anzi, anche un 7 meno perché vi trascinerà in un turbinio mentale che con difficoltà saprete abbandonare.

"Questa è la mia casa. Questi sono i miei piedi. Li vedo salire le scale. Li vedo condurmi dove alla fine il mio amore sarà rivelato. Perché qualunque cosa lei sia diventata, è il prodotto del mio amore.
In cima alle scale ci sono le pareti e le tavole del pavimento macchiate delle lacrime del parto. La vita è riaffiorata in questa casa e se n'è andata. C'è una crepa nel pavimento ed è la crepa del mondo, il nucleo pulsante della casa, che per sempre darà vita. Dalla casa noi nasciamo e alla casa noi torniamo. Tutto ciò che sta nel mezzo è il focolare e le braci morenti del fuoco che un tempo bruciava dentro.
Stanotte ci sentiremo di nuovo al caldo, insieme. Per l'ultima volta."

domenica 27 giugno 2010

Renfield is my best friend! 2 NDT!!

Forse, più che una Nota del Traduttore, questo è un commento, comunque, spero possa essere interessante.

Buona lettura e mi raccomando, occhio a quando uscirà questo libro perché merita!

NDT?

Da sempre, e per qualche strana ragione, molti di noi restano affascinati dall’horror; una reazione del genere apparentemente può sembrare curiosa, quasi buffa, se ci si ferma un istante a riflettere sui motivi. In seconda battuta, però, sembra piuttosto naturale se si pensa all’horror – sia esso rappresentato in un libro o in un film e via dicendo – come a un veicolo per esorcizzare il Male, le paure che ci circondano e che nascono nuove e diversificate ogni giorno in tutto il mondo.

È naturale, perché l’uomo da sempre cerca e trova mezzi attraverso cui andare avanti, strumenti e veicoli che gli permettano di convivere col reale quand’esso non trova una spiegazione razionale o immediata.

Tim Lucas, esperto in materia, ha voluto regalare al lettore un testo aperto a molte letture, ricco di temi e di sentimento, un momento di riflessione sull’individuo.

The Book of Renfield: a Gospel of Dracula non è un libro dell’orrore, né tantomeno un libro sui vampiri: Il Libro di Renfield è il Vangelo secondo Dracula, come suggerito dall’autore nel sottotitolo. Affrontare la traduzione di questo testo è stato molto impegnativo perché vanno fatti i conti con tanti fattori. Per prima cosa analizziamo il titolo.

La scelta di lasciare Il Libro di Renfield anziché Il Diario, ad esempio, è significativa. Il testo è suddiviso in due parti e nella Coda finale; ognuno di questi tre elementi riporta delle citazioni di natura biblica, caratteristica che ritroviamo un po’ in tutto il testo e che è in stretta relazione con la storia narrata da Renfield stesso. Dunque, Il Libro di Renfield è un po’ come Il Libro della Rivelazione e la traduzione ammicca volutamente in quella direzione, che è sembrata essere in molti casi anche un’importante chiave di lettura. Inoltre, pensando al sottotitolo, è Renfield stesso a definirsi “Vangelo”, in un piccante scambio di battute col dottor Seward.

Questa caratteristica, per così dire “religiosa”, la ritroviamo anche quando traduciamo Lord and Master – appellativi che Renfield usa quando allude a Dracula – con Padrone e Maestro e con Signore e Padrone o Signore e Maestro. La prima coppia viene attribuita quasi sempre a Renfield, che parlando con Seward cerca in ogni modo di nascondere la vera natura di questo Lord, facendogli credere di riferirsi a Dio. In italiano la dualità di significato del termine lord è stata diversificata in base ai personaggi che utilizzano questa parola. L’ambiguità e la difficoltà di questa scelta è data anche dalle varie citazioni bibliche che, come accennavamo, compaio qua e là nella narrazione. Renfield, cresciuto in una canonica, sembra conoscere bene le Sacre Scritture anche se spesso storpia le citazioni, rendendo il lavoro di riconoscimento e di inserimento della traduzione talvolta difficile; l’uso che fa del termine lord è ambiguo anche alla luce della storia della sua vita, ma di certo non è mai casuale ed è, allo stesso tempo, ben distinto dall’uso che ne fa, ad esempio, il dottor Seward.

Tim Lucas, attraverso Renfield, cita anche testi come Vanity Fair, Tristram Shandy, brani tratti dalle Lyrical Ballads di Wordsworth, o frasi rubate a Shakespeare, arricchendo la narrazione con piccoli particolari che contribuiscono a caratterizzare l’atmosfera e a definire un’epoca.

A proposito di atmosfera e di epoca, non si può definire Il Libro di Renfield un romanzo vittoriano, ma l’ambientazione, quando compare carica di aggettivi, particolari e luoghi, si trascina dietro tutto il fascino e le atmosfere di quell’epoca, di quei romanzi che occupano una parte tanto importante nella letteratura inglese. Tradurre elementi di questo tipo è stata una scommessa, perché ogni piccola parola, ogni aggettivo contribuiva a dipingere un’immagine importante perché parte della cornice in cui si inserisce la storia di Lucas.

Tra i tanti, gli aggettivi che caratterizzano maggiormente il romanzo sono quelli riferiti ai colori. La notte, con le sue sfumature di blu scuro e nero, ha un peso determinante per Renfield e sembra avvolgere anche il lettore, trascinato nel turbinio di notti di luna piena, vortici di pipistrelli e stelle luccicanti, in un quadro che ha talvolta del poetico, dell’inquietante e del surreale assieme. Ed è forse questa una delle caratteristiche più belle dello stile di Lucas.

L’autore, infatti, fa un’operazione incredibile, inserendo brani da Dracula, approfondendo personaggi già esistenti, costruendo ambientazioni e situazioni che in tutto e per tutto omaggiano Bram Stoker. Le citazioni – evidenziate per scelta di Tim Lucas in grassetto – sono state ritradotte, tenendo presente come riferimento la traduzione italiana di Paola Faini[1]. La scelta è stata presa di comune accordo con l’editore – Gargoyle Books – e, per quanto sia stato impegnativo e difficile affrontare in parte il romanzo di Stoker, mi ha dato la possibilità di confrontarmi con uno grande classico. L’inserimento di questi brani originali, tuttavia, è stato semplice perché Lucas è riuscito a mantenersi in linea con lo stile di Stoker, inserendo in modo intelligente il suo stile personale.

L’operazione fatta da questo autore è sicuramente interessante perché non si limita alla citazione grezza dei brani, ma sceglie di ricalcare le orme di Bram Stoker anche nella struttura del suo romanzo e nelle caratteristiche che l’hanno reso tanto celebre. Ritroviamo, infatti, l’uso delle pagine di diario e delle datazioni che da sempre distinguono Dracula; c’è poi una grande attenzione ai dettagli, anche i più piccoli, che ricorda tantissimo lo stile di Stoker e che rende densa la narrazione. L’uso del dettaglio gioca un ruolo importantissimo: tramite le descrizioni minuziose, infatti, Lucas riesce di pagina in pagina a delineare un profilo psicologico di Renfield davvero profondo e sfaccettato, dando a quello che era solo un personaggio secondario uno spazio proprio. Tradurre questi elementi, dunque, non è solo un esercizio linguistico, che ci porta a scegliere termini ricorrenti che fungono da base solida agli altri, ma si è dovuto fare un vero e proprio lavoro di analisi sui toni, i modi e la “filosofia” del protagonista del romanzo. Altro elemento interessante e di rilievo per la traduzione è la scelta di non mostrare mai il Conte – un po’ come accade in Stoker – ; questo fattore porta la traduzione a distendersi e ad ampliarsi nella scelta di termini ricorrenti ma sempre molto vari. Tutto sembra scandito da parole chiave, momenti che si rivelano topici per il protagonista e che puntano dritto alla fantasia del lettore che finirà inevitabilmente per stare dalla parte di quello che, tutto sommato, è solo un folle rinchiuso in un manicomio.

Ed è proprio al lettore che si è pensato quando, d’accordo con l’editore, sono state inserite delle brevi note. L’uso che se ne è fatto, comunque, è stato limitato, per non appesantire la lettura; la scelta si è rivelata utile perché ci ha dato la possibilità di aiutare il lettore laddove il testo di Tim Lucas si rivelava meno comprensibile per un pubblico italiano.

Il lavoro svolto è stato di certo molto impegnativo e serio, non solo per le caratteristiche talvolta delicate del romanzo, ma anche per la scelta dei termini, che in un testo del genere sono fondamentali per rendere certe atmosfere e trasmetterle al lettore senza rischiare di appesantire la lettura.

Nella traduzione, ho cercato di tener conto di tutti questi fattori, provando a trasmettere sensazioni, spazi e atmosfere per come le ha immaginate l’autore.


[1] Dracula, Bram Stoker, Newton Compton, Roma 2009, Introduzione di Riccardo Reim, cura e traduzione di Paola Faini. Edizione integrale.

Renfield is my best friend!

Cos'è?
Un bel libro.
Di chi è?
Di Tim Lucas.
Chi è?
Ne parleremo più in là.
Perché parliamo di questo libro?
Be', i motivi sono vari. Qualche tempo fa avevo accennato a una mia collaborazione con la Gargoyle Books.
Con loro ho lavorato a questo bel libro, di cui uscirà la mia traduzione prossimamente, spero presto!
Vi scrivo due righe, una piccola analisi personale che vuol essere più una riflessione che una recensione!
Buona lettura!

Un'introduzione
“Il sangue è vita!”

Parole famosissime che di certo sono rimaste e rimarranno impresse nella memoria di infiniti lettori che hanno avuto o che avranno tra le mani Dracula di Bram Stoker.

A pronunciare questo monito, questa incredibile verità, è Renfield, personaggio secondario che in Dracula ci regala un velato assaggio di come il Conte sia capace di avvelenare corpo e mente delle sue ignare vittime.

Non ha bisogno di presentazioni, Dracula, né serve ricordare quale fu la mente che generò un tale indiscusso capolavoro gotico, che a oggi è tutt’altro che dimenticato. Dracula e Bram Stoker sono quasi un’unica creatura, al punto che il Conte stesso è divenuto sinonimo di vampiro, alimentando l’iconografia e l’immagine collettiva per trasformarsi, infine, in simbolo.

Il Non-Morto per eccellenza è una di quelle figure che porta il lettore – o lo spettatore, vista la ricchissima produzione cinematografica – a confrontarsi con misteri primordiali come il sangue, la morte, la passione, l’amicizia, l’amore. È curioso osservare come un personaggio che di fatto quasi non compare nel libro, sia riuscito a generare creature e mondi, ispirando autori un po’ ovunque e diventando, in un certo senso, beniamino di tutti.

Certo, va ricordato che Stoker non fu l’unico a scrivere di “mostri”, tra i tanti basta ricordare Le Fanu, con la sua famosissima Carmilla; eppure in quelle atmosfere vittoriane, nelle pagine di diario ricche di dettagli e di sentimenti vivi, Stoker ha saputo consegnare al mondo una creatura che ancora ci tormenta, nel bene e nel male. L’ansia che Dracula ci lascia addosso, fino all’ultima pagina, è giustificata da molti fattori, ma uno significativo su cui riflettere è proprio l’assenza del cosiddetto cattivo, che compare solo in qualche pagina all’inizio del romanzo. È come dire: “Il male c’è, e l’avvertiamo con il crescere dell’angoscia, ma non siamo in grado di vederlo, non sappiamo che forma abbia, né come combatterlo”. Dunque, abbiamo di fronte un Male quasi allo stato puro, ancestrale nel suo genere. I protagonisti scelti da Stoker non sono altro che esempi di umanità, delle debolezze, dei sentimenti, delle paure e del coraggio che siamo capaci di provare; quello in cui si trovano catapultati, in realtà, è una sorta di rito di passaggio privo, però, dei suoi elementi cardine.

Il lettore, proprio come i personaggi, è spinto ad andare avanti a qualsiasi costo; è costretto a vedere la realtà e l’irrazionalità generata dall’incredulità di fronte a eventi di questo genere. Forse è per questa sincerità di fondo che Dracula affascina ancora oggi, in un mondo dove bisogna reinventarsi vampiri per sentirsi vivi.

Se la paura, l’angoscia, sono le vene attraverso cui scorrono e si alimentano i sentimenti in libri come Dracula o, più in generale, nei libri horror, credo si possa fare un parallelismo con le paure e le angosce che oggi ci circondano.

Tim Lucas sceglie questa strada, facendo un incredibile e avvolgente omaggio a Stoker e rispolverando un’ambientazione, quella vittoriana, che ancora oggi gode di grande fortuna.

Il Libro di Renfield è un romanzo intelligente, profondo, talvolta inquietante e incredibilmente crudo, seppur denso di sentimento e passione. Lucas sceglie abilmente di focalizzare la sua attenzione su un personaggio secondario di Dracula, Renfield appunto, per mostrarci cos’è la follia o, forse, cos’è la disperazione.

Non ci troviamo davanti a una semplice ispirazione, a un romanzo ombra, né tantomeno dobbiamo pensare a quest’opera come a un esempio di horror o di storie sui vampiri. Non c’è solo questo in Renfield; si tratta per lo più di un’esplorazione, del voler capire come il Male – sia esso un personaggio di fantasia o un evento reale – possa governare la nostra mente, spingendoci in luoghi magici e perversi insieme.

Renfield e il dottor Seward – altro prestito da Bram Stoker – saranno le nostre guide in quello che è il racconto della vita di Renfield, costellato di pazzia, passione e tristezza; ci guideranno in un’analisi della follia di chi è schiavo del Male fino al punto di venirne divorato nella mente, nell’animo e nel corpo. Sappiamo bene che fine farà Renfield, ucciso dal suo stesso Padrone e Maestro, ma quello che ci sfugge sono gli eventi che l’hanno portato a quella fine. Lucas sceglie di fare un omaggio al Vampiro, descrivendo la follia di Renfield in un racconto appassionante e struggente, e a Stoker, utilizzando quei toni e quelle strutture caratteristiche che lo resero immortale.

I temi affrontati sono innumerevoli: dall’abbandono all’adozione, dalla religione alla blasfemia, dalla solitudine al bisogno di appartenenza, dalla follia mentale a quella reale, dalla morte all’amore e all’amicizia e via dicendo. Di pagina in pagina sembrano sgorgare tra le righe come un fiume in piena, fino ad avvolgere il lettore in uno stile semplice e intelligente, profondo. Non mancano numerose citazioni bibliche, come a ricordare che se esiste il Male allora dev’esserci anche il Bene, e qualche citazione letteraria, da Shakespeare a Worsdworth, ma Tim Lucas cita soprattutto Bram Stoker e riesce a catapultarci in un altro mondo, in un’altra epoca, mostrandoci come le paure di allora siano le stesse di oggi. Ora, forse, siamo soli, ognuno con le proprie tragedie, angosce e paure, ma tutti stranamente uniti quando il Male si manifesta e il sangue sembra scorrere più forte, quando il sangue diventa vita anche di fronte alla morte.

Il messaggio forse è proprio questo, come scopriremo leggendo la brillante idea sviluppata nella Postfazione, ma ricordiamo sempre che “il mondo sembra pieno di brav’uomini, anche se è pieno di mostri”.


mercoledì 28 aprile 2010

At last...

Ebbene sì, siamo giunti all'ultimo capitolo della raccolta Universo DC Robin!
Lo scorso 23 aprile è uscito il volume 6, e confesso che un po' mi sono venute le lacrimucce.
Ah, se ripenso alle giornate spese a tradurlo...
Sì, sono molto contenta di questi 6 volumoni! Spero siano piaciuti. Ok che non sono l'autore della sceneggiatura, ma sapete, anche i traduttori hanno un cuore!
Nonostante le voci di corridoio, le baraonde recenti in merito a ritardi di pagamento eccetera, sono grata di aver potuto fare questo lavoro, e con un po' di rammarico penso che mi manca anche abbastanza.
Ma si sa, tutte le belle cose finiscono.
Perciò arrivederci caro Robin!
E buona lettura a tutti!!
Enjoy!

domenica 14 marzo 2010

It's time for Robin!

Al solito con ritardo... perdono!

Comunque, eccolo qui, il penultimo volume dei 6 che compongono questo lungo excursus su Robin, pubblicato lo scorso 26 febbraio 2010!
Spero lo leggiate con piacere, come per me è stato un piacere tradurlo!

Godetevelo e ci vediamo con l'ultimo volume!!!

martedì 23 febbraio 2010

Who's the prey?

Signori e signore, è con soddisfazione che vi suggerisco il terzo volume di Universo DC Birds of Prey, traduzione sempre della sottoscritta!!
E con questo siamo giusti giusti a metà, nella speranza che gli altri tre escano in tempi decenti!!!
Seguite le avventure delle nostre eroine!

Enjoy!

PS(eh sì, sono in ritardo come al solito!!! è uscito nelle fumetterie lo scorso 5 febbraio!)



domenica 20 dicembre 2009

Skreemer e la veglia di Finnegan...

E' uscito questo venerdì Skreemer, tradotto da me quest'estate.
E' un bel fumetto, particolare nel suo genere.
La cosa che intriga, o che almeno ha intrigato moltissimo me quando l'ho preso tra le mani per tradurlo, è questo accenno più o meno velato al Finnegan's Wake.
Sì, avete capito bene! Sto parlando proprio del Finnegan's Wake di James Joyce, ma non solo.
Il caro Joyce, che di certo fu genio nel suo genere e nelle sue pulsioni letterarie, ha preso ispirazione da un'antica canzone popolare irlandese, Finnegan's Wake, per l'appunto. Da questa ha tratto spunto per il suo "romanzo" (e lascio il virgolettato di proposito su questa definizione, perché dovrei aprire un post apposito solo per questo e spiegare meglio... ma tranquilli, non lo farò!)
Skreemer si può definire pulp? Mah, per certi versi sì, anche se forse l'allegoria e la malinconia di questa figura governano la narrazione e le bellissime e particolarissime immagini di una storia forse fuori dal tempo, che in qualche modo fa anche riflettere su un paio di cosette e che nel suo microcosmo trascina con se molti elementi dal cinema, dalla letteratura e ovviamente... dai fumetti!
Va certo detto, ed è ben chiarito nell'introduzione, che Joyce ha giocato un ruolo fondamentale nell'ideazione e nella stesura di questo volume, si potrebbe dire che ne costituisce le fondamenta, che fa da collante a una storia perfettamente equilibrata tra narrazione e immagini.
Non è stato facile affrontare questa traduzione; i rimandi al Finnegan's Wake sono notevoli e, ahimé, per chi non conosce l'opera o per chi va a leggere questi spunti nel testo, ci sarà una soddisfazione e una comprensione minore e di minor gusto verso questo bellissimo fumetto. come dire, mi spiace per quelli che non conoscono Joyce, che non conoscono il Finnegan (o almeno la canzone) perché comprenderanno di certo il fumetto, ma ne perderanno quelle sfaccettature che lo rendono così particolare e non proveranno un apprezzamento totale dell'opera che, già in traduzione, perde moltissimo di questo sostrato letterario che possiede e che è stato abilmente dosato un pò in tutta la sua stesura, dalla parola al disegno.
Accenno alla traduzione e alla perdita perché, appunto, difficile è stato riproporre questi elementi mescolati col testo, con la storia che scorre tavola dopo tavola. Chi conosce un pò Joyce e il Finnegan, mi capirà quando dico che non è stato facile affrontare una traduzione italiana, per chi non lo conosce, invito a leggere e incuriosirsi in proposito, che i fumetti non sono roba per bambini, ma ci ripropongono sempre più spesso materiale interessante da approfondire.
Nel testo è contenuta la canzone popolare che ispirò Joyce. Questa è stata una delle molte cose difficili da affrontare.
Non esiste una traduzione di questa nota canzone.
Non esiste una traduzione di una canzone che risulti specchio dell'originale.
Non esiste una traduzione fatta bene, che non tradisca mai.
Le traduzioni non sono verità, le traduzioni sono riverberatori ì, per citare il caro Henry James, della mente dell'autore; il traduttore, dunque, è un filtro e deve il più possibile allargare la mente perché il testo originale non venga storpiato.
Tradurre canzoni è pressoché impossibile... o quasi.
Avete tutti presente Grease?! Certo che sì!
Ecco, quello è un esempio lampante di come e quanto sia difficile tradurre le canzoni quando giocano un ruolo fondamentale per la comprensione del pubblico. Quando sono loro a farla da padrone in un film... o in un fumetto!
In Skreemer la canzone popolare non gioca un ruolo dominante, ma ha un suo motivo d'esistere.
Per quanto abbia fatto presente che il testo originale andava doverosamente lasciato (confido che esistano sempre persone che sanno ormai leggere l'inglese e capirlo), nell'edizione che comprate c'è la traduzione da me dolorosamente proposta.
Non è lei.
Non è la canzone popolare che potreste ascoltare nei migliori pub irlandesi.
Non è stato facile e vi assicuro è stato molto molto faticoso!
Tornando a un discorso generale sulla traduzione di canzoni, aggiungo che non andrebbero mai e poi mai doppiate, se parliamo di film, ma che i sottotitoli in quel caso sono doverosi. Pertanto capirete come la mia difficoltà nel non poter usufruire di un sottotitolo in questo caso mi abbia costretto a scelte distanti dall'originale seppur ponderate, calcolate, pesate e mirate al concetto portante del Finnegan'sWake.

Insomma, spero vi piacerà comunque questo bel fumetto e prometto, a breve, di postare il testo originale della canzone popolare, per non far torto a quelli che avrebbero voluto (come sarebbe stato doveroso fare) un bel testo a fronte in un'edizione cartonata fantastica!

Enjoy!

martedì 15 dicembre 2009

Mysterious way...

Dicembre porta bene (speriamo...) e vi trascinerà nel passato con questo volume di House of Mistery.

Stavolta la traduzione è recente, sviscerata nel caldo di agosto...
Vi piacciono i misteri? Le storie appese a un filo? Bene!
Pubblicato la scorsa settimana... un volume da brivido!

Enjoy!
Il Dinamico Duo fa il botto!

Pubblicato la scorsa settimana, Universo DC Robin vol. 4!

Il malloppone promette bene come gli altri tre già pubblicati!
Traduzione di molti, molti mesi fa... spero vi piaccia!

Enjoy "my" creature!
A volte ritornano...

E dalle ceneri dei lontani primi anni '80 ecco a voi il primo volumone di Batman e gli Ousiders.

In realtà, è uscito il 4 dicembre... :D
Presa da altri impegni, ho dimenticato di postare.
Comunque, al solito, la traduzione è mia.
Compratelo, seguiranno altri 2 volumi!

Enjoy!