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mercoledì 26 gennaio 2011

La Contessa Nera by Rebecca Johns.

6 febbraio 2011.
Finalmente la data di uscita di questo interessante libro.

Come vi accennavo qualche tempo fa, ho potuto leggere alcuni capitoli in anteprima quest'estate e collaborando con entusiasmo con la Garzanti ho scritto una piccola recensione... anche se la definirei più una prima impressione generale sul romanzo.

Se scorrete poco più sotto nel blog troverete la trama e il link a un video, il booktrailer del libro.

Per ora vi lascio alle mie impressioni!
Buona lettura!


La Contessa Nera

Avrete certamente capito di chi stiamo parlando, perché la Contessa Nera, anche nota come Contessa Sanguinaria o Contessa Dracula, non è solo un personaggio già caro alla letteratura. Elisabeth Bathory, o meglio Erzsébet, è stata e continua a essere una delle donne più intriganti, inquietanti e oscure della nostra storia.

Molto si è scritto e molte sono le voci che la dipingono come una spietata sanguinaria, dedita alla magia nera e al puro sadismo. A lei sono stati dedicati libri, film e persino canzoni, al punto che questa donna, vissuta tra la fine del ‘500 e il primo decennio del 1600, ha cominciato a sfumare nel mito, trascinandosi dietro una scia scura di sangue e, in parte, di bugie: una storia, la sua, che ha ancora molto da raccontare.

Ed è proprio questa voce che Rebecca Johns sceglie di farci sentire: è alla Erzsébet donna, moglie, amante e madre che la scrittrice decide di lasciare spazio, per farla entrare nel nostro mondo e, forse, per farci capire qualcosa che di lei ancora non è stato detto.

La voce di Erzsébet risuona pacata e allo stesso tempo forte, sincera, in quelle che sono pagine crude ma vere, nella rappresentazione dei sentimenti di una donna che non è solo leggendaria, ma che è stata anche vera e, soprattutto, viva. La sua è una storia tragica sotto molti aspetti, ma se vi aspettate un bagno di sangue e follia allora chiudete questo libro. Non cataloghiamo questo romanzo con l’etichetta di horror, perché Rebecca Johns ci mette molto di più. Tra le righe traspare la vita di un’anima spezzata, di una donna che deve lottare per vivere, per accettare la vita che le è capitata, per accettare i suoi cambiamenti, scoprendo molto lungo il cammino.

Cammino costellato di scoperte: su sé stessa, sull’amore, sull’odio e sul potere. La narrazione è ricca di dettagli e personaggi così vividi che sembrano respirare, sembrano sussurrarci che questa donna è molto più che un personaggio letterario e che, pian piano, ci entrerà letteralmente sotto pelle.

In queste pagine si percepisce anche una bella cornice storica che fa da contorno al microcosmo mentale e fisico della Contessa, contribuendo così a restituire al lettore un’idea forse non troppo originale, ma di certo pulsante e, forse, più vera delle molte dicerie che tutt’oggi circolano sulla Contessa Bathory.

Rebecca Johns, dunque, ci regala un nuovo spaccato sulla Contessa Bathory, ci fa riscoprire il personaggio usando una nuova chiave di lettura e dandole una voce assolutamente viva.

Perché leggerlo? Semplice: perché non saprete scollarvelo di dosso.

venerdì 14 gennaio 2011

Il Libro di Renfield, due chiacchiere su Tim Lucas.

Tempo fa avevo pubblicato le mie impressioni di traduttrice su questo bel romanzo di Lucas, ma avevo tralasciato le notizie sul suo autore.
Ora che Il Libro di Renfield sta per arrivare in libreria - l'uscita dovrebbe essere prevista per i 26 o il 27 gennaio, ma trovate informazioni più dettagliate sul sito della Gargoyle Books - mi sembra dovuto pubblicare una biografia dell'autore, dunque eccola qui. Spero sia interessante, non troppo noiosa, e che vi incuriosisca... soprattutto spero di non aver tralasciato nulla di importante!
Allego alcuni link:

Buona lettura e mi raccomando, cercate Il Libro di Renfield in libreria, fine mese!!!

Tim Lucas (30 maggio 1956).

Nato a Norwood, Ohio, trascorre parte della sua infanzia girando per le case dei parenti e vedendo la madre, vedova, solo nei weekend. Dopo aver pubblicato piccole cose, ancora giovanissimo diventa critico cinematografico e cartoonist per il giornale della Norwood High School, The Mirror. Comincia a scrivere seriamente all’età di quindici anni, quando le sue prime recensioni vengono pubblicate dalla rivista Cinefantastique. Per i dieci anni successivi quella resta la sua strada.

Sebbene non arrivi al diploma, nell’autunno del 1981 pubblica un saggio sulla rivista universitaria della Purdue University, la Modern Fiction Studies, il lavoro è uno studio su Anthony Burgess. L’articolo, The Old Shelley Games: Prometheus and Predestination in Burgess’ Works fu poi inserito nell’antologia Modern Critical Views: Anthony Burgess (1987), una raccolta dei migliori articoli sulle opere di Burgess.

Nel 1984 collabora con la rivista Video Times e inventa, per così dire, un nuovo modo di recensire i video, in particolare i cosiddetti “home video”. Focalizza l’attenzione su come i video vengono trattati dai nuovi mezzi di diffusione; col suo lavoro si guadagna la fiducia dell’editore della rivista che gli commissiona una serie di dodici libri-guida sui video, pubblicati poi da Signet Books nell’estate del 1985. Scrive le introduzioni di ogni volume: Movie Classics, Horror, Science Fiction & Fantasy e Mistery & Suspense le principali. I libri costituiscono la sua prima pubblicazione come autore, anche se verranno accreditati agli “Editore di Video Times”.

Nell’ottobre del 1985, Video Times pubblica la prima rubrica fissa di Lucas, Video Watchdog, che troverà poi spazio sull’Overview di Michael Nesmith, e sulle pagine di Fangoria, Gorezone, dove comparirà regolarmente dal 1988 al 1992. Dei suoi molti interventi verrà fatta una raccolta: The Video Watchdog Book (1992).

Nel giugno del 1990, Lucas lancia Video Watchdog come una rivista separata, diventando oggetto di culto per cineasti, registi e critici. Dal 2002 al 2006 la rivista vince il Rondo Hatton Classic Horror Award come Miglior Rivista.

giovedì 13 gennaio 2011

La Contessa Nera
Forse è un po' prematuro parlarne... ma la Contessa Dracula, Erzsébet Bathory, arriverà sugli scaffali a febbraio.

Ho avuto il piacere di partecipare alle recensioni come lettrice "vera", nel senso di fisicamente esistente, e l'assaggio è stato sinceramente curioso, intrigante.

Ma vi dirò di più tra un po', quando i tempi saranno più maturi.
Intanto, se vi va, spulciate il sito di Rebecca Johns e fatevi un'idea leggendo un piccolo accenno di trama qui sotto!


Ungheria, 1611. L'alba illumina l'imponente castello di Csejthe. Nella torre più alta, una donna elegante, austera e vestita completamente di nero è sveglia da ore. Sta fissando, attraverso una piccola feritoia nel muro, un pezzo di cielo che volge all'azzurro mentre le stelle lentamente scompaiono. Sa che quello squarcio di cielo è l'unica cosa che riuscirà a guardare per il resto della sua vita. L'ultima pietra che, per decreto del palatino, la condanna a essere murata viva in quella stanza è appena stata posata. Ma la contessa Erzsébet Bathory non ha nessuna intenzione di accettare supinamente il destino che le viene imposto. Non l'ha mai fatto nella sua vita. Erzsébet è solo una bambina innamorata dei libri quando, nella dimora in Transilvania dove vive insieme alla sua famiglia, assiste ad atti di violenza indicibili. Atti che la segnano nel profondo e che non potrà mai dimenticare. Neanche quando, a soli undici anni, è costretta a sposare l'algido, freddo e violento Ferenc Nadasdy; Un uomo sempre lontano, più interessato alla guerra e alle scorribande che a lei. Erzsébet è sola, la responsabilità dei figli e dell'ordine nel castello di Sarvar è tutta sulle sue spalle. Spetta a lei gestire alleanze politiche e lotte di potere. Questo le procura non pochi nemici e coincide con l'emergere dell'anima più nera della donna. Strane voci iniziano a spargersi sul suo conto. Sparizioni di serve torturate e uccise, nobildonne svanite nel nulla. Si tratta di una cospirazione? O siamo di fronte a una donna malvagia e perversa? O il male è l'unico modo per Erzsébet di sopravvivere e lottare in un mondo dominato dagli uomini? ***

Qui trovate anche una sorta di book trailer!

A presto!




***(la trama qui riportata è stata presa dal blog The Book-Lover, si spera senza far incavolare nessuno!)

giovedì 4 novembre 2010


Lucca Comics & Games 2010

E' sempre bello andare a Lucca, la gente, i fumetti, le chiacchiere i cosplayer e tante tante altre cose colorano la città di divertimento e voglia di fare.
Sì, c'è gente che ne ha da vendere, di questa voglia, e spesso diventa contagiosa!

E' stato bello ritrovare amici, conoscerne di nuovi e nonostante il diluvio di due giorni, che quest'anno ha fatto impallidire sul serio la splendida Lucca dello scorso anno, siamo tutti usciti sani e salvi, con le tasche vuote, le borse piene di fumetti e disegni e i sorrisi larghi, soprattutto quello di Riccardo Torti, di Mauro Uzzeo (esageratamente il suo), di Roberto Recchioni e dei molti amici e fan che hanno ritrovato un vecchio amico, John Doe. Voglia di fare, voglia di lottare!

Allo stand Aurea c'è stato un mare di gente e vedere persone ringraziare gli autori per aver dato nuova voce a un personaggio così amato è stato bello per me che non c'entro proprio nulla e sono solo una lettrice, figuriamoci per chi su John ci lavora, ci suda e magari ogni tanto non ci dorme la notte. Allora, nel mio piccolo, ringrazio chi fa di questa fiera un momento divertente e chiassoso di incontro, di scoperta, di rispetto per ogni addetto al settore e, soprattutto, chi pensa ai lettori, che ci sono e sempre ci saranno!
Allora grazie a tutti, e se avete voglia QUI trovate qualche foto.

PS(Se vi state chiedendo cosa siano questi strani pistoloni giocattolo che di tanto in tanto compaiono negli scatti o, se ci siete stati, che avete intravisto in giro per Lucca, allora vuol dire che dovete leggere più attentamente e farvi prendere dalla mania delle Nerf!

Buon proseguimento

martedì 19 ottobre 2010

Nerf War...

Ecco che compare il primo videuzzo sulle prime schermaglie con le Nerf!
Grazie a Mauro Uzzeo che l'ha realizzato e a tutti i partecipanti!!!

Enjoy!

sabato 16 ottobre 2010

Nuvolette...

Girando su FacciaLibro mi sono ritrovata invitata a questo corso per editoria e traduzione del fumetto.
Ora, con davvero tutta l'umiltà del caso, io ci lavoro già in questo settore.
Mi piace e mi piacerebbe saperne sempre di più. Che poi se sei un traduttore o un aspirante tale è tutto normale, visto che a tradurre "cose" non finisci mai di scoprire "cose".

Così incuriosita dall'invito e riconoscendo qualche nome noto tra i docenti - Andrea Plazzi, Leonardo Rizzi, Marco Ficarra e i molti altri - sono andata sognante a fare un giro sul sito, QUESTO.
Insegnare a tradurre, in generale, non è cosa da poco. Bisogna avere passione e il "tocco magico". Sì, è così... i traduttori hanno una sensibilità particolare, spesso fastidiosa per la gente che li circonda e hanno un livello di sopportazione alla solitudine strano. Fondamentalmente puoi studiare una vita e rimanere una capra, distaccato, oppure puoi fare la spugna e scoprire scoprire, poi c'è quello/a che ha un qualcosa in più e, a parer mio, è il traduttore che soffre più di tutti.
Tradurre i fumetti è qualcosa di diverso, ma lo si fa da un bel po' di anni in Italia; per questo credo che questo e altri corsi simili, mirati a questo particolare settore della traduzione letteraria, siano davvero utili, coinvolgenti. Io non ho avuto mai la fortuna di poterne seguire uno, ho imparato alla vecchia maniera, sbagliando, e sto ancora imparando... sempre alla vecchia maniera: ascoltando, osservando, rubando sensibilità e dedizione, insomma: credendoci. Sono assolutamente all'inizio, anche se gli anni passano e nel mio caso tra poco entrerò nel 4° anno consecutivo, però nel mio piccolo posso dire di saperne qualcosina che non è poco!!!
Allora ai lettori che criticano senza ricordare che i congiuntivi esistono e ci son casi in cui siamo obbligati a usarli o che non sempre il traduttore viene capito, e che sono i lettori la nostra forza, be', a quelli che sanno solamente sputare sugli albi di fumetti "tradotti male" dico che forse non sanno cosa significhi fare questo lavoro e ringrazio ogni singola persona che dedica tempo a corsi come questo, non solo perché forma figure professionali specializzate, ma perché sensibilizza, pian piano, il pubblico, ricordandogli che dietro Superman e tanti tantissimi altri ci sono persone che lavorano seriamente e che questo lavoro andrebbe considerato per quello che è: un lavoro artigianale, difficile, minuzioso e soprattutto serio.

ah, quanto mi piacerebbe poter seguire questo corso!!!
Se ne avete la possibilità, se vi piacciono i fumetti, se amate la traduzione, allora fatevi questo regalo!!!

mercoledì 13 ottobre 2010

NERF WAR!!!

Cara gentaglia, se vi va, sul blog di Mauro Uzzeo trovate il resoconto della prima Nerf War giocata, con la gentile ospitalità di Elisabetta Melaranci!

Grazie a tutti i partecipanti!!!

sabato 9 ottobre 2010

It's NERF... or Nothing!

Sono tante, colorate, giocattolose, divertenti.
Di che parlo?
Delle Nerf, un vero must per i ragazzi dei college americani - e non solo - approdate qui in Italia da qualche mese. Qui sotto una piccola foto generica, per farvi capire meglio e, speriamo, stuzzicare i vostri sensi di ragno!!!
Con un gruppetto di amici ci siamo lasciati trascinare da questa nuova mania e abbiamo
cominciato a pensare di mettere su una squadretta, comprare pistole, fuciloni e quant'altro. Non so bene com'è cominciata, ma ammettiamolo, nonostante l'aspetto giocattoloso e colorato che ricorda vecchi giochi della Fisher Price, le Nerf sono un modo divertente per cazzeggiare tutti insieme. Allora eccoci qui, pronti a lanciare una nuova mania e, noi per primi, a farci letteralmente catturare da questa nuova avventura! :) Dunque, grazie all'entusiasmo mio, di Riccardo , di Roberto , di Federico , Mauro e tutti gli altri (che mi scuso se non nomino), abbiamo dato il via alle danze e, siccome da cosa nasce cosa, come dice giustamente Roberto nel suo ultimo post sul blog, se vi interessa una parte della storia la trovate QUI .

Intanto sono felice di presentarvi le mie due amichette.
Questa è la Maverick.
L'ho presa appena uscita, quest'estate e me ne sono proprio innamorata. Sembravo una bimbetta felice, tornata indietro di svariati anni, mentre il commesso di Rocco Giocattoli mi fissava attonito quando gli ho detto che no, non mi serviva un pacchetto regalo che tanto era per me...
Ehm... torniamo a noi. Maneggevole, colorata, 6 proiettili morbidi. Prezzo economico, sui 15 euro se la memoria non mi inganna. Non è fantastica?! E poi ricorda vagamente il pistolone di HellBoy!!!

E poi vi presento lei, la Firefly, che mi è arrivata giusto la scorsa settimana.
Grossa, colorata, 8 proiettili luminosi a ventosa che restano illuminati al buio. Ma di questo e altri dettagli parleremo più avanti, anche se la Firefly in particolare non è ancora in distribuzione in Italia. Speriamo arrivi presto perché è davvero magnifica!!
Ah, giusto, e cosa troviamo nei negozi?!
Be', la Hasbro per ora ha messo in commercio queste cosucce: la Maverick, il Deploy CS-6 , il Rider , i Dart Tag, composti da corpetto, pistola piccola e occhialetti protettivi - da proteggersi c'è ben poco cmq, grazie ai proiettili molto morbidi!

Vi siete incuriositi?! Lo spero davvero e se decidete di farvi prendere da questa nuova fissazione, sappiate che non siete i soli!!!



lunedì 6 settembre 2010

Settembre... (he) is back!

Settembre è sempre un mese difficile, odiato, amato, dimenticato... passa sempre un po' in fretta, il povero settembre. A Roma vivi in un limbo bello, se il tempo ti assiste, che ti aiuta a far scivolare la sabbia e il sale dalle spalle con pacatezza e solo un leggero filo di malinconia per quel mare (o montagna o altro che sia) che ormai ci si è lasciati dietro.

A rallegrare gli animi un po' malinconici ci sono però tanti eventi in programma, come a dire che l'inverno e il freddo li si "scalda via" con un bicchiere di vino, delle risate e l'allegria di tante e belle fiere... di cosa?! Fiere del fumetto, è ovvio.
Sì, perché se volete questo, se cercate il chiasso, i colori e tanta tanta gente, potete di sicuro organizzarvi un calendario fantastico, tanto più che le fiere di fumetto sembrano aumentare ogni anno e spuntano un po' come i funghi!!!

Allora andiamo a cominciare con la 5° edizione di Narnia Fumetto, in quel di Narni, nella bellissima Rocca Albornoz. Lo scenario è davvero bello e la fiera, seppur piccola, sembra aver trovato terreno fertile e solido su cui poggiare. La Rocca accoglie tutti con simpatia e calore, l'organizzazione è sempre allegra, pronta, disponibile e sono convinta che col tempo si allargherà, sia come consenso di pubblico, che comunque è sempre florido, sia come importanza negli spazi e nella diversificazione degli eventi. Speriamo solo che nel guadagnare d'importanza non perda questa caratteristica di "familiare" che ha, almeno per me. Tanti disegnatori (Font, Palumbo, Di Vincenzo, Torti e Torti, Pontrelli, De Cubellis, Venturi, Leomacs e taaaaanti taaaanti altri che mi scusi se non cito), i cosplayer, il concertone immancabile, le conferenze, gli editori, gli stand e le file, stanchezza e allegria ma soprattutto una mostra di tavole originali che merita davvero le 5 stelle! Quest'anno lo spazio era dedicato ai grandi americani, tavole da Watchmen, Preacher, Lobo, Batman e Superman, Hulk, Wolverine, Conan, Hellblazer e chi più ne ha ne metta! Nomi importanti, come Dillon, Fernandez, Fabry, Phillips, Gibbons e tanti altri! Roba da rifarsi gli occhi... dopo aver pianto lacrime amare! :D Se volete approfondire, trovate tutto qui, ovvero nel sito di Francesco Bazzana.

Riguardo alle conferenze, invece, ne cito qualcuna: quella sulla presentazione del ritorno di John Doe, con Bartoli, Torti Jr. e De Cubellis come nuovo copertinista; quella "rivelatoria" della Bao Publishing con Caterina Marietti e Michele Foschini che hanno annunciato l'arrivo del Neonmicon di Alan Moore facendoci tremare un po' tutti; quella costruttiva della rivista iComics che ha tutta l'intenzione di diventare "La" rivista di fumetti e tanto altro ancora.

Insomma, se non siete stati mai a Narnia Fumetto ve la consiglio, per passare un week end con gli amici, per vedere tavole mai viste, per chiacchierare e godersi i viottoli di Narni, per respirare l'aria di una fiera che ci prende per mano e ci porta nel fresco autunno, verso le vie di Lucca, con animo leggero... ma con la pancia piena!!!

Alla prossima!


PS(Un grazie lo dobbiamo tutti a Francesco Settembre e a tutti quelli che hanno contribuito! Grazie!)

domenica 27 giugno 2010

Renfield is my best friend! 2 NDT!!

Forse, più che una Nota del Traduttore, questo è un commento, comunque, spero possa essere interessante.

Buona lettura e mi raccomando, occhio a quando uscirà questo libro perché merita!

NDT?

Da sempre, e per qualche strana ragione, molti di noi restano affascinati dall’horror; una reazione del genere apparentemente può sembrare curiosa, quasi buffa, se ci si ferma un istante a riflettere sui motivi. In seconda battuta, però, sembra piuttosto naturale se si pensa all’horror – sia esso rappresentato in un libro o in un film e via dicendo – come a un veicolo per esorcizzare il Male, le paure che ci circondano e che nascono nuove e diversificate ogni giorno in tutto il mondo.

È naturale, perché l’uomo da sempre cerca e trova mezzi attraverso cui andare avanti, strumenti e veicoli che gli permettano di convivere col reale quand’esso non trova una spiegazione razionale o immediata.

Tim Lucas, esperto in materia, ha voluto regalare al lettore un testo aperto a molte letture, ricco di temi e di sentimento, un momento di riflessione sull’individuo.

The Book of Renfield: a Gospel of Dracula non è un libro dell’orrore, né tantomeno un libro sui vampiri: Il Libro di Renfield è il Vangelo secondo Dracula, come suggerito dall’autore nel sottotitolo. Affrontare la traduzione di questo testo è stato molto impegnativo perché vanno fatti i conti con tanti fattori. Per prima cosa analizziamo il titolo.

La scelta di lasciare Il Libro di Renfield anziché Il Diario, ad esempio, è significativa. Il testo è suddiviso in due parti e nella Coda finale; ognuno di questi tre elementi riporta delle citazioni di natura biblica, caratteristica che ritroviamo un po’ in tutto il testo e che è in stretta relazione con la storia narrata da Renfield stesso. Dunque, Il Libro di Renfield è un po’ come Il Libro della Rivelazione e la traduzione ammicca volutamente in quella direzione, che è sembrata essere in molti casi anche un’importante chiave di lettura. Inoltre, pensando al sottotitolo, è Renfield stesso a definirsi “Vangelo”, in un piccante scambio di battute col dottor Seward.

Questa caratteristica, per così dire “religiosa”, la ritroviamo anche quando traduciamo Lord and Master – appellativi che Renfield usa quando allude a Dracula – con Padrone e Maestro e con Signore e Padrone o Signore e Maestro. La prima coppia viene attribuita quasi sempre a Renfield, che parlando con Seward cerca in ogni modo di nascondere la vera natura di questo Lord, facendogli credere di riferirsi a Dio. In italiano la dualità di significato del termine lord è stata diversificata in base ai personaggi che utilizzano questa parola. L’ambiguità e la difficoltà di questa scelta è data anche dalle varie citazioni bibliche che, come accennavamo, compaio qua e là nella narrazione. Renfield, cresciuto in una canonica, sembra conoscere bene le Sacre Scritture anche se spesso storpia le citazioni, rendendo il lavoro di riconoscimento e di inserimento della traduzione talvolta difficile; l’uso che fa del termine lord è ambiguo anche alla luce della storia della sua vita, ma di certo non è mai casuale ed è, allo stesso tempo, ben distinto dall’uso che ne fa, ad esempio, il dottor Seward.

Tim Lucas, attraverso Renfield, cita anche testi come Vanity Fair, Tristram Shandy, brani tratti dalle Lyrical Ballads di Wordsworth, o frasi rubate a Shakespeare, arricchendo la narrazione con piccoli particolari che contribuiscono a caratterizzare l’atmosfera e a definire un’epoca.

A proposito di atmosfera e di epoca, non si può definire Il Libro di Renfield un romanzo vittoriano, ma l’ambientazione, quando compare carica di aggettivi, particolari e luoghi, si trascina dietro tutto il fascino e le atmosfere di quell’epoca, di quei romanzi che occupano una parte tanto importante nella letteratura inglese. Tradurre elementi di questo tipo è stata una scommessa, perché ogni piccola parola, ogni aggettivo contribuiva a dipingere un’immagine importante perché parte della cornice in cui si inserisce la storia di Lucas.

Tra i tanti, gli aggettivi che caratterizzano maggiormente il romanzo sono quelli riferiti ai colori. La notte, con le sue sfumature di blu scuro e nero, ha un peso determinante per Renfield e sembra avvolgere anche il lettore, trascinato nel turbinio di notti di luna piena, vortici di pipistrelli e stelle luccicanti, in un quadro che ha talvolta del poetico, dell’inquietante e del surreale assieme. Ed è forse questa una delle caratteristiche più belle dello stile di Lucas.

L’autore, infatti, fa un’operazione incredibile, inserendo brani da Dracula, approfondendo personaggi già esistenti, costruendo ambientazioni e situazioni che in tutto e per tutto omaggiano Bram Stoker. Le citazioni – evidenziate per scelta di Tim Lucas in grassetto – sono state ritradotte, tenendo presente come riferimento la traduzione italiana di Paola Faini[1]. La scelta è stata presa di comune accordo con l’editore – Gargoyle Books – e, per quanto sia stato impegnativo e difficile affrontare in parte il romanzo di Stoker, mi ha dato la possibilità di confrontarmi con uno grande classico. L’inserimento di questi brani originali, tuttavia, è stato semplice perché Lucas è riuscito a mantenersi in linea con lo stile di Stoker, inserendo in modo intelligente il suo stile personale.

L’operazione fatta da questo autore è sicuramente interessante perché non si limita alla citazione grezza dei brani, ma sceglie di ricalcare le orme di Bram Stoker anche nella struttura del suo romanzo e nelle caratteristiche che l’hanno reso tanto celebre. Ritroviamo, infatti, l’uso delle pagine di diario e delle datazioni che da sempre distinguono Dracula; c’è poi una grande attenzione ai dettagli, anche i più piccoli, che ricorda tantissimo lo stile di Stoker e che rende densa la narrazione. L’uso del dettaglio gioca un ruolo importantissimo: tramite le descrizioni minuziose, infatti, Lucas riesce di pagina in pagina a delineare un profilo psicologico di Renfield davvero profondo e sfaccettato, dando a quello che era solo un personaggio secondario uno spazio proprio. Tradurre questi elementi, dunque, non è solo un esercizio linguistico, che ci porta a scegliere termini ricorrenti che fungono da base solida agli altri, ma si è dovuto fare un vero e proprio lavoro di analisi sui toni, i modi e la “filosofia” del protagonista del romanzo. Altro elemento interessante e di rilievo per la traduzione è la scelta di non mostrare mai il Conte – un po’ come accade in Stoker – ; questo fattore porta la traduzione a distendersi e ad ampliarsi nella scelta di termini ricorrenti ma sempre molto vari. Tutto sembra scandito da parole chiave, momenti che si rivelano topici per il protagonista e che puntano dritto alla fantasia del lettore che finirà inevitabilmente per stare dalla parte di quello che, tutto sommato, è solo un folle rinchiuso in un manicomio.

Ed è proprio al lettore che si è pensato quando, d’accordo con l’editore, sono state inserite delle brevi note. L’uso che se ne è fatto, comunque, è stato limitato, per non appesantire la lettura; la scelta si è rivelata utile perché ci ha dato la possibilità di aiutare il lettore laddove il testo di Tim Lucas si rivelava meno comprensibile per un pubblico italiano.

Il lavoro svolto è stato di certo molto impegnativo e serio, non solo per le caratteristiche talvolta delicate del romanzo, ma anche per la scelta dei termini, che in un testo del genere sono fondamentali per rendere certe atmosfere e trasmetterle al lettore senza rischiare di appesantire la lettura.

Nella traduzione, ho cercato di tener conto di tutti questi fattori, provando a trasmettere sensazioni, spazi e atmosfere per come le ha immaginate l’autore.


[1] Dracula, Bram Stoker, Newton Compton, Roma 2009, Introduzione di Riccardo Reim, cura e traduzione di Paola Faini. Edizione integrale.

Renfield is my best friend!

Cos'è?
Un bel libro.
Di chi è?
Di Tim Lucas.
Chi è?
Ne parleremo più in là.
Perché parliamo di questo libro?
Be', i motivi sono vari. Qualche tempo fa avevo accennato a una mia collaborazione con la Gargoyle Books.
Con loro ho lavorato a questo bel libro, di cui uscirà la mia traduzione prossimamente, spero presto!
Vi scrivo due righe, una piccola analisi personale che vuol essere più una riflessione che una recensione!
Buona lettura!

Un'introduzione
“Il sangue è vita!”

Parole famosissime che di certo sono rimaste e rimarranno impresse nella memoria di infiniti lettori che hanno avuto o che avranno tra le mani Dracula di Bram Stoker.

A pronunciare questo monito, questa incredibile verità, è Renfield, personaggio secondario che in Dracula ci regala un velato assaggio di come il Conte sia capace di avvelenare corpo e mente delle sue ignare vittime.

Non ha bisogno di presentazioni, Dracula, né serve ricordare quale fu la mente che generò un tale indiscusso capolavoro gotico, che a oggi è tutt’altro che dimenticato. Dracula e Bram Stoker sono quasi un’unica creatura, al punto che il Conte stesso è divenuto sinonimo di vampiro, alimentando l’iconografia e l’immagine collettiva per trasformarsi, infine, in simbolo.

Il Non-Morto per eccellenza è una di quelle figure che porta il lettore – o lo spettatore, vista la ricchissima produzione cinematografica – a confrontarsi con misteri primordiali come il sangue, la morte, la passione, l’amicizia, l’amore. È curioso osservare come un personaggio che di fatto quasi non compare nel libro, sia riuscito a generare creature e mondi, ispirando autori un po’ ovunque e diventando, in un certo senso, beniamino di tutti.

Certo, va ricordato che Stoker non fu l’unico a scrivere di “mostri”, tra i tanti basta ricordare Le Fanu, con la sua famosissima Carmilla; eppure in quelle atmosfere vittoriane, nelle pagine di diario ricche di dettagli e di sentimenti vivi, Stoker ha saputo consegnare al mondo una creatura che ancora ci tormenta, nel bene e nel male. L’ansia che Dracula ci lascia addosso, fino all’ultima pagina, è giustificata da molti fattori, ma uno significativo su cui riflettere è proprio l’assenza del cosiddetto cattivo, che compare solo in qualche pagina all’inizio del romanzo. È come dire: “Il male c’è, e l’avvertiamo con il crescere dell’angoscia, ma non siamo in grado di vederlo, non sappiamo che forma abbia, né come combatterlo”. Dunque, abbiamo di fronte un Male quasi allo stato puro, ancestrale nel suo genere. I protagonisti scelti da Stoker non sono altro che esempi di umanità, delle debolezze, dei sentimenti, delle paure e del coraggio che siamo capaci di provare; quello in cui si trovano catapultati, in realtà, è una sorta di rito di passaggio privo, però, dei suoi elementi cardine.

Il lettore, proprio come i personaggi, è spinto ad andare avanti a qualsiasi costo; è costretto a vedere la realtà e l’irrazionalità generata dall’incredulità di fronte a eventi di questo genere. Forse è per questa sincerità di fondo che Dracula affascina ancora oggi, in un mondo dove bisogna reinventarsi vampiri per sentirsi vivi.

Se la paura, l’angoscia, sono le vene attraverso cui scorrono e si alimentano i sentimenti in libri come Dracula o, più in generale, nei libri horror, credo si possa fare un parallelismo con le paure e le angosce che oggi ci circondano.

Tim Lucas sceglie questa strada, facendo un incredibile e avvolgente omaggio a Stoker e rispolverando un’ambientazione, quella vittoriana, che ancora oggi gode di grande fortuna.

Il Libro di Renfield è un romanzo intelligente, profondo, talvolta inquietante e incredibilmente crudo, seppur denso di sentimento e passione. Lucas sceglie abilmente di focalizzare la sua attenzione su un personaggio secondario di Dracula, Renfield appunto, per mostrarci cos’è la follia o, forse, cos’è la disperazione.

Non ci troviamo davanti a una semplice ispirazione, a un romanzo ombra, né tantomeno dobbiamo pensare a quest’opera come a un esempio di horror o di storie sui vampiri. Non c’è solo questo in Renfield; si tratta per lo più di un’esplorazione, del voler capire come il Male – sia esso un personaggio di fantasia o un evento reale – possa governare la nostra mente, spingendoci in luoghi magici e perversi insieme.

Renfield e il dottor Seward – altro prestito da Bram Stoker – saranno le nostre guide in quello che è il racconto della vita di Renfield, costellato di pazzia, passione e tristezza; ci guideranno in un’analisi della follia di chi è schiavo del Male fino al punto di venirne divorato nella mente, nell’animo e nel corpo. Sappiamo bene che fine farà Renfield, ucciso dal suo stesso Padrone e Maestro, ma quello che ci sfugge sono gli eventi che l’hanno portato a quella fine. Lucas sceglie di fare un omaggio al Vampiro, descrivendo la follia di Renfield in un racconto appassionante e struggente, e a Stoker, utilizzando quei toni e quelle strutture caratteristiche che lo resero immortale.

I temi affrontati sono innumerevoli: dall’abbandono all’adozione, dalla religione alla blasfemia, dalla solitudine al bisogno di appartenenza, dalla follia mentale a quella reale, dalla morte all’amore e all’amicizia e via dicendo. Di pagina in pagina sembrano sgorgare tra le righe come un fiume in piena, fino ad avvolgere il lettore in uno stile semplice e intelligente, profondo. Non mancano numerose citazioni bibliche, come a ricordare che se esiste il Male allora dev’esserci anche il Bene, e qualche citazione letteraria, da Shakespeare a Worsdworth, ma Tim Lucas cita soprattutto Bram Stoker e riesce a catapultarci in un altro mondo, in un’altra epoca, mostrandoci come le paure di allora siano le stesse di oggi. Ora, forse, siamo soli, ognuno con le proprie tragedie, angosce e paure, ma tutti stranamente uniti quando il Male si manifesta e il sangue sembra scorrere più forte, quando il sangue diventa vita anche di fronte alla morte.

Il messaggio forse è proprio questo, come scopriremo leggendo la brillante idea sviluppata nella Postfazione, ma ricordiamo sempre che “il mondo sembra pieno di brav’uomini, anche se è pieno di mostri”.


sabato 20 febbraio 2010

Sierra

Seguite anche lei!

Non riuscivo a capire a che punto fossi. La mia vita e la mia strada mi avevano portato fin là. Ma il bello stava per cominciare.

Mi avevano beccato ed ero sola. Ricordo che per un attimo mi venne voglia di piangere, gridare, poi sentii solo l'acciaio gelido della mia katana.Allora seppi cosa dovevo fare. Mi alzai, Gin era a terra, morto. Vicino a lui c'era uno dei cattivi, gli tolsi la pistola dalle mani insanguinate e rubai un caricatore, 'Qualche pallottola in più mi farà comodo'. Non c'era tempo da perdere: Eco era sparita e io sarei morta.
Da piccola volevo fare la principessa, l'avevo scritto in un diario. Non so perché ripensai a quel fatto. La mia vita, quella di prima, non esisteva più da troppo tempo. Dicono che il diario è come un amico di cui puoi fidarti, io avevo solo la mia katana, e miei muscoli e il mio cervello. Uscii di corsa dal caseggiato, rubai una macchina... in paese erano tutti morti. Fu allora che mi accorsi del silenzio. 'Bingo'.
Tequila. Ma certo. Poteva essere solo lui. Due anni fa mi aveva scaricato durante una missione ed era sparito. Ora eccolo lì, con un sombrero, un poncho e quel sorriso per il quale uccideresti. "L'hanno presa", intendeva Eco. "Muoviamoci, mi spiegherai dopo". Tequila era uno di poche parole. Per fortuna. Avviai il motore e lui saltò su; non avevo alternative: dovevo raccontargli tutto, altrimenti avrei perso la pietra.
Era notte quando accadde. Dormivamo nell'auto, fuori la notte del deserto. sentii un rumore, non so cosa, ma per sicurezza svegliai Tequila e misi in moto. L'auto non partiva. 'Merda'. "Sierra, fa silenzio". Restammo in ascolto: niente. All'improvviso qualcuno, qualcosa, saltò sul tetto dell'auto e in un modo o nell'altro riuscì a squarciare la carrozzeria. Tequila fece per scendere ma lo fermai "Scappiamo, cazzo".
L'auto era miracolosamente ripartita, ma non avevamo una meta e ci serviva aiuto.Tequila aveva uno strano aggeggio, disse che ci avrebbe portato dagli altri, che saremmo stati al sicuro. Non mi fidavo di quel bastardo, ma non c'era tempo da perdere, dovevo fidarmi di lui. Sfrecciavamo nel deserto veloci come il vento quando lo guardai di traverso e vidi che continuava a fissare una bussola, "Che roba è?" Sorrise.
"Ci tirerà fuori dai guai.Guarda laggiù" In lontananza vidi le sagome di alcune abitazioni e dei furgoni. I nostri. Com'era possibile? Eco era con loro?Quando scendemmo dall'auto, Raven ci venne in contro sorridente e disse che ci aspettavano.Avevamo giusto il tempo per darci una ripulita, saremmo partiti alle prime luci."Dove l'hai presa quella bussola?" "E' un segreto" Tequila era sempre troppo misterioso.
Un bagno caldo,seppur non dei migliori in quelle condizioni,servì a schiarirmi le idee.Se non trovavo Eco, avrei perso la pietra,ma perché avevano preso lei?E da dov'era saltato fuori Tequila?Lui non c'entrava con quella storia.Avrei voluto capirci di più;mentre stavo lì a rimuginare entrò Tequila."Scusa,non sapevo che eri ancora qui".Sorrisi"Certo, come no".Problemi.Li avrei risolti dopo.Ora volevo soltanto lui.
Le cose capitano sempre in fretta.Tequila non fece domande ma io dovevo sapere.Gli chiesi spiegazioni e mi disse che era venuto per me.Sapeva della pietra,sapeva che ero l'unica a poterla custodire,sapeva che sarei morta piuttosto."Chi ti ha dato queste informazioni?Cos'altro sai?""Alice, so tutto".Erano secoli che qualcuno non mi chiamava così.Allora era vero,mio nonno non mentiva.Ero l'unica.L'ultima.Che ironia.
Non risposi.Ripensai ai Custodi,alle storie che giravano sulla pietra.Non ci avevo mai creduto.Diavolo,ero una cacciatrice,una ricercatrice,un agente in missione,ma mi resi improvvisamente conto che in quel modo tornava tutto.Mio nonno,mio padre,tutta la mia vita aveva senso.Beh,tranne che ero sempre sola."Non ti preoccupare.Sono qui per aiutarti".La voce di Tequila suonò lontana,distante,ma sapevo che non mentiva.
Eliot Wood


Cercate il mio Eroe! :D
Se non vi va, pian piano pubblico la storia anche qui!
Ecco i primi capitoli!


Non riuscivo a capire a che punto fossi. La mia vita e la mia strada mi avevano portato fin là. Ma il bello stava per cominciare.

Londra sotto la pioggia sa essere davvero deprimente, se si sta tutto il giorno a leggere chiusi in una bettola che sa di libri e legno. Un bicchiere di porto era quello che ci voleva, ma Eliot aveva finito la bottiglia qualche ora prima. Era l'una e il cliente ancora non si vedeva. 'Ollie mi ha fregato come al solito! Meglio trovare una carrozza e andarmene a letto'. Fece per prendere la giacca, ma poi qualcuno bussò.
La porta si spalancò e Morgan Melville, un ometto grasso e sudaticcio ma molto potente, comparve accompagnato da due scagnozzi. "Il signor Wood, presumo", Eliot annuì, "Che ci fate qui, Melville?" "Non incolpate il vostro amico, Ollie Summer non ci darà fastidio". "Che volete?" "Un libro, signor Wood, ma voi sapete di che parlo, no?" Eliot lo sapeva e sapeva che non aveva scelta, ora che Ollie era morto. "Sì, lo so".
Era ancora notte quando la carrozza si fermò davanti al palazzo. Le finestre illuminate gettavano ombre sinistre sul vicolo buio, da dentro provenivano risate e musica, segno che Madame Vulpes stava gestendo bene gli affari. Fu lei ad aprire la porta, conturbante come sempre. "Sapevo che saresti tornato", disse. "E' pericoloso, ma devo parlarti".Eliot entrò nel bordello, le luci e il chiasso gli sembrarono surreali.
Il racconto era stato breve e concitato, Eliot aveva cominciato dal principio, da quando, tre anni prima, aveva trovato quel libro e rendendosi conto di quanto fosse pericoloso, aveva deciso di liberarsene. Bell sorrise maliziosa:"E invece ecco che ritorna a tormentarti.Che farai?" Eliot guardò Bell, sorrise e rispose: "Andrò a cercarlo. E tu verrai con me". Bell non rispose, ma, accattivante, sorrise a Eliot.
Erano le prime luci dell'alba quando arrivarono alla bottega. Bell aprì la serratura della porta sul retro. "Non hai perso il tocco, eh?" Eliot sorrise. Dentro era buio ma dal caos che s'intravedeva intorno si capiva che qualcuno era già stato lì. "Eliot, sei tu?" LA voce nel buio era quella di Ron Weavery."L'hanno preso. Hanno preso il libro". Eliot aveva perso un'altro amico e, forse, l'ultima speranza di salvare la pelle.
Ollie era morto. Ron era morto.Il libro sparito. Dovevano chiamare la polizia. Dovevano sparire. Trovare il libro. Eliot se ne stava seduto a terra, tra le carte insanguinate dell'amico. Tutto sembrava perso, avrebbero incriminato loro due. Aprì gli occhi e all'improvviso notò un foglietto spuntare dalla tasca della giacca di Ron. Lo prese e lesse un indirizzo e un nome: "L'Oca Spiumata. Joel". Non era molto, ma era già qualcosa.
East End. L'Oca si trovava vicino a Whitechapel. Non era sicuro andarci, di recente qualcuno si divertiva ad ammazzare le prostitute della zona e Bell, che aveva un'amica da quelle parti, diede le indicazioni a Eliot e se ne restò a casa. Eliot aspettò l'ora di chiusura per parlare con Joel. Quando lo vide, Joel intuì subito chi fosse. "So come aiutarti, ma ci servirà un pò di magia.Seguimi". Eliot annuì e incrociò le dita.
La stanza di Joel era piccola e disordinata,ovunque c'erano libri e strani contenitori.Eliot decise di non domandarsi a cosa servissero nè cosa sarebbe successo,si sedette e basta,come gli era stato chiesto di fare.A quel punto non aveva alternative,doveva sperare in Joel.Chiuse gli occhi e non vide niente poi,non appena trangugiò l'intruglio preparato da Joel,tutto sembrò più chiaro ed Eliot finalmente sorrise.
La voce di Joel lo guidava in quella sorta di trance;Eliot non era sicuro di cosa stesse accadendo.Vide una porta,una botola,vide se stesso salire su una carrozza con Bell.Era buio e Londra sembrava ancora più inquietante.Poi vide il libro,tra le sue mani,chiuso.Fu allora che un'altra voce prevalse su quella di Joel e gli parlò "Ce la farai, Eliot.So che puoi".Eliot si svegliò di soprassalto "Sono io,soltanto io".
Eliot non sapeva ancora dove cercare il libro,ma parlare con Joel gli aveva fatto bene.C'era qualcosa di magico e inquietante in quel tipo.Uscì dalla stanza con un biglietto,un indirizzo a Londra,e la consapevolezza che le cose sarebbero cambiate;finalmente aveva capito quanto fosse importante trovare quel vecchio volume e leggerlo.Eppure,quando salì sulla carrozza,gli sembrò di vedere qualcuno,una figura nell'ombra.
Quando arrivò a casa,Bell andò in contro a Eliot preoccupata.Luinon ci mise molto a raccontarle tutto."E credi che questo collezionista sia la chiave di tutto?"Eliot non rispose."Beh,allora forza, dobbiamo andare a parlarci.""Tu non vieni, Bell.E' pericoloso."Lei sorrise,prese una borsa,del denaro e si mise il cappotto."Tesoro,avanti o lo troveremo stecchito come gli altri."Eliot fu contento di averla al suo fianco.
McFey era vecchio, talmente tanto che qualcuno lo considerava leggendario.Era il più grande collezionista di libri di tutta l'Inghilterra ed Eliot aveva sempre desiderato conoscerlo,ma ora,mentre fissava il portone della villa,aveva paura.Paura di trovarlo morto,paura di non ritrovare il libro,paura di scoprire segreti a lungo taciuti.Il domestico aprì e li fece entrare dicendo "Il padrone vi attendeva da tempo,prego"

martedì 1 dicembre 2009

Small and Medium... but always Books!

Torna anche quest'anno la Fiera della Piccola e Media Editoria, a Roma presso il Palazzo dei congressi dal 5 all'8 dicembre.
Qui trovate il link al sito con ogni informazione utile, anche per l'acquisto online dei biglietti e degli accrediti!


La fiera sarà come al solito piena; un bel momento per sfogliare, guardare, comprare e scoprire cose nuove. Consigliata a chi ha voglia di passare un pomeriggio diverso!

Enjoy

martedì 10 novembre 2009

Cookaround

Eccolo qui, il libro di Cookaround, forum per chi ama cucinare, inventare, degustare e divertirsi
con i sapori.
E'un buon progetto, un progetto ambizioso e ben supportato, ma soprattutto fatto con passione e divertimento, perché a cucinare, oltre agli esperti, ci siamo noi incapaci, noi sbrigativi, noi inventivi, noi copioni... insomma, noi, che magari vogliamo provare a fare qualcosa di diverso, di nuovo... Dietro Cookaround ci sono tanti cervelli, tanti cuori; immagino la difficoltà nello scegliere le ricette per questo bel libro; la pazienza per realizzarle e regalarle a lettori di ogni grado: che siate bravi o no tra i fornelli, queste sono ricette accessibili praticamente a tutti. Ottima edizione della Castelvecchi, davvero ben curata. Curioso il formato e, in fondo, buono anche il prezzo (25€). Ne vale la pena spenderli, questi soldini, perché dentro troverete ottime curiosità da copiare e, perché no, modificare ancora e ancora!
Io sono rimasta rapita dal polpettone ripieno di.... eh, compratelo e lo saprete!

Spero che prima o poi riescano a fare un libro buono come questo anche per le intolleranze/allergie alimentari; lo dico perché da celiaca posso assicurarvi che girano delle strambe cose nelle librerie... (comunque poche).
Insomma, lunga vita a Cookaround, speriamo sotto molti alberi di Natale quest'anno e, perché no, l'anno prossimo... in fondo, se un piatto è davvero buono si fa sempre il bis! :D

domenica 8 novembre 2009

Sherlock...

Amate Sherlock Holmes? O preferite Watson?
Chiunque dei due preferiate, ora potremo vederli sul grande schermo.

Mentre a fine novembre, in collaborazione con l'Università dell'Aquila, ci sarà l'annuale riunione de Uno Studio in Holmes, Società Sherlockiana Italiana (A Study in Holmes - The Sherlock Holmes Society of Italy) ecco che questo trailer già fa sognare quelli che amano Doyle e la sua creazione ma che, magari, non sono stati ancora travolti dalla vera passione che spinge studiosi e semplici appassionati a dedicare il proprio tempo allo studio del cosiddetto Canone.
Ebbene, se vi itneressa questo è il link su Facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=153907763085&ref=mf . Appuntamento per il 20, 21 e 22 novembre all'Aquila.

E finalmente arriviamo al trailer ! :D

e se cerchiamo ne salteranno anche altri...d'altronde su Sherlock si è scritto tanto e moltissimi sono i film, i cartoni e via dicendo che girano da sempre tra noi!
Di recente ho letto il bellissimo Sherlock Holmes contro Dracula di Loren D. Estleman, edizione Gargoyle Books. A lui si deve anche Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Holmes, sempre edizione Gargoyle Books. A chi piacciono i romanzi vittoriani, in generale, consiglio caldamente la lettura; per quelli che poi amano sia Sherlock che il Conte più famoso del mondo, be', quale momento migliore e quale trovata più felice di metterli insieme e poterne leggere contemporaneamente? Chi vince la sfida? Difficile a dirsi, leggete e saprete!
Per chi invece vuole farsi travolgere dalle parole del passato, ecco l'elenco del Canone com'è a oggi.

Buon divertimento!

Romanzi:
Uno studio in rosso (1887)
Il segno dei quattro (1890)
Il mastino dei Baskerville (1902)
La valle della paura (1915)

Racconti:
Le avventure di Holmes
Uno scandalo in Boemia
La lega dei capelli rossi
Un caso di identità
Il mistero di Valle Boscombe
I cinque semi d'arancia
L'uomo dal labbro storto
L'avventura del carbonchio azzurro
L'avventura della banda maculata
L'avventura del pollice dell'ingegnere
L'avventura del nobile scapolo
L'avventura del diadema di berilli
L'avventura dei faggi rossi

Le memorie di Holmes
Barbaglio d'argento
La faccia gialla
L'impiegato dell'agente di cambio
Il "Gloria Scott"
Il cerimoniale dei Musgrave
I signori di Reigate
L'uomo deforme
Il paziente fisso
L'interprete greco
Il patto navale
Il problema finale

Il ritorno di Sherlock Holmes
L'avventura della casa vuota
L'avventura del costruttore di Norwood
L'avventura dei pupazzi ballerini
L'avventura del ciclista solitario
L'avventura della scuola del priorato
Black Peter
L'avventura di Charles Augustus Milverton
L'avventura dei sei napoleoni
L'avventura degli occhiali a pincenez d'oro
L'avventura della scomparsa del terzino
L'avventura di Abbey Grange
L'avventura della seconda macchia

L'ultimo saluto di Sherlock Holmes
L'avventura di Wisteria Lodge
L'avventura della scatola di cartone
L'avventura del cerchio rosso
L'avventura dei progetti Bruce-Partington
L'avventura del poliziotto morente
L'avventura di Lady Frances Carfax
L'avventura del piede del diavolo
Il suo ultimo saluto

Il taccuino di Sherlock Holmes
L'avventura del cliente illustre
L'avventura del soldato dal volto terreo
La pietra di Mazarino
L'avventura dei tre frontoni
L'avventura del vampiro del Sussex
L'avventura dei tre Garrideb
Il mistero del ponte di Thor
L'avventura dell'uomo carponi
L'avventura della criniera del leone
L'avventura dell'inquilina velata
L'avventura dello Shoscombe Old Place
L'avventura del fabbricante di colori a riposo

Oooooh Rust!

E non potevo non segnalarlo... ma lo saprete già in molti.
Comunque seguiamolo tutti insieme!

Enjoy Rusty Dogs!

giovedì 22 ottobre 2009

A Gospel of Dracula...

News, News!

Finalmente ho iniziato il tirocinio del Master...
Un gargoyle mi ha accolto sotto le sue pietrose ali gelide e scure come la notte in quel della Balduina.

Circondata da locandine di film storici come Dracula, libri che trasudano sangue e oscurità, sono approdata alla Gargyole Books, casa editrice specializzata in libri horror (trovate il link nella colonnina dei Siti Vari).

La Gargoyle è una piccola realtà editoriale, ma già ampiamente affermata, con un'impronta di carattere e precisa che mi sento caldamente di consigliare a tutti gli appassionati del genere e a chi vi si avvicina per la prima volta.
Sul sito trovate il catalogo e le novità di prossima pubblicazione.

Prima o poi comparirà anche il libro a cui sto lavorando...
Per ovvi motivi editoriali (ok, devo ancora chiedere se posso o non posso pubblicizzare la cosa) non rivelerò il titolo, almeno per ora.

Una grande opportunità comunque!

Stay Tuned!

Ele

lunedì 18 maggio 2009

Wayting for Metallica... !

L'estate si prospetta interessante...
Tolto il concerto dei METALLICA, 24 giugno al Palalottomatica, Roma ecco cosa ci riserva la Capitale...Eh sì, perché finalmente Roma si riprende un pò di Rock, che non fa mai male...

L'ippodromo Le Capannelle presenta questo!

5 LUGLIO: Testament/Kreator/Cathedral 
Ippodromo Le Capannelle, via Appia Nuova 1245

14 LUGLIO: The Killers/ Franz Ferdinand
Ippodromo Le Capannelle, via Appia Nuova 1245

15 LUGLIO: Motorhead
Ippodromo Le Capannelle, via Appia Nuova 1245
A conti fatti vorrei vederli tutti e tre... sì, lo so, sono ingorda!
A conti fatti i Motorhead li ho visti l'anno scorso al fantastico concerto dei Maiden a Roma...
A conti fatti i Testament e i Kreator li ho visti al Summer Day in Hell 2005... ma gli hanno quasi tolto la corrente per cacciarli dal palco...
A conti fatti i Killers e i Franz Ferdinand non li ho mai visti...

Cosa ne sarà di me?
Cosa ne sarà del sound?
Cosa ne sarà dei miei capelli?
Io verrò fatta prigioniera dalla follia musicale...
Il sound invaderà Roma...
E i miei capelli non verranno tagliati dopo il concerto dei Metallica ma andranno ben oltre...

Dannato Metallo!