domenica 20 febbraio 2011


stanotte mi hai ucciso
qualcosa è scivolato via
- disperso, smarrito -

e tu
così distante
non sentirai altro
- atterrito -

lucida follia
di notti insonni,
calpestate da piedi incerti

sei l'attimo che non si descrive
il gemito che non si vuol sentire
- qualcosa, di magico e ancestrale -

e scivolo lenta
foglia morta
verso l'abbraccio del silenzio.

venerdì 18 febbraio 2011

Chiamami quando muore il giorno
e la notte si fa culla
e lenta sorride
allargando la luna
in angoli proibiti
dove scappano amanti segreti,
di sorrisi nascosti
appassiti.

Chiamami quando sorge il mattino
e la notte s'è spenta
baciando lenta una sirena
sul finir della sera,
quando sciogliamo i legami
e dischiudiamo gli occhi
respirando il mondo
e nulla più.

- ti mangerò,
dentro
a fondo,
e berrò la tua anima
come succo carnoso
d'un corpo straniero
fino a saziare le mie carni
e a ritrovarti esanime
ai miei piedi
dove, ancora adesso, nascon segreti -


Divorami, allora,
e non lasciar nulla di me sulla strada,
che brandelli e frammenti io non veda
- macilenti rimasugli di giorni ormai spesi -
che ogni mio pezzo sparisca
e venga divorato,
sì,
divorato...
rapito
nel tuo famelico abbraccio.


Sono un ubriaco
che scrive dai margini del sonno,
aggrappato a lenzuoli di stelle stropicciate.
Sono un viaggiatore
che riposa al limitare del giorno,
disteso su letti di foglie e sudore.
Sono un sognatore
che piange sull'orlo del mondo,
avvinghiato tra dita inanellate di buio
- nessun sogno -


Sono un falso poeta
che grida la sua voce al canto del mattino,
disperso tra strade cancellate, dimenticate, smarrite...
Sono un falso canto
che risuona solitario in luoghi ameni,
abbracciato alla carne viva

- E ti entrerò sotto pelle
a mordere l'anima tua
ammantata di stelle
che tu neanche conosci -

martedì 15 febbraio 2011


Vorrei esplodere come una supernova
infrangermi sulla roccia come l'onda potente
resistere al tempo
vivere nel vento
gridare di vita e musica
essere tuono
silenzio

where is my mind...


ascolto.
un pensiero lento,
sa di sale e musica,
di fumo e argento.

- mi sfuggi,
come il giorno la notte,
come il vento al ramo
eppure...
eppure ci sfioriamo.


- respirami ancora,
non sai cosa nascondo,
non so cosa vivi
eppure...
eppure ci cerchiamo.

- non abbracciarmi,
no...
non ora,
nella tempesta cerco la via,
un porto incerto dove sbirciare
te,
così distante, così minuto.
mistero nel vuoto.

- non parlarmi,
no...
non adesso,
la musica è troppo alta,
e lei ascolta
silenziosa.

- ma oh, guardami
te ne prego,
ho sete di ignoto
ho sete di te

ascolto.
un pensiero veloce,
sa di sale e musica,
di fumo e di voce -
la tua
-

domenica 13 febbraio 2011

Di note, di notte e altre cose...

carne,
notturne movenze
sussulti accennati,
ricamati nel fumo
scivolano liquidi
scivolano rapidi



e mangi ogni brandello
stralci di luce...
e mordi ogni frammento
pezzi di buio...

note
albeggiano sulla testa
sonnecchiano incerte
appese a fili invisibili
respiri di un giorno appena sorto

martedì 8 febbraio 2011

Into the night

dita di nebbia
stendono fili sulla via.
la strada,
nera di buio e luci spente,
scivola inerte
attaccata a sospensioni artificiali.

laggiù,
nella distanza,
evanescente se ne va l'attimo,
il frammento di sguardo in cui mi perdo
e la notte diviene suono e solo quello.