lunedì 21 febbraio 2011

afferrerò il tuo cuore
- giocheremo fino a farci male -
sanguinerò dentro di te
- per te -
e non ci sarà sguardo che non diventi lama
e non ci sarà sorriso che non diventi di ghiaccio

ti avevo perduto
- lontano
nel tempo
nelle cose
dentro me -
ma tu mi hai afferrato
mi hai rapito
- ancora e ancora
ora come allora -
e sono solo carne e mente
nulla più

tu mi divorerai
mi ucciderai,
fino a farmi rinascere
- come la prima neve,
come la calma dopo la tempesta -
e allora io
sarò implacabile.

domenica 20 febbraio 2011


vorrei parole come pioggia,
fili d'erba che s'arrampicano e solleticano la mente
ma ho le mani vuote
e non sento più niente
e non sono più niente.

vorrei parole come coriandoli,
fiamme che volano in cielo e sorridono al giorno
ma ho la mente svuotata
e non so più niente
e non sono più niente


e sono bloccata,
in questo lento salire lassù,
da dove non vedrò altro che te
- irraggiungibile pensiero -
non ho più desiderio
ma sete,
e di parole vorrei saziare il momento,
l'attimo leggero in cui si compie un gesto
e resta quasi a mezz'aria,
lanterna nella notte
fiamma silenziosa
parola sospesa...

vorrei parole
per attaccarmi
a un altro giorno che muore

stanotte mi hai ucciso
qualcosa è scivolato via
- disperso, smarrito -

e tu
così distante
non sentirai altro
- atterrito -

lucida follia
di notti insonni,
calpestate da piedi incerti

sei l'attimo che non si descrive
il gemito che non si vuol sentire
- qualcosa, di magico e ancestrale -

e scivolo lenta
foglia morta
verso l'abbraccio del silenzio.

venerdì 18 febbraio 2011

Chiamami quando muore il giorno
e la notte si fa culla
e lenta sorride
allargando la luna
in angoli proibiti
dove scappano amanti segreti,
di sorrisi nascosti
appassiti.

Chiamami quando sorge il mattino
e la notte s'è spenta
baciando lenta una sirena
sul finir della sera,
quando sciogliamo i legami
e dischiudiamo gli occhi
respirando il mondo
e nulla più.

- ti mangerò,
dentro
a fondo,
e berrò la tua anima
come succo carnoso
d'un corpo straniero
fino a saziare le mie carni
e a ritrovarti esanime
ai miei piedi
dove, ancora adesso, nascon segreti -


Divorami, allora,
e non lasciar nulla di me sulla strada,
che brandelli e frammenti io non veda
- macilenti rimasugli di giorni ormai spesi -
che ogni mio pezzo sparisca
e venga divorato,
sì,
divorato...
rapito
nel tuo famelico abbraccio.


Sono un ubriaco
che scrive dai margini del sonno,
aggrappato a lenzuoli di stelle stropicciate.
Sono un viaggiatore
che riposa al limitare del giorno,
disteso su letti di foglie e sudore.
Sono un sognatore
che piange sull'orlo del mondo,
avvinghiato tra dita inanellate di buio
- nessun sogno -


Sono un falso poeta
che grida la sua voce al canto del mattino,
disperso tra strade cancellate, dimenticate, smarrite...
Sono un falso canto
che risuona solitario in luoghi ameni,
abbracciato alla carne viva

- E ti entrerò sotto pelle
a mordere l'anima tua
ammantata di stelle
che tu neanche conosci -

martedì 15 febbraio 2011


Vorrei esplodere come una supernova
infrangermi sulla roccia come l'onda potente
resistere al tempo
vivere nel vento
gridare di vita e musica
essere tuono
silenzio

where is my mind...


ascolto.
un pensiero lento,
sa di sale e musica,
di fumo e argento.

- mi sfuggi,
come il giorno la notte,
come il vento al ramo
eppure...
eppure ci sfioriamo.


- respirami ancora,
non sai cosa nascondo,
non so cosa vivi
eppure...
eppure ci cerchiamo.

- non abbracciarmi,
no...
non ora,
nella tempesta cerco la via,
un porto incerto dove sbirciare
te,
così distante, così minuto.
mistero nel vuoto.

- non parlarmi,
no...
non adesso,
la musica è troppo alta,
e lei ascolta
silenziosa.

- ma oh, guardami
te ne prego,
ho sete di ignoto
ho sete di te

ascolto.
un pensiero veloce,
sa di sale e musica,
di fumo e di voce -
la tua
-