martedì 17 maggio 2011

avvolgo il corpo nel tuo odore
morbida sensazione
mi si stende accanto,
occhi di notte
musica e parole
chiudo fuori il mondo
e mangio la tua carne.

le dita affondano nel momento
- pare infinito, ancora oggi,
al mattino -
e hai scacciato la mia paura
e hai aperto la mia anima...

le mie mani stringono le tue
desideri volteggiano tra noi,
sopra di noi,
ed è già mattino.

avvolgo il corpo nel tuo sapore
brivido pungente,
sconvolgente ricordo.
e la mia bocca avrà fame di te,
le mie mani ti vorranno
ancora
e ancora...
le mie mani ti stringeranno
- dita come lame,
il tocco un brivido lungo la tua schiena -

avvolgo il corpo nel tuo odore
sparso addosso
e le mie mani saranno sporche di te...

domenica 15 maggio 2011


ci sono muri che s'accalcano attorno, quando sembra che il respiro faccia fatica a diventare alito vitale. muraglie che si tingono di sospensione... del tempo, del suono, sospensione di noi.
scappare sarebbe la soluzione, ma poi ti volti, ti rigiri e osservi la vita immobile come un pensiero congelato - presente passato che importanza ha? - e allora ne direzioni e ne frammenti la superficie nella vaga speranza di trovare sollievo nel movimento.
ti fai tuono poi quiete, scandagli i ricordi e tendi all'ignoto che verrà; se sei fortunato fai nascere sorrisi, se sei meno fortunato riflessioni.

la strada è improvvisamente una corsia frastagliata di intenti e li afferri uno a uno, i piedi veloci, sollevati dal mondo... sollevati da te. e se senti di non aver seminato l'attimo di piombo che ti si pianta di tanto in tanto in mezzo al petto, perderai quota pur rimanendo in volo, perché in fondo siamo anime disperse, talvolta, separati da quella parte di spirito che fa la magia. siamo Pan, alla ricerca della sua ombra, rugiada sulla foglia, mela giù dall'albero, dita intrecciate, piedi nell'erba.
generatori di pensieri, sentimenti, reazioni, azioni, amori e delusioni, sorrisi e pianti.
noi siamo l'anima del mondo.

mercoledì 11 maggio 2011


come la pioggia prima che cada
vacillo sospesa
sull'intensione
- la tensione -
ascolto il rombo dentro
- roboante l'attimo,
infuocato il momento -
e mi faccio piena
per esplodere a prima sera
- sono una città bagnata d'intenti,
speranze e sentimenti.
una strada agghindata di silenzi
e sguardi nascosti,
dietro paraventi di finzione,
ammalianti luci nella notte.
ecco, entro in scena
scrosciante scivolio liquido
lungo la tua schiena -

come la pioggia prima che cada
il respiro segna la strada
e sono energia a perdere
e sono vita sparpagliata
tra le dita di questa notte stellata.

come la pioggia prima che cada
riempio il cielo
immobilizzo l'aria
e in un attimo mi sciacquo via ogni cosa
e in un attimo mi scivolo via da te.

come la pioggia prima che cada
ho il sapore dell'istante
e l'odore di cose che verranno,
come l'istante prima del bacio
come il lampo prima che cada
come il tuo sguardo prima del tuo sguardo.

come la pioggia prima che cada...


giovedì 28 aprile 2011

accendo una luce sulla notte.
è il mio spirito
che va ribelle per le strade della città,
ramingo di sensazioni...
pieno
come le vele, rigonfie del vento dell'immaginario.

- sei caldo morbido pensiero,
accoccolato ai piedi del letto,
abbracciato al cuscino.
sei furia scatenata
dolce e potente,
come l'attimo di follia.
e la mia pelle sa di te
della tua energia...
così niente mi ferma
niente mi imprigiona,
respiri intrecciati
al bagliore della luna -

ho sete di cose
e la strada ne offre a mazzi,
fiori di carta,
di ferro e lamiera.
treni e macchine che sfrecciano
inafferrabili
ineffabili,
come me.

- e all'ombra del silenzio
la città pare immobile,
sensuale con le sue luci deformanti,
ma i giganti silenziosi di cemento e ruggine
la sorvegliano da mille occhi,
mentre antiche e stanche pietre
riposano,
aspettando l'alba di un nuovo incanto -

mercoledì 20 aprile 2011

il richiamo è qualcosa di potente
quasi ancestrale
- non può che ferire,
far male -
e lo seguo come si fa con le chimere
perché ancora non son stanca
di sognare.

- braccia aperte
piedi per aria.
respiro il mondo
e aspetto che mi muova -

giovedì 7 aprile 2011

lucida follia,
mi trascina,
via, via...
da me
da te,
da tutto.
- muoio
e
rinasco
sul finir del giorno
al calar del buio -
e cammino sola
per strade non battute.

sabato 2 aprile 2011

Il mio corpo
è bruma al mattino,
alito di vento
sottile,
fragile.
Instabile come una lacrima,
lontano
come il pensiero di te.
- Eppure ti sento
Ti afferro stretto
e mi soffoco di dolore,
mi soffoco di te
del tuo odore -
Specchiarmi e non conoscermi,
non riconoscermi;
diversi soli son sorti
all'alba dei pensieri,
e mi hanno incatenato
ai pilastri dell'ignoto e del dubbio
- E perdersi in questo vuoto
chiassoso di attimi
significa smarrirsi,
smarrirsi dentro -