martedì 27 novembre 2007

La Battaglia di Alex. Capitolo Cinque (Prima Parte)

Sabato, ore 01.30

Qualcuno aveva finito i popcorn.
Qualcuno aveva finito la birra.
Qualcuno stava vomitando di brutto, nel bagno vicino alla camera di Linda.
La porta era aperta e un paio di scarpe da ginnastica consumate spuntavano fuori.
Il Ghiro allungò la testa per vedere chi era il poveraccio che pregava Dio solo a metà di una di quelle serate che sai quando cominciano ma non sai quando finiscono.
La figura piegata carponi non sembrava assomigliare a nessuno che conoscesse, così il Ghiro tirò dritto verso la cucina.
Un paio di minuti e i popcorn avrebbero cominciato a scoppiettare nel microonde.
Le birre, invece, stavano sul micro terrazzo, a prendere il fresco, perchè il frigo era pieno di super alcolici.

"Oh, bella."
"Ciao. Ma chi è che vomita in bagno?"
"Bho... io manco me ne ero accorta. Senti tra una paio di minuti riattacchiamo con un'altro film, che fai vieni?"
Il Ghiro guardò Linda con sguardo liquido, lei si stava versando una specie di intruglio, qualcosa tipo RedBull, Whiskey, e Cola. Sorrideva.
"Si. Finisco con i popcorn, stappo una birra e vengo di là."
"Okay, ma di birre prendine un paio. Dai, aspetta che ti dò una mano."
Il Ghiro spesso dormiva, era ovvio, ma questa volta era abbastanza sveglio per capire che Linda quando sarebbero tornati su quella sottospecie di divano arrangiato nel salotto si sarebbe seduta vicino a lui e che, altrettanto sicuramente, avrebbe poggiato la sua testolina mora sulla sua spalla ossuta proprio sulla scena clu del film.
Era sua.
Era sicuro.

Alex osservò il Ghiro e Linda rientrare nella sala; si capiva lontano un miglio che c'era una certa intesa, ma quello che non capiva era come facesse Linda ad apprezzare uno strano come il Ghiro. Comunque, non erano affari suoi e, dopotutto, lui era lì solo per parlare con Susy.
Ma Susy non c'era.
Mancava da quasi un'oretta, era uscita a comprare le sigarette con un'amica, una che non aveva mai visto, perchè Bea stava vomitando in bagno, o forse si era addormentata da qualche parte vicino al bagno.
Il film che stavano per vedere era un classico da vergognarsi, Arancia Meccanica, ma Alex, che ovviamente lo conosceva a memoria, non riusciva ad alzarsi dal divano perchè quello era il film che aveva scelto Susy... e la porta dell'ingresso si era appena aperta.
Susy e l'amica non meglio identificata erano tornate.

"Susy, dai che mettiamo Arancia. Sbrigati è il film che hai scelto tu."
"Eccomi eccomi, oh il distributore mi ha fregato i soldi, quindi niente resto!"
Alex la guardava dal basso mentre si sedeva vicino a lui. Non capiva come mai avesse scelto proprio quel film.
"Allora, Alex" gli disse lei sorridendo, "Visto? Ti ho pensato e anche se è un classico... l'ho scelto comunque."
"Be', che ti devo dire? Lo adoro. Lo sai."
"Si, lo so."
"Oh fatela finita che comincia e qua Bea non l'ha mai visto!"
"Voi intanto iniziate, io vado a prendere da bere."
"Ti dò una mano."
Alex s'era alzato svelto come un gatto e aveva seguito Susy in cucina.
Dal bagno arrivava un odore di vomito fresco.
Chiuse la porta.
"Oh, Susy ma stai qua?"
"Si si, solo che s'è fulminata la lampadina"
"Ah, attenta che c'è un casino di robba per terra."
"Apri il frigo che fa luce."
"Ti aiuto con la robba da bere."
"Sai una cosa?"
"No, cosa?"
"Io lo conosco a memoria quel film."
"Idem"
"Odio quelli che rispondono idem"
"Scusa"
"Prendi il rum."
"Niente rum."
"Allora una tequila."
"E a che brindiamo?"
"Chi dice che brindiamo?"
"No.. pensavo..."
Susy si avvicinò al frigo, prese la tequila e ne versò un pò nel bicchiere da shot.
"Allora, mi fai compagnia o no, gringo?"
"Ovvio, chica."
"Pff.. Ma falla finita."
"Insomma, non lo vediamo il film?"
"Ma non lo conoscevi a memoria?"
"Si, ma lo voglio vedere comunque."
"Io no."
"Allora perchè l'hai scelto?"
"Perchè anche se non lo vedo è come se lo avessi visto dato che l'ho già visto"
"Ah."
"Che fai, mi assecondi?"
"No no, figurati. Ho capito."
"Io credo di no."
"E che c'è da capire, sentiamo?"
"Guarda, lascia stare..."
"Io comunque non avrei scelto questo."
"E quale?"
"Bho, non so. Forse un classico dell'horror, se tanto ci dovevamo buttare sui classici.."
"Allora, magari, possiamo rimanere qui, chiacchierare fino alla fine di Arancia, finirci questa bottiglia di tequila, dire stronzate, e aspettare di mettere su un film horror. che ne dice sua signoria?"
"Dico che ci sto."
E così, mentre nella sala l'Alex in celluloide si divertiva a compiere efferati crimini, l'Alex reale si distruggeva il fegato insieme alla donna che gli stava distruggendo il cuore.
Poi, d'un tratto, finì la tequila.

lunedì 19 novembre 2007

La Battaglia di Alex. Capitolo Quattro (Seconda Parte)



Ore 18.00

Il Ghiro era già lì, Alex lo vedeva da un centinaio di metri, seduto sulla sedia di metallo fuori dallo Scacco. Cappottino sdrucito e un'aria da straccio per i pavimenti buttato da una parte con noncuranza.
Tutto come al solito.
Da lontano, Alex rallentò il passo per vedere se l'amico si girava, ma quello ciondolava una gamba alla Dylan Dog mentre infilava del tabacco nella pipa.
Che cosa gli avrebbe raccontato? Alex non s'era preparato un discorso; di solito lo faceva, a volte caricava anche i suoi racconti con particolari piccanti distorcendo la verità quel tanto che basta per renderla più interessante. Ma al Ghiro non si poteva mentire che se gli sfuggivano molti dei significati della vita, certe storie, raccontate come favole per i bambini davanti a un vodka martini, proprio non gli si potevano tener nascoste.
E poi, con i soliti cinque minuti di ritardo, sarebbe arrivato anche Rico.
E Rico l'aveva visto parlare con Susy, anche se si rotolava per terra ubriaco fradicio, l'aveva visto.

"Ciao."
"Ehilà, un tiro?"
"La pipa non mi piace. La fumava mio nonno."
"E immagino che non ti piace perchè non ti piaceva tuo nonno!"
"No. Mio nonno era uno ok. E la pipa, a lui, gli stava proprio bene tra le mani."
"Sarà... Allora, cos'è 'sta storia dell'appuntamento anticipato?"
"C'è che tra una mezza deve passare la coinquilina di Susy a riprendersi una giacca che s'è dimenticata da Chicca. Giacca di cui si da il caso io sia in possesso."
"E mi dica, signor Sherlock, ritiene queste motivazioni sufficenti per rispondere alla mia domanda oppure c'è dell'altro che vorrebbe aggiungere?"
"Falla finita."
"E dai, non rompere! è che 'sti giorni stavo rileggendo Doyle..."
"C'è altro. Da dove comincio cazzo?"
"In principio fu il verbo... Era così più o meno, no?"
"Bho, mi pare."

E Alex, mentre Rico gli mandava messaggi per scusarsi dicendo che si sarebbe venuto sicuro, ma che no, prima delle 18.30, il che voleva dire le 18.35, non sarebbe stato lì, Alex cominciò a raccontare.

"Bhè, non c'è molto da dire, sai. Susy non s'era vista quasi per tutta la sera. Vengo a sapere da Chicca che era fuori con uno, manco ti sto a dire chi, tanto non è questo l'importante. Il fatto è che mi ci sono incazzato, sì', perchè ero a casa di Chicca solo per lei e lei cosa fa?Esce e si ubriaca con 'sto tipo..."
"E vabbhè, comunque poi che è successo? Rico mi ha mezzo anticipato che vi ha visto insieme!"
"Rico si deve fare i cazzi suoi!"
"Oh, Alexbello, Rico è amico tuo da una vita. E poi gliel'ho estorto..che lo so che a 'ste feste qualcosa succede sempre. Dai, vai avanti."
"Si. Insomma, ero lì buttato da una parte e poi eccola che entra nella stanza, capelli sciolti birra in mano...una fica pazzesca."
"Mah, se lo dici tu."
"Ma zittati va'. Insomma, lei entra nella cazzo di stanza e ovviamente manco mi vede oppure fa finta. Io però ci provo lo stesso. Così ci salutiamo e poi bam..."
"Bam che?"
"No, che cominciamo a parlare. Non mi ricordo proprio benissimo di cosa o da dove abbiamo cominciato, però abbiamo parlato per mezzora di fila e quando era l'ora che andasse via si vedeva eccome che non le andava mica!"
"Ma scusa, ma di che avete parlato? E poi, come cazzo è possibile che sua altezza ti abbia concesso mezzora del suo tempo."
"Rispondo alla seconda: la birra fa miracoli. Aveva bevuto un po', e sembrava in vena di chiacchiere, quindi, e qui rispondo alla prima, abbiamo cominciato a parlare prima della casa di Chicca."
"E questo ci sta."
"Ci sta. Poi non so come siamo finiti a parlare di qualche prof. e poi su qualche autore. E la sai una cosa?"
"No."
"Bhè, l'ho trovata una conversazione strana. Voglio dire, non tanto per gli argomenti, che poi io lo sai, Ghiro, tu mi conosci, alla fine faccio il duro, ma poi quando mi va ci ragiono anche normale sulle cose..."
"Si vabbhè. Dicevi?"
"Eh, si, dicevo, una conversazione strana perchè non mi sono innervosito, non ho sudato come quando c'avevo quindici anni, e non ho manco provato l'impulso animale di saltarle addosso e basta. Hai capito che robba? Eravamo come solo io e lei, anche se c'era Rico che si rotolava a due metri. Io e lei. Bho.."
"Bho che?"
"Bho che mi sa tanto che, amici a parte, lei forse è uno dei pochi esseri umani dell'altro sesso con cui ho parlato senza cazzeggiare. Tipo...tipo una delle conversazioni più interesasnti, tranquille e insieme assurde che mi sia mai capitata. Una ficata pazzesca."
"Ahahaha. Jesus!"
"Mbhè? Perchè ridi? Per una volta che faccio il serio...Lo sai che con te faccio il serio."
"Lo so, per questo rido. Io ho visto quello che tu ancora non hai capito...o meglio che non hai visto..."
Alex si gira e a pochi metri ecco comparire Susy con l'inseparabile coinquilina.

"Ehi! Siamo qui!"
"Ah, ciao. Dai Su, andiamo vah."
"Vai te, io mi prendo una cosa."
"Ciao, io sono Alex. Chicca mi ha dato la tua giacca."
"Si si, mi ha spiegato tutto. Oh, grazie mille eh!"
"Figurati"
"Mmm, senti, ma te e l'amico tuo, c'avete impegni domani sera?"
"Maaa, il sabato di norma è una serata jolly. Perchè?"
"No c'è che avrei organizzato una maratona di film..."
"Che film?"
"Mah, alcuni già decisi, altri potete proporli voi..Il tema in teoria ancora non c'è...Se volete, portate quello che vi pare. Tanto, l'indirizzo lo sai. Alle 22. Se vi va passate, ok?"
"Si vedrà, grazie!"
Alex aveva visto Susy scambiare due chiacchiere con l'amica, poi Linda, l'amica, era andata in bagno e Alex aveva colto l'occasione al volo.

"Ciao.."
"Ah, Alex. Ciao!"
"Allora, come va?"
"Bene. Quel tuo amico s'è ripreso dopo ieri notte?"
"Eh, si si, tutto appostissimo. E tu, tutto bene?"
"Non c'è male. Allora, bella chiacchierata eh!?"
"Già, mi ha fatto piacere. Se vuoi possiamo replicare anche subito.."
"No, guarda. Ora ho da fare, dobbiamo organizzare tutto per domani sera.."
"Già, immagino. Oh, comunque io ci sono eh!Contaci."
"Come vuoi, alla fine anche io..cioè noi... si insomma Linda s'è decisa all'ultimo..."
"No ma figurati ci sono eccome!"
"Bhe, pensavo sai è sabato magari avevi da fare..."
"IO? No, e poi adoro le cose di film.."
"Maratone."
"Quelle."
"Bhe, allora..ci si vede domani."
"Contaci!"
"Cia'"

Susy si allontanò come Mary Poppins, sollevata dalla brezza leggera e dalle foglie del viale che giravano in un turbinio di scricchiolii.
Alex era incredibilmente serio.
Quell'ultimo saluto, quello scambio di battute..quella cazzata sulla maratona dei film...
Ancora una volta, mentre la luce del lampione urlava al viale la sua artificialità e Baudelaire dall'alto dei suoi paradisi artificiali gli tornava alla mente e lo derideva, Alex si rese conto che quella non era davvero la solita settimana.
Quella...era solo un ricordo.

domenica 11 novembre 2007



Prima notizia: scopro con sorpresa che il mio piccolo blog è stato segnalato sul sito di MALATEMPORA.
Ringrazio i ragazzi del sito per le belle parole, speriamo portino fortuna!

Seconda notizia: ho il pc sfondato quindi non so quanto potrò riaggiornare il blog e andare avanti con La battaglia di Alex.

martedì 6 novembre 2007

La battaglia di Alex. Capitolo Quattro (Parte Prima)

Venerdì ore 10.00

La lezione era di quelle da coma irreversibile, e Alex, come al solito, sonnecchiava scarabocchiando sul quaderno degli appunti aspettando il momento per tirare fuori uno di quei libri che s'era imposto di leggere per l'allenamento. Quel giorno gli toccava finirsi Orgoglio e Pregiudizio e non riusciva a capire, nonostante la storia fosse abbastanza scontata,perchè le parole di quella cinica scrittrice lo continuassero a tenere incollato alla pagina.Così, si perse nelle ultime 50 pagine, sfogliando e sbadigliando al mattino che avanzava lento tra le finestre della classe mezza vuota.

Venerdì ore 14.30

Anche quel pomeriggio il pranzo era stato pessimo:
-un tramezzino
-un pezzo di pizza
-una birretta con i compagni di corso
La lezione, invece, era una delle sue preferite, "Il romanticismo inglese dal verso al dipinto". Anche se poteva sembrare palloso, il corso affrontava temi interessanti e il professore cercava collegamenti con la pittura. Alex non ci capiva un tubo di pittura, ma amava invece quei versi pieni di realtà e mistero, affumicati dalla vita sregolata dei poeti e, ne era certo, dal piacere delle belle donne. L'unica cosa che non capiva era perchè si parlasse davvero poco di Blake, quando poi era da lì che partiva quasi tutto.
Quel pomeriggio, tuttavia, Alex era impegnato in altri pensieri ed esplorava mondi e vite alternative in attesa del solito appuntamento per l'aperitivo allo Scacco.
Che diavolo avrebbe raccontato agli amici della sua chiacchierata con Susy? Sapeva che non poteva inventare cazzate; Rico, anche se era ubriaco, li aveva visti insieme e sapeva che la serata, per Alex, s'era assottigliata in quei trenta minuti di chiacchiere.
Così, pensò, non avrebbe avuto scelta, doveva raccontare la verità nient'altro che la verità, ma dopotutto si rese improvvisamente conto che quella storia da rimorchio notturno sarebbe stata l'unica diversa e che forse quel pomeriggio i suoi compari l'avrebbero ascoltato come le vecchiette ascoltavano i preti alla messa in latino tanti tanti anni prima.

Finita la lezione, però, squillò il cellulare e Alex si ritrovò catapultato in una di quelle realtà alternative dove scopri che esiste un altro te completamente diverso.
Al telefono era Chicca.

"Alex, sei te?"
"Si, ma chi è?"
"Chicca. Bhè senti, a casa mia ho trovato una giacca."
"E allora?Io non avevo la giacca ieri..."
"Scemo, guarda che non è tua."
"E da me allora che vuoi?Ma poi il numero chi te l'ha dato?"
"Me l'ha dato Stew, l'ho incontrato stamattina.Senti, dopo che ti spiego perchè ti chiamo mi dovrai un favore.."
"T'ho già detto che non mi va di uscire con te..."
"Ma fossi scema!Ieri scherzavo, ero solo un po' brilla.Dicevo, la giacca credo sia della coinquilina di Susy, com'è che si chiama?"
"Bho non lo so..Ma io che c'entro?"
"Vabbhè, è che m'ha chiamato per riprendersela ma io sono fuori tutto il giorno, così pensavo che siccome conosci Susy magari potevi riportargliela tu."
"Io?Ma io la cazzo di coinquilina di Susy non la conosco.."
"No, lo so, però conosci Susy. Dai fammi sto favore..ti lascio il cellulare di questa tizia e vi mettete daccordo."
"No senti, non c'ho soldi, lasciagli il mio e mi chiamasse lei. Io dalle 18.30 sono allo Scacco, se mi vuole sono lì.Guarda tu che palle..."
"Ma sei scemo o cosa? Voglio dire, guarda che lei e Susy girano sempre insieme..se non te ne sei accorto ti sto facendo un favore.."
"Mmm, si vabbhè, dai scusa, poi ti offro un caffè eh. Adesso passa a casa da me che mi dai sta giacca e la facciamo finita."
"Ma il caffè me lo offri dopo una cena?"
"Oh, adesso non esagerare..Ci becchiamo tra una mezz'ora."

Alex rimase a guardare il cellulare, intontito.
Dover fare un favore a Chicca lo scocciava, perchè era universalmente risaputo che Chicca ti si attaccava come la gomma da masticare sui capelli, però era vero, gli stava dando l'opportunità, la vaga speranza, di rivedere Susy a meno di ventiquattr'ore dall'ultimo incontro.
Afferrò lo zaino e in fretta e furia si precipitò a casa, cercando di salvare il salvabile.
Programma del pomeriggio:
-mettere apposto la stanza
-farsi una doccia
-chiamare il Ghiro e confermare la punta, anzi no, gli sarebbe servita una mezz'ora in più per raccontargli tutto.

Prossima meta:
Lo Scacco ore 18.00

martedì 30 ottobre 2007

La battaglia di Alex. Capitolo Tre (Seconda Parte)

Giovedì, un'ora imprecisata della notte..

La festa non era niente male, dopotutto. Essere invitati ufficialmente aveva i suoi vantaggi, per cominciare potevi bere senza preoccuparti che qualcuno si ricordasse che tu lì non dovevi starci, poi potevi chiacchierare con tutti, senza dover evitare il padrone di casa.
Mentre i compari di Alex si aggiravano nel salottino, Alex cercava Susy.Qualche ora prima l'aveva vista entrare, stranamente sola, e prendersi una birra dal frigo di Chicca, poi però l'aveva persa di vista.

"Ehilà, Chicca!Come andiamo?Hai mica visto Susy?"
"Alex! Alla fine siete venuti eh!Forte!"
"Eh si, bhè sai mi sono liberato da un paio di impegni...Ma Susy l'hai vista?"
"Me l'immagino di quali impegni stai parlando, ma se vuoi ci si può impegnare io e te...", Chicca aveva decisamente bevuto troppo.
Normalmente Alex non avrebbe potuto chiedere di meglio, del fisico non gliene fregava niente, quando trovi una porta aperta entri e basta. Ma Alex quella sera usava le chiavi di un'altra porta.
"Oh, Chicca, me lo dici o no dove cavolo sta Susy?"
"Oh, rilassati!"
"Senti, dimmi dove sta Susy e poi forse tra un milione di anni te lo darò anche..."
"Idiota! Comunque, Susy è uscita con Danny a prendere credo birra e sigarette.Tanto comunque è inutile che ci provi."
"Ma stai zitta!"

Alex era seduto su un divanetto, Susy era fuori da parecchio e lui già si immaginava questo Danny, di cui non ricordava nulla tranne il fatto che lo odiava. La gente aveva cominciato a dormire per terra, qualcuno era tornato a casa, certi erano saliti sulla terrazza del condominio non si sa a fare cosa. Poi arrivò lei.
Susy aveva un paio di jeans mezzi rotti, una maglietta nera che risaltava il rosso dei capelli. In mano reggeva una birra.
Era il momento perfetto, lei veniva verso di lui, anche se, in effetti, non lo aveva affatto notato.

"Ciao, Susy!"
"Alex", gli rispose un po' fredda, ma con quel filo di voce di chi ha bevuto abbastanza.
"Allora, che festa eh!?"
"Non saprei, sono stata fuori con Danny, hai presente?"
"Ma certo, Danny..."
"Quello che fa il terzo di dottorato. Vabbhè.."
"Ma adesso stai da sola?"
"Ti sembra che ci sia qualcuno con me?"
"No infatti. Stai sola."
"Cioè, mi stai dicendo che sono troppo pallosa per avere compagnia! Bhe, ti ringrazio. E io che pensavo che dopo la figuraccia con Baudelaire almeno avessi capito quando aprire bocca..Vabbhè, ti saluto."
Baudelaire lo perseguitava ancora, dannazione!
"No, ma guarda che hai capito male! Anzi, per la verità mi stavo offrendo di farti compagnia..e magari vedere se riesco a salvarmi dagli errori del passato...Che ne dici?"
Susy si voltò lentamente, le labbra carnose poggiate sulla pottiglia di birra; ne bevve un sorso, poi all'improvviso:
"Ok. Lo sapevo che prima o poi ne avremmo riparlato. Però io tra mezzora devo andare a casa, e no, non mi puoi accompagnare."
"Bhe, ok, allora. Perfetto."

Mezzora dopo.

Susy guardò l'ora sul cellulare color pisello e decise che quella sera avrebbe interpretato la parte di Cenerentola scappando via.
Ma, come per quella gran culo di Cenerentola, anche lei, stranamente s'era divertita e aveva passato una buona serata.
Tuttavia Alex, che si alzò per salutarla mentre lei raccoglieva le sue cose,non poteva sapere cosa stesse pensando quella cretura tanto graziosa, così quando arrivò il momento di riportare Rico a casa prima che spargesse vomito sulle pareti di casa di Chicca, Alex si sentì vagamente triste e la sensazione di aver fatto un'altro buco nell'acqua cominciò a infastidirlo e a farsi sempre più vivida nella sua mente.
Quelle ultime ore della notte, poi, non passaro affatto bene.
Alex, come tutti e come sempre a queste feste, aveva finito col bere troppo e mentre stava sdraiato sul letto, la stanza si trasformò in una minuscola barca in balia del mare.
L'unica ancora di salvezza per superare le prime ore dell'alba fu l'immagine di Susy seduta a chiacchierare con lui. Non era stato per caso, o meglio, se anche era successo solo perchè era ubriaca, di certo non era casuale quell'ultima frase con cui l'aveva salutato...
"Allora ciao, ci vediamo a lezione...magari poi, non so, un'altra chiacchierata o sarai impegnato con la solita ragazza di turno...?"
E Alex, all'improvviso, mentre abbracciava la tazza del cesso, si rese conto che mai più sarebbe uscito con un'altra ragazza e che mai, e poi mai avrebbe più mangiato messicano prima di una festa a base di solo alchool.

martedì 23 ottobre 2007

La battaglia di Alex. Capitolo Tre (Prima Parte)

Giovedì ore 9.00

Alex si alzò barcollando dal letto.
Normalmente si sarebbe alzato solo nel tardo pomeriggio, ma, com'era chiaro dalla serata prima, questa non era una settimana come le altre.
Qualcuno, con ogni probabilità Rico, aveva programmato la sveglia per il giorno dopo.
Alex, assonnato ma abbastanza incazzato da poter ragionare sui fatti, cercava di riaddormentarsi quando, mentre metteva la sveglia sotto il cuscino, gli cadde l'occhio su quei libri che s'era procurato per portare a termine il suo piano e che ora lo fissavano dal comodino lì a fianco.
'Bhè, dopotutto visto che sono mezzo sveglio, potrei anche impegnarmi...In fondo i miei amici hanno ragione, il vecchio trucco non funzionerà mai con Susy.'
La colazione era qualcosa che nei giovedì mattina di Alex non era mai esistita, e infatti, a parte una bustina di tè vecchia di mesi, in casa non c'era niente di commestibile. Così Alex scese al bar, salutò la barista che s'era rimorchiato tempo prima e con il suo tazzone di tè si mise a leggere.
Era strano passare la giornata seduti a un tavolo, veder passare le persone e sentirsi completamente distaccati dal mondo; immerso com'era nelle sue letture, Alex si sentì stranamente a suo agio, tranquillo e con la sensazione di fare la cosa giusta.
La telefonata con mamma Clara fu l'unica cosa di quella giornata che non cambiò affatto, se si esclude che questa volta il telefono venne preventivamente poggiato su un ripiano sicuro in modo da non cadere.

Verso l'ora di cena lo chiamò il Ghiro annunciandogli di tenersi libero per la serata.
"Guarda che lo so che è giovedì..senti, ma a casa di chi ci becchiamo stavolta?"
"No, vedi che non sai un cazzo!!Ma non t'hanno avvertito Rico e Stew?"
"Certo che mi hanno avvertito..questo infatti è proprio il tono di uno che sa cosa sta succedendo!Cretino!"
"Uffa, quei bastardi, e meno male che t'ho chiamato per gli appunti, sennò sai che fine facevi stasera!!Comunque, stasera, caro mio, siamo invitati a una festa a casa di Chicca, quella del secondo anno.Biondina, occhi chiari..gran culo!"
"Come una festa?E perchè?Io sta Chicca manco me la ricordo.."
"Questo perchè tu a lezione il venerdì mattina dormi"
"Bhe cosa dovrei fare?Prendere appunti?"
"No, guardare il culo di Chicca!Che, se non lo sai, è universalmente riconosciuto come il più bel paio di chiappe che mai abbia incantato e deliziato noi poveri mortali!"
"Si, vabbhè. Ma sta festa per che motivo la fa?E poi dove?"
"Il motivo non lo so, credo perchè ha l'appartamento libero. Sai che sta con due coinquiline pallosissime?!Bhe a quanto ne so le mummie sono partite e lei ha casa libera per qualche giorno."
"Si, ma noi,dico..cioè, come ci siamo finiti a essere invitati?Di solito non ci imbuchiamo?"
"Regolare!Ma questa volta siamo invitati a tutti gli effetti. E la cosa più importante sai qual'è?La cosa più importante è che ci sarà anche una certa Susy!Adesso che mi dici, sei dei nostri?"
"Come c'è Susy?Ma chi te l'ha detto?Certo che ci sono!Oddio...però..Merda e che le dico?"
"Ehi amico, tu intanto pensa a portare il tuo culo pesante a casa mia per le dieci e mezza, compra qualche birra e poi pensiamo alla strategia migliore!"
"Ok, a dopo!"
La notizia era insieme terribile e eccezionale; non vedeva Susy da lunedì e già s'era immaginato come avrebbe fatto per sparare il primo colpo. Certo non era preparato al massimo, ma c'era ancora tempo e poi, dopotutto, mica doveva provarci subito.
No.
Prima l'avrebbe avvicinata cercando di non fare battute idiote e facendo in modo che lei non lo odiasse. Se riusciva a parlarci da solo per almeno una mezzora, venti minuti, sicuramente la prossima volta avrebbe avuto più opportunità.
Appunti per la serata:
-maglietta dei Clash da lavare
-finire di leggere il libro di storia della letteratura
-MAI, e poi MAI menzionare le seguenti cose:
a)i poeti moderni
b)Baudelaire o qualsiasi riferimento a quell'infausto episodio che l'aveva portato all'attuale disperata situazione
c)qualsiasi altra stronzata che di solito gli usciva dalla bocca.

giovedì 18 ottobre 2007

La battaglia di Alex. Capitolo Due.

La settimana tipo era cominciata, e niente avrebbe potuto invertire il corso di quei giorni ormai immutati da due anni.
Niente.
O quasi.

La Settimana di Alex:
-Lunedì: lezione la mattina. Sparare una serie di stronzate in classe sperando nella clemenza divina il giorno dell'esame. Era più forte di lui!
-Martedì: lezione il pomeriggio. Palestra la sera. Canna prima di andare a dormire.Fondamentalmente un giorno vuoto.
-Mercoledì: niente lezione. Riunione serale con gli amici. Chiacchiere e bevute.
-Giovedì: fotocopia del giorno precedente, salvo per la fatidica telefonata a mamma Clara. (Note alla telefonata: Ricordarsi di appoggiare la cornetta del telefono in modo che non cada, altrimenti mamma Clara sente il rumore e capisce che ho "abbandonato la discussione".)
-Venerdì: lezione mattina e primo pomeriggio. Giornataccia! A casa, ripulire il lerciume per sabato e comprare scatola di preservativi. Aperitivo. Appuntamento allo Scacco ore 18.30
-Sabato: rientro dall'aperitivo del giorno prima. Lunga dormita. Punta con gli amici. Se capita una a scelta tra le seguenti attività: a)discoteca, b)pub, c)cinema,d)rimorchiare una o più tipe e portarsela a casa.
-Domenica: nessuna attività cerebrale registrabile.

Martedì pomeriggio ore 18.30
Alex aveva aspettato Gigio un po' troppo per i suoi gusti, ma alla fine era riuscito a strappargli un po' più erba del solito. A casa non c'era nessuno, così dopo la palestra si sarebbe fumato il suo spino in santa pace. Magari avrebbe pensato all'assistente. Magari no.
Quand'era arrivato quasi alla fine e il fumo aleggiava vivo nella stanza, Alex si sentì addosso una sensazione che prima non aveva mai provato. Era vagamente triste, riflessivo forse. Allora, visto che il sonno l'aveva messo in standby, si mise a leggere. Doveva ripassare Baudelaire, il giorno dopo era Mercoledì, c'era la riunione.

Mercoledì sera sera ore 20.00
Casa di Rico era sempre il posto migliore per le rimpatriate perchè lui ormai viveva con la sorella. E perchè la sorella si portava a casa delle amiche da togliere il fiato quanto i pantaloni.
La cena consisteva solitamente in pizza e birra.
In alternativa solo birra.
Il momento topico di quegli incontri non si svolgeva a tavola. Capitava spesso che, quando il tasso alcolico poteva stendere un gigante, il gruppetto si mettesse a farneticare di assurdità. E questa era una di quelle sere.
Alex aveva cominciato ad andare fuori di giri verso l'una, cercando di usare come cavatappi un temperino di metallo.

"Oh cacchio..ma se ci infilo il dito, cioè, secondo voi che succede?"
"Sai dove lo devi infilare quel dito del cazzo?Lo sai o no?" Rico cominciava a sfottere Alex, il suo sport preferito da quando erano piccoli.
"Ragazzi, a proposito di dita...anzi, di mani", Stew si alzò in piedi con la bottiglia mezza vuota, "Ma voi, quando scopate, con quale mano toccate le chiappe?"
Alex lo guardò interrogativo. "Non capisco cosa intendi..voglio dire.."
"Ehi, io le chiappe non me le tocco!"
"No Rico, Stew voleva dire con quale mani agganci il culo della fortunata di turno. Giusto Stew?"
"Si, credo che più o meno volevo dire quello. Bravo Ghiro!" Stew s'avvicinò al Ghiro,sdraiato sul letto a fumare una sigaretta, e gli diede una pacca sulla spalla.
"Bhe, io..io non ci ho mai pensato. Ma perchè, cambia qualcosa?" Alex era deciso a capirne di più.
"Come? No, se cambia qualcosa e viene fuori che ho usato per anni la mano sbagliata..." Rico era diventato di un colore strano.

Ore 3.00
"Bha, secondo me, comunque, la devi smettere di usare il vecchio trucco.."
"Ma guarda che non è un trucco."
"Vabbhè, Alex, ma si vede che non funziona più, trucco o no che sia.."
"No senti, la scorsa settimana ha funzionato e io credo che forse.."
"Ah, la scorsa settimana!! Bhe, chi era la vittima?La conosciamo?"
"No, non la conoscete. è una che lavora al bar sotto casa."
"Cioè, ti sei rimorchiato la barista?Ah cavolo, sei messo male!"
"Ma perchè, che c'hanno le bariste che non va?"Rico non capiva.
"Bhe, Rico, se il caro Alex vuole dimostrare a se stesso e a noi che il vecchio trucco funziona ancora, è ovvio che non può provarci con una barista..!" Il Ghiro si risvegliò in quel momento dal coma. "E sai perchè non può farlo?"
"Senti non farmi giochetti che ci metto un secondo a mandarti in orbita!"
"Non può farlo perchè è ovviamente ovvio che una barista a cui parli del caro Baudelaire si senta affascinata da parole che mai aveva sentito prima e che quindi ti apra il portone con più facilità e senza farlo cigolare!"
"Aspetta, vuoi dire che Alex usa lubrificante per portoni?Cazzo mi fai confondere!"
"Seriamente, io credo che funzioni ancora. Comunque, anche se fosse è inutile, perchè con Susy non funziona, e non ha funzionato! Devo trovare un'altro modo.."
La discussione proseguì animatamente e mentre Rico sprofondava nel sonno più profondo, il Ghiro prendeva dava ripetizioni a Stew, facendogli vedere esattamente come doveva essere praticato il vecchio trucco.
Alex, invece, stava lì, a guardare quei suoi amici che non avevano problemi e che felici lo inondavano di birra per alleviargli le pene.
Ma, come diceva sempre il Ghiro, le cose se non vanno dritte vanno di lato, quindi lui doveva solo fare in modo che cambiassero tragitto.
E così avrebbe fatto.

Era ovvio, quindi, che quella non sarebbe affatto stata la settimana tipo che si aspettavano.