lunedì 20 luglio 2009

Man on the Moon.

Shine è un poeta, per nome, per caso, forse un profeta.
Del giorno sa che rumoreggia di vita e cose, della notte conosce la tristezza della parola.
Sta lì, sveglio a far del vento un filo di seta, intesse mondi e poi li spreca sulla rete invisibile che ci collega.
Sa di frutta e di fresco,la notte, un gelido rintocco. Allora ne sorseggia il succo, la notte poi si fa insidiosa ed eccola che addosso a lui riposa.
Sa di malia e vento, di sogni e pensieri. E lui lì, a cogliere i frammenti dei dormienti.
Sa di sensualità e passione, di occhi e bocche. Allora Shine risplende e fa luce, intreccia cose e gente, luoghi e sentimenti, frasi non dette, frasi spezzate, lasciate a metà e donate al vento. Lui le coglie e ne fa il suo turbamento, poi lo piange fuori e lo dona al mondo.
E la notte glien'è grata, perché Shine il poeta la spoglia del manto di velluto ormai consunto e la fa bella come luce di notte.
Shine è un poeta, per nome, per caso, forse un profeta.
Del giorno sa che ci vive, della notte sa che ne fa parte.
Sì copre di strali e ne fa culla.
L'amico perduto...

Antonio aveva un tesoro ma non di quelli che trovi sotto l'arcobaleno, un gioiello di meccanica e altro che sferraglia a più non posso. Sfrecciava piano, ma ad Antonio sembrava volasse, sulle strade sterrate o che so io, le discese ardite e le risalite, ma poi no, niente deserto.
Ad aspettarli c'erano quasi sempre luci e voci e cose e sensazioni, e Antonio le passava in rassegna piano ogni volta che montava in sella al suo destriero, bianco nero grigio bigio, non importa, quel che conta è la meta, è la corsa.
La corsa.
E corre corre, la locomotiva, sembra quasi cosa viva; e Antonio lo sapeva, lo sentiva. Lo sferragliare era musica per lui, e le dimensioni non contavano, la potenza nemmeno, ma l'affetto quello sì. Non era una moto 10hp, non era cromato, ma lo zip lo portava dove voleva, uomo sulla luna.
Poi, un giorno, il decollo andò male; l'odiatoamato sferragliare non si fece più sentire, al suo posto la luna sveglio le stelle e la camminata, Antonio, se la sentì sotto la pelle.


Shout...

Chiara stasera ha una luce nuova sul viso, quell'imbrunire d'estate che ti apre un sorriso.
E' lì, pronta, sigaretta e borsetta, vestiti comodi e scarpe impolverate.
Di lato, il viso, nasconde una verità appena scoperta, l'aria poi fa il resto, e quando si alzano le prime note la guardi e lo sai che ha un mondo in testa.
E' il suo, l'ha mangiato prima di uscire, di corsa, che la vita è breve e va giù liscia.
Rigira distratta la bionda tra le dita, lei che è rossa fuoco e che della vita ne sa poco; allarga lo sguardo e non vede niente, anche se c'è pieno di gente.
Chiara stasera ha perso qualcosa, l'amore diceva qualcuno, la testa dice la madre, così invece di scacciar via tutti è lei a scappare, corri bimba corri.
E la strada scivola liquida sotto le ruote, mangia chilometri a suon di note; la luce si fa scura e la notte no, non le fa paura. Perché Chiara s'avvolge nel momento, lo guarda, lo ama, e se lo prende. Lei, che della vita ha letto poco e della morte nulla, ora è là, sirena distesa nel buio tra tanta gente che grida.
Shout, shout, Ready or not...
E lei ancora non lo sa che non è pronta, ma la notte no, e la luna assassina la fa brillare suadente come un fiore distante.
E Chiara sogna, Shout, Shout, Ready or not...
Ed è subito mattina.
M'hanno tolto pure le parole...
Non voglio giustificare la mia quasi assenza dal blog...
Non voglio dire nemmeno che non scriverò ancora...

Ma mi hanno tolto le parole... oltre che altro...
So incazzata, accaldata, un filino stressata e mortificata, nonché in lontananza (molto in lontananza) vedo l'orlo della depressione da un lato e quello del non ottener nulla dall'altro, nel mezzo nebbia che pian piano si diraderà...

Grazie, belle sensazioni!
Permettete? Un applauso alla Magic.

E scusate lo sfogo.

venerdì 3 luglio 2009

Double Duce...
Lo scorso 28 giugno (se non vado errato) è uscito il secondo volume di Universo DC Robin. Anche questa mia traduzione risale a qualche tempo fa. Ancora Gotham, ancora Batman, ancora Robin, il terzo è ovvio! :D L'energico Tim Drake si trova alle prese con una quantita davvero incredibile di problemi e problematiche. La famiglia, la scuola, i primi amori e la sua doppia vita, da ragazzo normale e da supereroe mascherato. Il tutto contorniato da altri personaggi come la Cacciatrice, Due Facce, eccetera eccetera... Non rivelo di più, anche perché sarebbe complicato da riassumere! E quindi, cari miei, compratelo e leggetelo! Al prossimo volume!

mercoledì 24 giugno 2009

THE FOUR HORSEMEN!!!

Non aggiungo altro....
Posterò qualche foto.
Intanto due parole, partiamo dalla Scaletta.
1) That Was Just Your Life
2) The End Of The Line
3) Creeping Death
4) Of Wolf And Man
5) One
6) Broken, Beat And Scarred
7) Cyanide
8) Sad But True
9) No Leaf Clover
10) The Judas Kiss
11) The Day That Never Comes
12) Master of Puppets
13) Dyers Eve
14) Nothing Else Matters
15) Enter Sandman
16) Stone Cold Crazy
17) Phantom Lord
18) Seek & Destroy

Va detto innanzitutto che l'apertura, davvero calda e spettacolare come luci, atmosfere e tutto il resto, è stata il solito omaggio a Ennio Morricone che ci piace e, perché no, ci sta davvero davvero benissimo. Ma veniamo a noi.
La scaletta non è stata delle più folli, non di quelle da strapparsi i capelli (cosa che un vero Metallaro non farebbe mai!), e nemmeno di quelle da uscire con preoccupanti dolori alle gambe, al collo e via dicendo. Non mi ha deluso affatto, il concerto è stato di una potenza immaginabile eppure stupefacente. Il palco, loro e tutto il Palalottomatica (che, precisiamolo, ieri sera era davvero pieno come un uovo) sembravano pulsare sotto i colpi di batteria, basso, chitarra, voce e dall'incredibile energia e passione sprigionata davvero da tutto il gruppo. La musica te la sentivi dentro, nei polmoni e nelle orecchie come non ti capita spesso.
Me questo perché i Metallica sono i Metallica, e con la loro semplicità e forza arrivano dritti, sparati come siluri. Allora cos'è che è piaciuto un pò meno? Be', essendo l'European Tour per promuovere il nuovo album (Death Magnetic) era ovvio, e magari anche giusto, che facessero un pò di tracce nuove. Meno ovvio, e forse un pò meno gradito, è stato il fatto che ne abbiano suonate un pò troppe e che abbiano fatto in generale una scelta di scaletta un pò inattesa. Di canzoni che potevano far decollare ancora di più un concerto che già così è stato davvero potente, ce ne stanno ovviamente un mucchio (escludendo Load e Re-load e ultime altre cose). Stone Cold Crazy, la cover dei Queen, è stata fantastica ma ti viene un pò da dire: Ehi, potevano suonare Ridelightning, The FourHorsemen e via dicendo...
Abbandoniamo queste speculazioni e parliamo del fomento!!

Ovvio, quando vedi Hetfield, jeans nero stretto e polsiere nere alle braccia, che corre, salta e si piazza plastico in devozione lui davanti a te... ragazzi, non c'è storia!
Energico forse è la parola giusta per descrivere il concerto, perchè non solo Hetfield ma tutti gli altri sono stati davvero una bomba travolgente e appassionata. Amano il pubblico, lo sanno coinvolgere, e soprattutto il palco se lo mangiano a colazione!! Un muro sonoro che ti cade addosso, ti rompe, ti ricompone e ti ingloba!
Altro punto di cui parlare è il palco. Un enorme quadrato, semplice, posto al centro del Palalottomatica. Batteria centrale su piattaforma girevole così da farne godere la vista a tutti. Microfoni a ogni angolo con un Hetfield fomentato quanto l'esercito di metallari che ieri ha invaso l'Eur. Bassista e chitarrista generosi e attenti a curare ogni lato del mega quadratone... ma la cosa che più mi è piaciuta è stata l'altezza del palco. Non era il solito blocco enorme che se stai sotto oltre a rischiare la vita non vedi nemmeno un tubo; sarà stato alto una metrata, vicino alla gente e forse questo l'ha reso vivo. Le luci hanno fatto il resto, anche se forse scenicamente si sono espressi poco (ma d'altra parte non sono gli Iron Maiden che mettono su quasi uno spettacolo vero e proprio), giuro che dal secondo anello quando sono partite le fiammate al centro del palco io il caldo l'ho sentito e m'è davvero piaciuto! Fomento!

So solo che quando s'è alzata una voce unica su Creeping Death, One, Master of Puppets, Nothing Else Matters, Sad but True, Seek and Destroy e via dicendo ho pensato: "Cazzo, dopo dieci anni che li sento finalmente eccoli!" Allora la conclusione è semplice.

I Metallica spaccavano e spaccano ancora.
Il tempo li ha certo cambiati, ma andare a un loro concerto è un'esperienza da fare, tanto quando i Maiden e molti altri gruppi storici.
Sentire un boato, perché quello era ieri notte il Palalottomatica, che li accoglie a ritmo di "Olè, olè, olè, Meta-llicaaaa", che insieme grida un Master, un Destroy che sono forza pura, vedere il mare di braccia e mani alzate in aria muoversi come un'onda ipnotica è qualcosa che davvero non si può perdere semplicemente perché non la si può descrivere!

A fine concerto mi sembrava fosse appena iniziato, e invece erano passate quasi due ore. Due ore di quella musica sono davvero un sacco di tempo. E io, lì con i miei amici e l'amore mio, ne avrei voluto di più, almeno un'altra oretta... ma poi, sudati, felici, senza fiato ma col sorriso sulla faccia, tornando alla macchina non hai nemmeno la percezione di averli sentiti tanto non ti sembra vero e allora quando ti rendi conto di questo, che porca puttana ho appena visto un concerto dei Metallica, capisci che per forza ne andrai a vedere un'altro.

Grazie!


PS(Dimenticavo di aggiungere l'irresistibile nonché tipica risatina malvagia alla Hetfield... da brivido!!)

venerdì 29 maggio 2009

Robin Anno Uno
Questa volta ho fatto le cose per bene e puntuale metto questo post! :D

Esce oggi il bel volumetto di Dixon, Beatty, Pulido e Martin da me tradotto qualche tempo fa. A parte la soddisfazione che si prova quando sfogli qualcosa a cui hai lavorato, seppur indirettamente, devo proprio dire che il volume merita davvero l'attenzione.
L'edizione è ottima, davvero un bel cartonato!

La storia va da sola, i personaggi sono una macchina ben oliata, ma occhio, perché qui troverete qualcosa di più. Un'attenzione alle sensazioni, ai gesti diciamo così, che caricano la narrazione e non solo, coinvolgendo chi legge e contribuendo ad illuminare sotto nuovi riflettori i nostri cari eroi.
Affascinante, divertente, intrigante. 
Ancora una volta ho fatto da tramite e spero che il viaggio andrà bene per chi deciderà di comprare Robin Anno Uno. 

A breve aggiungo altre cosine!

Nel frattempo, compratelo!!!