martedì 6 novembre 2007

La battaglia di Alex. Capitolo Quattro (Parte Prima)

Venerdì ore 10.00

La lezione era di quelle da coma irreversibile, e Alex, come al solito, sonnecchiava scarabocchiando sul quaderno degli appunti aspettando il momento per tirare fuori uno di quei libri che s'era imposto di leggere per l'allenamento. Quel giorno gli toccava finirsi Orgoglio e Pregiudizio e non riusciva a capire, nonostante la storia fosse abbastanza scontata,perchè le parole di quella cinica scrittrice lo continuassero a tenere incollato alla pagina.Così, si perse nelle ultime 50 pagine, sfogliando e sbadigliando al mattino che avanzava lento tra le finestre della classe mezza vuota.

Venerdì ore 14.30

Anche quel pomeriggio il pranzo era stato pessimo:
-un tramezzino
-un pezzo di pizza
-una birretta con i compagni di corso
La lezione, invece, era una delle sue preferite, "Il romanticismo inglese dal verso al dipinto". Anche se poteva sembrare palloso, il corso affrontava temi interessanti e il professore cercava collegamenti con la pittura. Alex non ci capiva un tubo di pittura, ma amava invece quei versi pieni di realtà e mistero, affumicati dalla vita sregolata dei poeti e, ne era certo, dal piacere delle belle donne. L'unica cosa che non capiva era perchè si parlasse davvero poco di Blake, quando poi era da lì che partiva quasi tutto.
Quel pomeriggio, tuttavia, Alex era impegnato in altri pensieri ed esplorava mondi e vite alternative in attesa del solito appuntamento per l'aperitivo allo Scacco.
Che diavolo avrebbe raccontato agli amici della sua chiacchierata con Susy? Sapeva che non poteva inventare cazzate; Rico, anche se era ubriaco, li aveva visti insieme e sapeva che la serata, per Alex, s'era assottigliata in quei trenta minuti di chiacchiere.
Così, pensò, non avrebbe avuto scelta, doveva raccontare la verità nient'altro che la verità, ma dopotutto si rese improvvisamente conto che quella storia da rimorchio notturno sarebbe stata l'unica diversa e che forse quel pomeriggio i suoi compari l'avrebbero ascoltato come le vecchiette ascoltavano i preti alla messa in latino tanti tanti anni prima.

Finita la lezione, però, squillò il cellulare e Alex si ritrovò catapultato in una di quelle realtà alternative dove scopri che esiste un altro te completamente diverso.
Al telefono era Chicca.

"Alex, sei te?"
"Si, ma chi è?"
"Chicca. Bhè senti, a casa mia ho trovato una giacca."
"E allora?Io non avevo la giacca ieri..."
"Scemo, guarda che non è tua."
"E da me allora che vuoi?Ma poi il numero chi te l'ha dato?"
"Me l'ha dato Stew, l'ho incontrato stamattina.Senti, dopo che ti spiego perchè ti chiamo mi dovrai un favore.."
"T'ho già detto che non mi va di uscire con te..."
"Ma fossi scema!Ieri scherzavo, ero solo un po' brilla.Dicevo, la giacca credo sia della coinquilina di Susy, com'è che si chiama?"
"Bho non lo so..Ma io che c'entro?"
"Vabbhè, è che m'ha chiamato per riprendersela ma io sono fuori tutto il giorno, così pensavo che siccome conosci Susy magari potevi riportargliela tu."
"Io?Ma io la cazzo di coinquilina di Susy non la conosco.."
"No, lo so, però conosci Susy. Dai fammi sto favore..ti lascio il cellulare di questa tizia e vi mettete daccordo."
"No senti, non c'ho soldi, lasciagli il mio e mi chiamasse lei. Io dalle 18.30 sono allo Scacco, se mi vuole sono lì.Guarda tu che palle..."
"Ma sei scemo o cosa? Voglio dire, guarda che lei e Susy girano sempre insieme..se non te ne sei accorto ti sto facendo un favore.."
"Mmm, si vabbhè, dai scusa, poi ti offro un caffè eh. Adesso passa a casa da me che mi dai sta giacca e la facciamo finita."
"Ma il caffè me lo offri dopo una cena?"
"Oh, adesso non esagerare..Ci becchiamo tra una mezz'ora."

Alex rimase a guardare il cellulare, intontito.
Dover fare un favore a Chicca lo scocciava, perchè era universalmente risaputo che Chicca ti si attaccava come la gomma da masticare sui capelli, però era vero, gli stava dando l'opportunità, la vaga speranza, di rivedere Susy a meno di ventiquattr'ore dall'ultimo incontro.
Afferrò lo zaino e in fretta e furia si precipitò a casa, cercando di salvare il salvabile.
Programma del pomeriggio:
-mettere apposto la stanza
-farsi una doccia
-chiamare il Ghiro e confermare la punta, anzi no, gli sarebbe servita una mezz'ora in più per raccontargli tutto.

Prossima meta:
Lo Scacco ore 18.00

4 commenti:

Riccardo Torti ha detto...

le sto leggendo, giuro che le sto leggendo!!!

Ele ha detto...

ehehe

le farò più corte...

giuro che le farò più corte!!!!

Stefano ha detto...

proprio un bel tipo questo Alex, 'letterariamente parlando' intendo...
ciao!

IL GABBRIO ha detto...

certo che Alex è un pò tordo però...
bella anche questa parte, ma ti lascia un pò a mezz'aria, io li farei un pelo più lunghi!!! ; )
Aspetto la parte quinta!