martedì 14 ottobre 2008

MaryP. e il viale senza ciliegi. (Parte 1)

Il vento soffiava ma non c'erano ciliegi sul viale, anche se la Gianna era affacciata in finestra e sorrideva come una gatta sorniona...
Un fruscio rosso come le foglie d'autunno, ma più acceso come il sangue finto dei film di serie B, attirò l'attenzione d'un cavaliere di ventura oscuro e terrificante, mascherato da teatrante e pronto a dire la sua.
'Come al solito arrivano sempre dall'alto...', pensò il teatrante mascherato. 'Chissà di chi è la colpa, chissà a chi gli è venuto in mente di farli scendere sempre dall'alto...Mah...'

"Ho fatto più in fretta che potevo... Aspetti da tanto?"
Il fruscio rosso-foglie-d'autunno sembrava uscito fresco fresco di bucato, con quella tutina azzurro-blu che a un daltonico gli darebbe fastidio solo a pensarla..
"No, ma ho ripulito il viale, era pieno di vecchie bacucche, sai cosa intendo."
"Ah, ma non dovevano esserci dei ciliegi?"
"No, quella è un'altra storia..."
"Mmm..."
"Bel mantello Super S. E complimenti anche per la tutina..."
"Se l'avevi già vista...!"
"E chi non l'avrebbe notata mentre sfrecci tra le nuvole e gli asini volanti..."
"Non ci sono nuvole oggi..."
"E degli asini, di quelli che mi dici?"
"..."

I due si avviarono lenti lungo il viale tortuoso. Era l'imbrunire e il vento non si calmava, Gianna stava sempre in finestra e uno strano tizio faceva dipinti a terra coi gessi colorati. I due si avvicinarono.

"Sei tu lo Spazzacavoli?"
Quello alzò lo sguardo, la cicca in bocca, la scoppola del nonno sdrucita e calata bene in testa,rispose:
"Ehi, è un'antica professione, perciò cazzo, porta rispetto."
"Okay, tranquillo amico.", rispose SuperS con calma, e guardò di sottecchi il suo compare.
"Ehi, SuperB, ci siamo, smettila di accarezzare quel gatto e vieni qui subito."
"No sei tu che devi smetterla di chiamarmi SuperB. Cazzo. Quante volte devo ripetertelo? Tu sei un fottuto alieno, il tuo pianeta non è questo e non esiste più...Credo... Insomma, tu sei quello super, mentre io sono solo il Cavaliere Oscuro, merda..."
"Okay, cowboy Oscuro, ma adesso calmati. Abbiamo un lavoro da fare."

Lo Spazzacavoli s'alzò in piedi e li portò davanti al dipinto incriminato.
La cornice era fatta bene, ma il ritratto, un tranquillo paesaggio di campagna, era completamente rovinato da bombe e chiari segni di lotta...
Erano sulla pista giusta.
"Eccolo qui... Che mi dite?"
"Senti, frocetto, sei tu che devi darci spiegazioni... Merda, sei tu che l'hai disegnato..."
"Dimmi dove cazzo prendi quel gesso, cos'è, lo fanno con gli acidi?"
"Oscuro, adesso calmati, così non si conclude niente, tranne spaventare a morte il caro Spazzacazzi..."
"Spazzacavoli"
"Esatto."

Spazzacavoli, dopo qualche birra e una buona bottiglia di vino, fu pronto a parlare.
La solfa era la solita, qualcuno chiede un favore e ti spediscono da lui, il miglior gessista del quartiere e forse anche della città, un'atroce ammasso di palazzi moderni incastonati nelle vite stressate di vicoli e hotel con storie di fantasmi che aleggiano tutto intorno...
Quella era GC, la città del non ritorno.
Lei si era presentata all'alba, l'aveva buttato giù dal letto dicendo che andava di fretta, doveva recuperare un certo specchio antico e presantarsi a un colloqui di lavoro per SuperTate...
Sì, certo, era una SuperTata e no, non aveva detto il nome, ma Spazzacavoli lo sapeva chi era. Tutti lo sapevano.Quella era una pupa da togliere il fiato, bella e pericolosa, una miscela esplosiva, insomma.

"Mi sembra che la descrizione corrisponda... Che ne pensi?"
"Non saprei, sei tu il detective..."
"Sono in pensione, lo sai."
"Finiscila di dire stronzate,umano dei miei stivali."
"Ma tu non li porti gli stivali... "
"No, ma volevo comprarli giusto questa settimana..."
"Ragazzi, ragazzi, la volete piantare? Io qui vi sto dando attenzione ma voi non mi ascoltate e io perdo tempo... E il tempo è prezioso, perchè se non mi sbrigo puoddarsi anche che ci rimango secco..."
"Scusa", risposero i due all'unisono.
"E che cazzo, io la meringa me la sbatto, mica come quel pazzo di scrittore!"
"..."

La pupa la chiamavano MaryP, ma nessuno sapeva se fosse il suo vero nome, nè da dove veniva. Certo la sua fama la precedeva. Qualche anno prima aveva trasformato un bancario in un gelataio e la cosa era insolita a quei tempi, in cui gli uomini onesti seguivano la retta via, il Sentiero di Mattoni Gialli era una legge non scritta che tutti prendevano molto sul serio...
Girava con una borsa fatta di tappeto e un ombrello molto sporco e strambo. Si diceva fosse il suo mezzo di trasporto.
Oscuro e SuperS si guardarono sghignazzando. Un ombrello. Tzs, che idiozia.
Sapevano per certo, ora, che la pupa era spacciata.
Si spostava col vento e dove arrivava lasciava tracce neanche fosse un gigante della valle. Rintracciarla sarebbe stato uno scherzo.
Spazzacavoli stava ancora parlando,quando dall'alto qualcosa lo colpì e il vecchietto si accasciò a terra, il dipinto di gesso lo risucchiò e nessun ne seppe più nulla...

"Cazzo!"
"Perchè devi sempre essere così volgare?"
"Fottiti, SuperChecca!"
"Ehi, sei tu che hai come spalla un ragazzino minorenne..."
"Alieno del cazzo, non mi sei mai piaciuto... Ma questa cosa dobbiamo farla insieme."
"Già... Ehi senti, posso chiederti una cosa?"
"Spara."
"Perchè non ti piaccio?"
"E chi sarebbe la checca adesso?"

Il vento urlò tutta la notte, spazzò via deboli frammenti della città, detriti umani di vite ormai ridotte all'osso... Insomma, sogni reali di una vita al limite della decenza.
Le due mantelle, rossa e nera, si allontanarono lungo il viale, affranti e stanchi per la nottata e le ansie del viaggio.
Al crocevia si salutarono.
SuperS parlò per primo...

"Quando ci rincontreremo ancora? Tuoni, lampi o pioggia?"
"Quando questa merda sarà finita. Quando la battaglia sarà persa e vinta."
"Cazzo dici? Ah, sarà prima del tramonto."
"E dove, alieno del cazzo?"
"Il campetto da calcio ti va bene?"
"Gli daremo appuntamento lì."
"Andata."
"La notte chiama. Muoviamoci! Cioccolata e merda, merda e cioccolata. Zompiamo nella nebbia, lo smog e questa città infernale."
"Oscuro?"
"Che c'è...?"
"Stanotte non leggere troppo, ti fa male..."

7 commenti:

Riccardo Torti ha detto...

Racconto allucinato davvero... c'è un po di tutto dai supereroi a mary poppins... o sbaglio?

Cmq m'è piaciuto davvero!

Ele ha detto...

ehehe, non sbagli non sbagli.
ma ci sarà altro ancora, che mentre lo scrivevo ho partorito follie!
Probabilmente dovute al lavoro, sogno supereroi tutte le notti!, alla passione per la letteratura unita alla follia che il buondio ha pensato bene di donarmi al posto dell'intelligenza! :D

VAbe', vedremo che succede. intanto se ti è piaciuto mi fa piacere!

Spiridion ha detto...

C'è un certo retrogusto alla Joe R. Lansdale che apprezzo sempre....a sto punto, non mi resta che attendere il seguito..

Ele ha detto...

Ecco, lui invece non l'ho ancora letto, il caro Torti però mi ha raccontato e prima o poi dovrò fare la mia iniziazione ai suoi libri. Ma per ora dovrò sfoltire il bottino di qualche settimana fa fatto alla Feltrinelli...

Books Addiction per me!

Come sempre, grazie per la lettura e per i commenti!

IL GABBRIO ha detto...

Eccomi in ritardo catastrofico...con Lucca alle porte ho iniziato a non capirci molto!

Grandioso, per un attimo ho pensato "ma 'ndò cazzo sto?" Bello, mantiene un filo nella follia generale!!!
Brava!!! : D

Ele ha detto...

ahahaha, i ritardi sono cosa ben nota a casa mia! :D
Mi fa sempre piacere quando lasciate commenti!:D

La domanda che ti sei posto mi piace, lho pensata anche io mentre scrivevo, ma ti assicuro, nella follia generale (che sempre regni sovrana), un'idea cel'ho, bisogna solo vedere dove mi porta e come si evolve, sai com'è... ho dimenticato il navigatore:P

Il Gordo ha detto...

O_O ma che bello! Vado a leggere subito gli altri capitolini!