venerdì 18 dicembre 2009

Mary P. e il viale senza ciliegi (Parte 5)

L'armadio s'era rivelato angusto... nel buio, tra pellicce morbide e maglioni invecchiati, i passi secchi sul legno erano diventati più acuti, come se camminassero su strada. Pian piano, il buio pesto che li circondava in quel passaggio stretto aveva cominciato a diradare e in lontananza c'era una specie di luce, ma non artificiale, nè di candela... era naturale.
Oscuro procedeva a tentoni, con una mano puntava avanti a lui una torcia che, non se ne rese subito conto, non s'era accesa, e con l'altra si reggeva alla parete dell'armadio quando, all'improvviso, si rese conto che l'armadio era sparito... guardò a terra e vide del terriccio indistinguibile in quella penombra e la mano, che scorreva lungo il muro, stava davvero toccando un muro! Era pietra, mattoncini forse, fredda e ruvida. Oscuro si rese conto che quello che stavano percorrendo non era affatto un sentiero, nè un passaggio dietro l'armadio... erano finiti in un viottolo, al confine, forse, con un altro mondo...
Possibile? D'altronde per arrivare là aveva affrontato all'incirca una situazione simile...
Aumentò il passo e s'avvantaggio rispetto al compagno, che sentiva farsi sempre più silenzioso, intento com'era a non inciampare nel mantello logoro troppo lungo...
Quello che vide, uscendo dal viottolo buio, aveva davvero dell'incredibile e Oscuro non poté far altro che bloccarsi a bocca aperta, lasciando cadere a terra la torcia rotta.

1 commento:

Stress ha detto...

beh ma.... il seguito?!?!!?! :P